A distanza di dieci anni, vediamo cosa ci ha lasciato Beam Me Up Scotty di Nicki Minaj.

Il 18 aprile del 2009 usciva Beam Me Up Scotty di Nicki Minaj, il suo terzo mixtape. Questo progetto le ha permesso di entrare prepotentemente nel rap game, spianando la strada al successo stratosferico del suo primo disco ufficiale, Pink Friday (#1 nella Billboard Hot 200 e triplo platino negli States).

I mixtape di Onika ci mostrano il vero lato “da strada” della rapper, un lato che negli ultimi anni è emerso timidamente dai suoi dischi (eccezion fatta per Queen) o solo in certi featuring: molti dei fan della prima ora le hanno spesso rimproverato di aver abbandonato le proprie origini per abbracciare il mainstream.

Tuttavia, ad avviso di chi scrive, è proprio la versatilità a rendere Onika la grande rapper che è, a fare di lei un personaggio e un’artista che dovrebbe essere maggiormente presa sul serio. Abbiamo dovuto aspettare il 2018 per avere da parte sua un disco rap degno di questo nome, ma ne è valsa la pensa. Queen non è un lavoro perfetto, ma tracce come LLC, Coco Chanel e Barbie Dreams confermano che la regina è ancora lei.

A distanza di dieci anni, Beam Me Up Scotty ci permette di riscoprire la vena hardcore di una delle rapper di maggior successo di tutti i tempi. Un lavoro svincolato dalle logiche di mercato e senza alcuna pretesa di centrare le prime posizioni delle classifiche del mondo: un disco spontaneo, imperfetto e variegato.

Il titolo si rifà ad uno slogan diffuso tra gli americani, il quale trae la propria origine dal noto Star Trek. “Beam Me Up Scotty” ricorda il comando che il capitano Kirk dà al suo braccio destro Montgomery “Scotty” Scott quando ha bisogno di essere teletrasportato sulla navicella Enterprise. Nonostante sia stata associata alla serie, questa frase non è mai stata pronunciata.

Essa è comunque entrata nel linguaggio comune e può essere utilizzata per esprimere il desiderio di trovarsi altrove. Se leggiamo la frase insieme alla copertina del mixtape, è facile intuire cosa Nicki Minaj voglia dirci con questo progetto: lei è il futuro del rap in rosa ed è proprio lì che Beam Me Up Scotty ci teletrasporterà.

Svariati sono gli ospiti presenti nel mixtape: oltre a Lil Wayne, Drake e Birdman, troverete Busta Rhymes, Gucci Mane e altri nomi della scena underground di quegli anni. BMUS si presenta come un lavoro hip hop ruvido e contaminato dall’r&b, dal rock e dal pop. Tra le tracce migliori, vi segnaliamo I Get Crazy e Go Hard con Lil Wayne, il remix di Best I Ever Had (non presente in tutte le versioni) nonché Can Anybody Hear Me e l’immortale Itty Biggy Piggy.

Sarà proprio quest’ultima traccia a scolpire la figura di Nicki Minaj nell’immaginario collettivo. A distanza di dieci anni, Itty Biggy Piggy è ancora uno dei brani preferiti dai fan della rapper di Chun Li, un must nei suoi live. Il beat minimale – che ricorda molto quello della più recente Barbie Tingz dà modo ad Onika di sfoggiare rime incredibili ed una capacità tecnica pressoché ineguagliabile da gran parte delle sue pari.

Sarà difficile che il mondo della musica arrivi a dare il giusto credito a Nicki Minaj. Vuoi per l’impermeabilità al rap in rosa che fa da padrona, vuoi per il personaggio ambiguo e a tratti incoerente che la rapper ha cucito su di sé. Al di là di questo, dobbiamo riconoscere che Onika ha avuto il merito di resuscitare il rap femminile dopo l’oblio in cui è caduto nel 2005. Negli anni precedenti l’esplosione del ciclone Nicki Minaj non sono mancati buoni lavori femminili (si pensi a Worth Tha Weight di Shawnna), ma nessuna è riuscita ad imporsi come icona e trendsetter al pari di lei.

Un quinto disco è alle porte e non sappiamo cosa aspettarci: vero è che Onika Tanya Maraj ha talento e Beam Me Up Scotty ce lo ricorda.

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