Nello scorso weekend abbiamo visto irrompere sugli schermi di tutto il mondo il cinecomic che riscriverà tutti i record di incasso all-time: di Endgame sentiremo parlare parecchio, chiusa notevole su 10 anni di UCM che ha compreso tre fasi ed una crescente evoluzione planetaria.

Al contempo, in Italia ma soprattutto a Milano venivano appesi vari billboards nei punti strategici della città (colonne di S. Lorenzo e Darsena, solo per citarne due), dai colori sgargianti e che attiravano immediatamente l’attenzione. Ma su cosa? Sui 5 nuovi supereroi dell’urban italiano…

Una delle accoppiate più floride e produttive dell’ondata trap che ha investito l’Italia è di sicuro quella composta dal producer delle meraviglie Charlie Charles e da Sfera Ebbasta: tre dischi, una marea di certificazioni e tour che hanno avuto anche tappe in Europa, fino a riempire pochi giorni fa quel mostro chiamato Forum di Assago.

E allora, quando lo stesso producer milanese ha annunciato l’uscita di un nuovo singolo proprio per venerdì 26, la sicurezza che sarebbe stato un instant-classic era praticamente certa. Mancava solo da capire quale team avesse allestito per scalare le classifiche, dato che era stata annunciata una collaborazione con ben quattro artisti.
Data per certa la presenza del fratellino Sfera, su chi era caduta la scelta per gli altri nomi?

Come due novelli Tony Stark Peter Parker, anche Fabri Fibra ha scelto di dare fiducia e possibilità a Mahmood, persino prima che il ragazzo di origini egiziane sbancasse Sanremo, includendolo nella riedizione del suo ultimo disco Fenomeno nel brano Luna.

Fibra è il manifesto della musica hip-hop dell’ultima decade: da Mr. Simpatia, i suoi testi e le sue tematiche si sono gioco forza sgrezzate, fino a diventare un artista che riesce ad unire la generazione che è cresciuta con lui fino al nuovo ragazzino, che non può non apprezzarlo nelle tracce più pop.

Mahmood è invece il nuovo che avanza: pezzi autobiografici che trattano della sua vita passata a Milano, cantati con una voce ed un approccio molto r’n’b che in Italia ancora non era esploso.

Com’è? Basterebbe una sola parola per descriverla: catchyOrecchiabile, ti entra in testa dal primo ascolto, dal primo riff di sax campionato da Charlie e Dardust al secondo 0.01. Molto pamploneggiante, la struttura della canzone è abbastanza semplice: due strofe, di Sfera e Fibra, intervallate dal bridge cantato quasi in falsetto da Mahmood.

Non starò qui a soffermarmi sulle strofe – «eh ma Fibra non scrive più come un tempo, non è più quello di Tradimento» perché certi commenti, anche di alcuni siti, erano su questa falsa riga: inutile lamentarsi, è maturato, fatevene una ragione -, quanto sulla portata di questa canzone: Charlie ha confezionato su misura una ballad che ci terrà compagnia almeno fino ad agosto, da ballare sulle spiagge o da ascoltare al ritorno dal mare, coi finestrini abbassati. Il ritornello ti entra immediatamente in testa, il beat ti fa muovere il culo sin da subito. Ed eccovi confezionato il tormentone estivo: semplice, efficace, come pochi sanno fare.