Fin dal titolo, tutto chiaro. Se non fosse che Alessandrina, messinese, al secolo Alessandra Chillemi e meglio nota come b-girl Alessandrina, ha solo 19 anni ed è la prima b-girl italiana a rappresentare il nostro Paese alle prossime finali mondiali del Red Bull BC One, la competizione di breakdance più famosa al mondo.
Eh sì, in questo nuovo episodio tra le righe di #LadiesFirst, l’abbiamo contattata e ci siamo fatti raccontare da lei qualche dettaglio della sua personalità, ma soprattutto, com’è andata la vittoria delle qualificazioni al Red Bull BC One Italy Cypher 2019 (noi siamo stati a quello dell’anno scorso), dove si sono disputate le sfide per accedere appunto agli slot disponibili per la World Final, il prossimo novembre a Mumbai, in India.

Dov’è quindi la novità? Alessandrina è di fatto la prima ragazza a poter accedere a un posto così prestigioso nel mondo della breakdance, dopo anni di competizioni di così alto livello aperte su invito solo per gli uomini. Quest’anno, anche le b-girl hanno avuto modo di partecipare lo scorso marzo al Cypher di qualificazione presso il Palazzo dei Congressi di Pisa.
Ma non è tutto! Questa giovanissima e sportivissima ballerina ha un background tutto da scoprire: numerosissimi premi vinti a livello internazionale nei migliori contest di breakdance, tante altre passioni – soprattutto sportive – e moltissima determinazione.

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Foto di Mauro Puccini

Ho iniziato all’età di 6 anni vedendo i miei vicini di casa allenarsi nel complesso in cui abito, sono rimasta subito colpita da quel che facevano e provavo ad “imitarli”, in un angolo, senza che loro sapessero niente. Prima di vederli e rimanere colpita da tutto ciò, ballavo danza classica, ma ho capito subito che il “tutù rosa” non era adatto a me! Adesso siamo nella stesso gruppo (Marittima Funk Crew) e ho confidato loro che ho iniziato vedendoli ballare solo anni dopo. Con tanta volontà, determinazione e passione, già a 9 anni nel 2009 ho rappresentato l’Italia in un team di B-girls presso il “The Notorious IBE” in Olanda, arrivando alle semifinali.

Personalmente, ho sempre avuto massimo supporto dalla mia crew, nonostante fossi l’unica b-girl e, quando entrai a farne parte 11 anni fa, anche una bambina. Ho sempre partecipato nelle battles con loro e non mi hanno mai trattata da meno rispetto agli altri. Né loro, né nessun altro. A livello eventi, invece, quando avevamo la fortuna di avere un “b-girl battle”, spesso lo stesso veniva organizzato come un contest secondario e quindi DJ, floor e judges “secondari”. Ma questa mentalità sta cambiando, infatti il numero di b-girl battle è aumentato notevolmente e le b-girls sono considerate e supportate sempre più. In tutte le discipline esiste il settore maschile e femminile, questo naturalmente è relativo alla struttura fisica. Nel breaking , effettivamente, non la vedo come una divisione vera e propria perché ogni b-girl è libera di partecipare anche all’open Bboy/Bgirl e confrontarsi anche con i b-boy. Certo sfidare b-boy di altissimo livello è molto difficile, ma questo succede già sempre più spesso e non è sempre scontato il risultato!

Quando ho saputo questa notizia ero super felice. L’anno scorso mi faceva rabbia vedere alla World Final, b-girls da tutte le nazioni e non vedere la bandiera italiana perché non ci era stata data la possibilità di qualificarsi. Non posso che ringraziare gli organizzatori che quest’anno sono riusciti a portare anche per le b-girls la qualifica italiana.

Quando sono entrata in questa scena non c’erano molte b-girl, soprattutto parlando di nuove generazioni. Adesso la scena sta decisamente crescendo, sia per quanto riguarda il numero, che per quanto riguarda il livello che hanno già le giovanissime. In ottica estera siamo decisamente più considerate. Il livello del breaking italiano, come ho già detto, è molto migliorato negli ultimi anni  e per migliorare ancora è necessario partecipare e confrontarsi sempre di più nei contest organizzati. Solo allenandosi e confrontandosi con i migliori si può crescere.

Quando entro in battle poco mi importa di chi ho davanti: quello è il mio momento, il mio minuto e nessuno può levarmelo! Entro in sfida, penso solo a dare il massimo e a divertirmi con la musica, il risultato è una conseguenza! Questo è quel che farò anche il 9 novembre a Mumbai e non mi pongo limiti, per carattere non mi piace andare in un evento “solo” per partecipare.

Nel mio modo di vedere il  breaking è importante ”essere completi”, quindi cerco di mettere e personalizzare un po’ di tutto in un’entrata. Ovviamente ogni b-boy/b-girl ha i suoi punti di forza e debolezza. Penso che, oltre la tecnica, il mio punto forte sia la musicalità ed il carisma, inteso come presenza sul floor. Per me è molto importante divertirsi e fare divertire chi mi guarda, attraverso la mia passione cerco di lasciare “la mia firma” trasmettendo agli altri queste sensazioni.

Sì, è vero, quando si tratta di sport mi trovate dappertutto, dalla montagna con lo snowboard a sotto il livello del mare con le immersioni subacquee! Per conciliare tutto bisogna avere tanta volontà e una buona organizzazione. In questo momento, considerando i vari hobby oltre al breaking, a livello agonistico, sono anche arbitro di calcio. Al tutto ovviamente vanno aggiunti gli studi poiché frequento l’università di economia. Ma ci si organizza e il tempo si “trova”, quando c’è passione l’energia non manca mai!

Mi piace ascoltare principalmente musica funk e rap, ma nella mia playlist trovi un po’ di tutto.

Come ho già detto prima, pratico molti sport amatoriali, ma ho intrapreso dei percorsi agonistici e professionali già abbastanza delineati. Studio e pratico sport a livello agonistico, oggi non penso minimamente di dedicarmi solo ad un settore e lasciare l’altro, dò il massimo in tutto ed i risultati danno le risposte ai miei sacrifici. Ovvio che aspiro a realizzare al massimo i percorsi avviati… E poi tra 10 anni avrò ancora solo 29 anni!

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