Abbiamo volutamente aspettato qualche settimana dall’uscita di “Dead Poets II: i 2 Ordini”, il nuovo (ottimo) disco di Dj Fastcut fare una chiacchierata con Valerio. Il disco – che contiene 26 pezzi e la bellezza di 60 emcees, nel caratteristico stile boom-bap che contraddistingue le produzioni del beatmaker romano – è fuori per Glory Hole Records. Leggete cosa ne è venuto fuori!

TGE VS. DJ FASTCUT: L'Intervista
TGE VS. DJ FASTCUT: L’Intervista

Innanzitutto ciao Vale e grazie di essere con noi: ci ritroviamo qui a chiacchierare a due anni di distanza dal primo “Dead Poets”, un album che nel 2016 (uscì nel Dicembre di quell’anno) rimise un po’ in sesto tutte le gerarchie del Rap italiano. Cosa ti ha spinto a completare un volume due così corposo in così poco tempo, visti anche gli impegni personali, il tour di “DP” ed il “Contest 4 Feat” che hai portato in giro per l’Italia?

Volevo dimostrare che non sono a favore del “faccio un album fico e mi fermo sul divano per 8,9 o 10 anni”; se il primo capitolo è andato bene ed ha risvegliato quello spirito di collettività che si teneva alto una volta, non vedo perché non produrne un’altro subito – sopratutto in un periodo buio come questo per il nostro genere musicale preferito. Diciamo che è stato un po’ come tornare dai cattivi con gli amici, penso che far vedere un forte legame tra gli mcs della scena posso scoraggiare molto i “nemici”.

I 60 emcees che hanno partecipato al progetto vanno da Nord a Sud, con i feat anche di alcune “leggende” statunitensi: Ras Kass, El Gant, Afu-Ra e Daddie Notch. Come ben sai io sono un grande appassionato di Hip-Hop americano ma “DP2” si può considerare a tutti gli effetti un disco italiano. Come vedi la scena italiana “fuori” dalla Setta dei Poeti?

La vedo molto persa, allo sbaraglio, come un cavallo impazzito senza briglie e tante persone che lo osservano mentre si dimena. Ci lamentiamo tanto di come vanno le cose nell’ambiente musicale e non facciamo nulla per cambiarlo, fanno tanto i real poi sono i primi a darsi dei limiti nei testi; tutti troppi presi a fare polemica su Sanremo o su qualche fenomeno da baraccone che tirano fuori ogni tanto i media, troppo impegnati a dare importanza e TEMPO a queste cazzate. La cosa migliore che si può fare in questi casi è fregarsene e chiudersi in studio a produrre, senza dare ulteriore visibilità a certa gente. Questo è quello che vedo generalmente nella scena ed il motivo per il quale mi guardo bene prima di chiamare un mc in “Dead Poets” – cercare gente che come me ha deciso di fare rap per passione, non per convenienza, e che abbia la mia stessa fotta di riportare ordine e rispetto verso la musica rap e la cultura Hip-Hop.

Il tuo modo di produrre non è cambiato: sei sempre federe a quella linea di boom-bap che alcuni in Italia amano ancora tanto. Chi ti segue sui social sa che produrre – al di là di tutto – è la tua grande passione. Quali progetti ha in serbo Dj Fastcut? Chi stai producendo in questo momento? Sappiamo che ci sarà un disco di Wiser in uscita che si preannuncia una bomba ed hai prodotto qualche traccia del disco di tua. moglie Vanessa in uscita prossimamente.. Ma dicci di più!

Ho deciso di seguire alcuni artisti sul quale puntare. Wiser è il primo ragazzo che decido di produrre completamente da zero, scegliendo ogni sample insieme, ogni beat ogni idea o testo – quindi penso sia il primo album da produttore che faccio per una sola persona. Vanessa lavora al suo album ed anche su quello ho grandi aspettative, ho contribuito con due beat e il consiglio di farlo in italiano, consiglio stranamente seguito (ahahahahahah) ed eseguito alla perfezione. Allo stesso tempo metto in cantiere il disco di Poche Spanne, collaboro a quello di Mattak e a quello di Sgravo, oltre a varie collaborazioni in album che ora non posso menzionare. Di progetti in cantiere ce ne sono molti, abbiamo una timeline da seguire cosi da evitare di sovrapporre troppi lavori contemporaneamente, mi preme anche iniziare il progetto EmerSkills; appena avrò tempo,, vorrei anche lavorare ad un album strumentale.

Con quale criterio – se ne esiste uno – hai diviso i “due Ordini”? E come mai hai deciso di omaggiare i due carbonari Targhini e Montanari in questo tuo nuovo lavoro?

Nessun criterio preciso nella divisione dei brani, ho cercato di compensare i generi dei brani sia in un album che nell’altro – anche per quello che riguarda gli mc, alcuni sono in più brani. Per quello che riguarda l’omaggio, sai che sono un appassionato di cinema ed in questo caso ho preso spunto da un’altro film, ovvero “Nell’anno del signore”; la storia dei due carbonari uccisi per mano della chiesa a Roma.Vedo un bel legame tra la setta dei poeti estinti e la setta carbonara, entrambi sono ordini che operano nell’ombra, lottando per tenere vivo un ideale, anche al punto di morire per esso. I due carbonari erano più giovani di me all’età della loro esecuzione, ma abbastanza adulti da non cambiare direzione e proteggere la compagnia e i suoi ideali fino al gesto più estremo, la loro decapitazione; come purtroppo succede sempre più frequentemente però, ci dimentichiamo facilmente i consigli e gli insegnamenti lasciati dal passato. Se combattessimo solo un decimo di quello che hanno combattuto i carbonari probabilmente la scena non sarebbe cosi contaminata di schifezze.

