J. Cole ha rilasciato un’intervista a GQ, parlando della paternità, di collaborazioni e progetti futuri.

J. Cole è di certo uno degli artisti più riservati dell’intera industria musicale. Vi basti pensare al fatto che probabilmente nessuno sarebbe venuto a sapere delle nozze del rapper con Melissa Heholt, se Ryan Coogler (regista di Black Panther) non lo avesse rivelato per sbaglio.

Davvero rare le interviste rilasciate dal rapper di KOD e di recente è stata resa nota quella fatta per GQ, celebre testata americana dedicata all’universo maschile. J. Cole si è infatti raccontato ad Allison Davis parlando di Grammy, della propria reticenza a stare sotto i riflettori e del futuro della propria carriera.

La conversazione tra i due è avvenuta poco più di un mese fa, quando J. Cole si stava preparando ad esibirsi nel corso dell’intervallo dell’NBA All-Star Game. Si tratta di uno degli eventi principali della NBA e consiste in un weekend di gare culminanti la domenica con una sfida tra le due squadre migliori, rappresentanti una la costa Est e l’altra la costa Ovest.

L’intervista si è tenuta infatti nei giorni immediatamente precedenti l’esibizione e ha permesso all’intervistatrice di districarsi tra camerini, palco e prove. J. Cole ha dimostrato una grande disponibilità oltre ad una grande franchezza, cercando di smontare alcuni miti che i media hanno costruito nel corso degli anni attorno alla sua persona.

Il tema centrale affrontato da Allison Davis è dato dai continui tentativi del rapper di rimanere lontano dall’attenzione dei media. “Non amo quei momenti in cui sei al centro dei riflettori” – ha detto J. Cole – “Ci sono le telecamere, le persone impazziscono e l’intera arena ti sta guardando“. Il rapper cerca continuamente di vivere la propria vita come se non fosse famoso, vivendo isolato nel North Carolina e frequentando una palestra dove nessuno può disturbarlo. Il motivo di tutto ciò? La paura di perdere il contatto con Jermaine Lamarr Cole da Fayetteville, un ragazzo che ha sempre voluto fare musica.

J. Cole ha poi confessato di aver preso coscienza del fatto che i media hanno una percezione di lui che non gli va tanto a genio: “mi sono chiuso in me stesso così tanto che le persone pensano che non mi piaccia nessuno o che non voglia lavorare con nessuno“. Allison e J. Cole hanno avuto modo di discutere in merito alle recenti collaborazioni del rapper con diversi suoi colleghi.

“Ho raggiunto un punto della mia vita in cui mi chiedo ancora per quanto rimarrò nell’industria musicale. Se mi fermassi quest’anno, sentirei di aver perso alcune occasioni come lavorare con altri artisti e fare amicizie […]”.

Risalgono infatti a questi mesi diverse ottime tracce di alcuni rapper che hanno avuto la fortuna di ospitare Cole: vi basti pensare ad a lot di 21 Savage.

Somehow GQ felt like it was a good idea to put me on the cover. Thank you Allison for the cover story. Slime said I gotta start dressin’ like this all the time. We gon see https://t.co/8nHA5DGBgB

— J. Cole (@JColeNC) 19 marzo 2019

Un altro punto focale dell’intervista è stato il rapporto del rapper con i Grammy. Fino ad ora, Jermaine ha ricevuto sette nominations senza mai vincere una statuetta. Inoltre, nel corso dell’ultima edizione, l’ottimo KOD è stato completamente snobbato insieme ad altre perle come Kamikaze e TCV. Cole ha confessato all’intervistatrice che questo argomento non lo scuote oramai più di tanto, pur essendo rimasto deluso nel 2012 quando la band folk Bon Iver gli ha strappato quello per il Best New Artist.

Non devo avere un Grammy a tutti i costi, capisci?” – queste le parole del rapper – “Almeno non ora e forse mai“. D’altra parte, nemmeno rapstar come Biggie e Nas hanno mai vinto uno di questi prestigiosi riconoscimenti e la Recording Academy si dimostra sempre più disposta a premiare il successo mediatico e commerciale più che l’impatto culturale di un disco: il Grammy a Cardi B docet.

J. Cole ha parlato anche del modo in cui la paternità lo ha cambiato, degli inizi della propria carriera e del modo di lavorare e promuovere la musica: un meccanismo avulso da qualunque logica commerciale che vuole semplicemente sorprendere i fan.

L’intervistatrice ha confermato che J. Cole è ben lontano dal ritirarsi dal rap game in un futuro molto vicino. Il rapper sta infatti lavorando alla terza compilation della Dreamville Records nonché ad un mixtape e a un disco da solista programmati – forse – per quest’anno.

Per tirare le fila di questa lunga intervista, torniamo al titolo: “abbattere il sistema. Jermaine vuole “scardinare” proprio quel sistema che ha fatto degli scandali il modo per vendere musica, che distrugge le carriere per il flop di un solo singolo e che ha asservito la qualità alla quantità. J. Cole si conferma essere un grande artista che vuole fare di tutto per lasciare al centro la musica e non la sua vita privata: qualcosa che molti dovrebbero imparare a fare.

Vi lasciamo quindi con alcune barre tratte da Middle Child, brano che sembra riassumere al meglio il contenuto di questo dialogo con Allison Davis:

“F**k if you feel me, you ain’t got a choice
Now I ain’t do no promo, still made all that noise
This year gon’ be different, I set my intentions
I promise to slap all that hate out your voice”

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