Un’intervista a En?gma tra Booriana e la passione per la creazione dei beat.

Ad inizio aprile, il rapper di Olbia ha fatto il suo ritorno con Booriana, il nono disco della sua carriera, anche se “ritorno” non è del tutto una parola corretta dato che dal febbraio dell’anno scorso ad oggi gli album pubblicati sono stati ben tre: Shardana, Terranova e, appunto, Booriana.

Da questa sua prolificità siamo voluti partire per conoscere meglio il nuovo album di En?gna all’interno del quale, per la prima volta, ha curato personalmente ogni singola strumentale (assieme al fedele Kaizèn).

Ecco cosa ci siamo detti:

Ciao En?gma. Tre album in poco più di un anno. Da cosa nasce questa prolificità?
«
Nasce dalla continua ricerca di un’identità musicale sempre più marcata e dalla mia voglia interiore di evoluzione. Questo mi ha permesso a mio avviso di non risultare infatti monotono nonostante, fondamentalmente, sia passato poco tempo.»

Booriana è un album differente dai tuoi passati, soprattutto per quanto riguarda le strumentali. Come è stato mettere mano in ogni beat?
«È stato anzitutto un implementare la mia figura di artista, ma soprattutto è stato molto stimolante e divertente, infatti ho tanta voglia di rimettermi su nuove strumentali.»

In Apatia affermi che ti sei svuotato completamente: ti riferisci al potere della scrittura che permette di liberarsi – almeno temporaneamente – dai propri problemi? Se sì, come ti senti ora?
«No in realtà mi riferisco a quei momenti pseudo depressivi che accompagnano (chi più chi meno) la vita di tutti noi, facendoci sentire inutili, inadeguati, e vuoti dentro. »

Tra i featuring di Booriana quelli che ci hanno sorpreso maggiormente sono quelli di Ghemon e Shade, due che ultimamente sono – non sempre, sia chiaro – più lontani dal rap più canonico. Come sono nati questi brani? È stata una tua richiesta o è nato tutto in modo naturale?
«Ci siamo sentiti, e gli ho girato direttamente strofa e ritornello; non hanno avuto niente da obiettare quindi credo che la roba gli sia piaciuta (ride, ndr); in ogni caso anche io non mi sono messo alcun tipo di problema nel proporgliele, nel senso che mi immaginavo il loro timbro e le loro caratteristiche lì, a prescindere dai loro lavori recenti.»

Curiosità: Pensieri Nomadi sfuma molto alla fine, sembra quasi che tu abbia scritto una terza strofa del brano ma poi non abbia voluto farla ascoltare per intero. Come mai questa scelta?
«In realtà è stata una semplice trovata da burlone. La terza strofa la stavo scrivendo in studio appunto con l’intento di farla sfumare, indi per cui stavo scrivendo un sacco di “ignorantate”. »

Hai mai pensato di semplificare i testi della tua scrittura per arrivare ad un pubblico più vasto o proprio non ti interessa?
«Credo di aver già fatto un mio personale lavoro in questa direzione, ma senza snaturarmi. Credo di riuscire maggiormente a far passare certi messaggi e certi concetti, anche tramite un certo tipo di musicalità. Poi vedremo dove mi porterà un certo tipo di percorso evolutivo. Magari, per non sbagliare, mi metto solo a fare strumentali (ride, ndr). »

Raccontaci un po’ la tua passata esperienza da calciatore e le squadre per cui tifi/simpatizzi.
«Non ho nessuna esperienza rilevante. Mi piace molto il calcio in tutte le sue sfumature  più romantiche, e mi piace giocarlo da amatore e dilettante. Tifo Juventus, così come seguo il Cagliari, l’Olbia e le squadre sarde nelle serie importanti. Ma quando c’è la Nazionale, impazzisco. »

Vista la tua prolificità, concludiamo chiedendoti se hai già mente cosa e come sarà il post Booriana.
«È un po’ presto per dirlo, ma ora come ora ho voglia di fare tante strumentali nuove!»

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