Quest’anno Roma è stata sicuramente “la Capitale” del Rap italiano: basti pensare a “Dead Poets 2”, ad “Adversus” del Colle Der Fomento ed a “Lo Spirito Che Suona” dei Cor Veleno: dicci la verità, “ve la sentite molto calla” ultimamente da quelle parti? Scherzi a parte, avete fatto uscire tutti degli ottimi dischi, sintomo che la scuola romana è più viva che mai.

Roma per come l’ho vista io da quando sono nella scena è sempre stata la più costante e coerente di tutte le altre. Non siamo gente che fa pose Instagram esponendo il nuovo taglio di capelli da coglione e il vestito griffato, non siamo mai stati rapper da polemiche sui social, e sopratutto è una scena poco attiva, mediaticamente parlando. Siamo una scena poco sotto i riflettori, ma spesso sotto i fonoassorbenti degli studi registrazione, come dimostrano le uscite di Rancore, Noyz, Colle, Turco, Phil, Suarez, Lord Madness, Rak, Gast, Cor Veleno; insomma, la scena è estremamente attiva e sì… ME NE VANTO TANTO haha.

Facciamo chiarezza una volta per tutte e diciamolo: il vinile di “DP2” uscirà, ma state cercando di aggirare qualche problemino di “quantità” brani, è vero? E per tutti quelli che lo vorrebbero sulle piattaforme di streaming digitale? Che novità ci sono?

A breve avranno il disco su sto cazzo di Spotify, credo entro marz ,almeno spero; per il vinile, come hai detto tu,non è proprio semplice trovare una soluzione per mettere 26 brani – anche di notevole lunghezza – su dei vinili, quasi sicuramente saranno due e non escludo che non diventino tre. Con la Glory Hole abbiamo trovato una valida soluzione e a breve vi diremo tutto!

Sono certo che al contrario di quanto si dica, un producer deve per forza avere uno o due brani preferiti sul proprio disco: a quale o quali pezzi di “DP2” sei più affezionato? Personalmente mi sento molto vicino a quanto rappano gli ATPC, perché io realmente “vengo dal tempo della jam, delle musicasse, dal tempo delle fanze e delle VHS” questione di cuore (e di età).

Credo di essere molto affezionato anche io a quel brano, “La Risposta E’ Si” con gli ATPC, per lo stesso motivo per il quale amo “Eredi Maledetti” di TMHH e WISER. Sono i due brani che più di tutti rappresentano lo spirito della setta dei poeti estinti, lo spirito di collettività, i valori, le responsabilità di portare avanti una cultura in difficoltà, prendere una posizione e difenderla ad ogni costo; come fecero nel 90’s gli ATPC così sono sicuro che faranno anche TMHH, WISER e tutto il resto della setta.

A proposito di Rula e Sly: “DP2” è paragonabile al tape “50 eMCee’s”, storico mixtape dell’Area Cronica uscito su cassettina nel lontano 1997. Era un po’ questa l’idea di base dietro alla quantità di rappers che hai contattato? Come dicevano i Funkadelic “One Nation Under A Groove”, una sola nazione su un solo suono prodotto da Fastcut.

Sinceramente no bro, non mi sono ispirato a quello, ma ho sentito il dovere di portare avanti una tradizione come “50 eMcee’s”, come “950”, come “60hz”. Sono cresciuto vedendo una scena rap sotto lo stesso groove, ora lo vedo con gli occhi di un bambino che ha visto i genitori divorziare, e la cosa migliore da fare è ricreare una tua famiglia e far sì che questo non accada anche a te.

Porterai anche questo capitolo di “Dead Poets” in Tour immagino: hai già qualche proposta o qualche data? Ti vedremo ancora in giro per l’Italia (e l’Europa) con i tuoi fedelissimi?

Ho voluto aspettare anche per iniziare con le date e dedicarmi alla promozione dell’album,con i miei fedelissimo Dead Poets 2.0 aka SGRAVO,WISER,MATTAK e FUNKY NANO siamo pronti da Aprile a portare in giro DP2. Porteremo in tour anche i loro progetti solisti e la serie di CYPHER che stiamo portando avanti con i ragazzi di TRUEPASSION, con cui stiamo organizzando un’altra data all’estero, dopo quelle di Londra ed Amsterdam.

Siccome siamo dei cazzoni e ci sentiamo su Whatsapp per mandarci le vignette stupide, salutaci con una tipica “freddura” alla DJ Fastcut.

Fanno tutti i razzisti poi hanno le persiane a casa. Scusatemi…

Ringrazio Hano per l’ospitalità e l’interesse verso i miei lavori, ringrazio The Golden Edge che non è un mc, ma anche lui col suo lavoro contribuisce molto alla diffusione e il supporto della buona musica, a presto bestie.

Ringraziamo Valerio per le chiacchiere, rimettiamo in play “Dead Poets 2” ed aspettiamo fiduciosi le prossime novità targate Glory Hole Records. Vi ricordiamo che entrambi i due capitoli del disco sono in streaming sul canale YouTube di Glory Hole.

“Carpe Diem”.