Il disco d’esordio è un passo importante per ogni artista: il punto di partenza di un percorso artistico molto spesso, infatti, delinea la direzione di una parte, se non tutta, della carriera. Stanza Singola, uscito per Bomba Dischi/Universal, rappresenta per Franco126 la voglia di distaccarsi dagli stilemi più classici del rap nostrano in favore di un approccio più cantautorale, più emozionale.

Il tappeto sonoro del disco, interamente curato da Ceri, pur non innovando i canoni del genere non è mai scontato o banale. Gli arpeggi di chitarra utilizzati come imprinting della stesura della base risultano freschi e godibili. Una abile fusione di fondamentali rap, cassa e rullante, e elementi di scuola indie/pop che tanto vanno di moda oggigiorno. Pur non facendo gridare al miracolo, si amalgamano egregiamente con i testi proposti da Franco, mettendo in risalto ogni parola o ritornello.

Dal punto di vista prettamente tecnico la struttura delle canzoni è abbastanza essenziale: vi è la classica alternanza strofa/ritornello a volte impreziosita da qualche bridge. Una scrittura pulita ed essenziale che aiuta il rapper trasteverino nell’esposizione delle tematiche trattate: i sentimenti di abbandono, amore e laconica, quanto agrodolce, solitudine sono trasposti in maniera ineccepibile creando un feeling con l’ascoltatore al contempo onesto e diretto. Nonostante i tecnicismi siano ridotti all’osso, la scrittura ad immagini, che già era presente in Polaroid, è la parte focale del disco: essa aiuta infatti Franco a pennellare in maniera nitida la realtà che lo circonda.

Pur avendo un’identità ben definita e delineata, il disco pecca sul versante della personalità. Non è facile infatti da subito distinguerlo dall’enorme massa di prodotti di stampo itpop/indie-rap che popolano da ormai anni le varie classifiche di vendita e di streaming. Il cantato di Franco, pur essendo chiaramente riconoscibile, abrasivo e volutamente sporco al punto in alcuni frangenti da sembrare stonato, risulta oltre che un pregio anche una cifra stilistica a tratti piuttosto azzardata.

Che Stanza Singola sia un concept album lo si evince direttamente dalla copertina: Franco è seduto sulle pendici di un letto in una stanza di quello che sembra essere un Hotel/Motel con un’espressione sul volto tutt’altro che felice.

La scena rappresentata sull’artwork del disco viaggia di pari passo con la scelta delle tematiche affrontate comunicando un senso imperante di straniamento e abbandono. Il sapore vintage del lavoro è inoltre perfettamente trasposto grazie alla scelta della paletta di colori volutamente invecchiata. Dal lato Visual invece segnaliamo i video di Frigobar e Stanza Singola che vede la partecipazione di Tommaso Paradiso, frontman della band Thegiornalisti.

Stanza Singola è un disco schietto e diretto, un lavoro personale e introspettivo che non manca però di intrattenere l’ascoltatore. Nonostante abbia delle lacune a livello di personalità, rimane comunque un prodotto consigliato agli amanti del genere o per chi, più semplicemente, è alla ricerca di un ascolto che faccia da colonna sonora alle uggiose giornate invernali.