Gianni Bismark, al secolo Tiziano Menghi, è un rapper nato e cresciuto nel quartiere Garbatella di Roma. Dopo aver pubblicato da indipendente Gianni Bismark Mixtape (2015) e l’album Sesto Senso (2016), il 18 gennaio 2019 ha pubblicato per Triplosette Entertainment e Virgin Re senza corona, il suo secondo album ufficiale. L’album, prodotto interamente da G Ferrari, mischia sapientemente le radici dell’Hip Hop con la musica tradizionale romana. Il risultato è un progetto personale e innovativo per il rap game italiano.

Noi de lacasadelrap.com abbiamo preso la palla al balzo e lo abbiamo contattato per un’intervista. Schiacciate play, mettetevi comodi e godetevi il viaggio immergendovi per le strade della Città Eterna.

Sono molto soddisfatto! Sono felice perché fino ad adesso non ho ricevuto nessun commento negativo. La cosa più bella è stato leggere i commenti dei fan. Tanti mi hanno scritto “quando ho sentito il tuo disco ho pianto” ed altri “sei il fratello maggiore che non ho mai avuto” e nel leggerli mi sono davvero emozionato. Sono felice anche per commenti come “sei l’ottavo Re di Roma” o “siamo orgogliosi che sei tu a portare il nome di Roma in giro per l’Italia”. Per me che sono così legato a Roma leggere un post del genere significa molto.

Io sono cresciuto insieme a mia nonna, ascoltando quello che ascoltava lei, quindi Stornelli della tradizione romana, musica popolare, Gabriella Ferri, Lando Fiorini e tanti altri. Ce l’ho nelle mie vene ed era normale che venissero fuori nella mia musica.

Sono uno che scrive davvero molto, per me è uno sfogo. Per questo capita a volte che una cosa che ho scritto molto tempo fa oggi abbia meno senso, è roba vecchia, e da qui l’urgenza di cambiare rime e strofe. Tutte le difficoltà alla fine sono servite per poter arrivare a questo disco, un album che mi rappresenta e di cui vado fiero.

Roma è la città più bella del mondo! Quello che faccio e che vivo ha sempre Roma sullo sfondo. Sono nato qui, vivo qui, la mia famiglia e i miei amici sono qui. Non potrei pensare di ambientare le mie storie in un posto diverso.

In realtà questo disco è nato quando ero indipendente, sono arrivato in Virgin con già il disco pronto. Per usare la metafora calcistica è come passare dalla serie B alla serie A. Entrare nella Triplosette è stato naturale, già ci conoscevamo e avevamo lavorato insieme.

Ancora siamo in fase di promozione ma stiamo già pensando al live. Direi che per ora potete restare connessi sui miei social per vedere cosa succederà.

Grazie per il complimento! È difficile dire come sarò in futuro, come potrà essere il prossimo lavoro. Io scrivo tantissimo, per questo album avevo più di 30 pezzi pronti, e la produzione poi fa la sua parte. Per me poi le basi hanno un ruolo fondamentale, mi ci immergo e mi spingono spesso in una direzione piuttosto che in un’altra. Io sono abituato a scrivere sopra il beat quindi ne vengo influenzato.