Il primo album da recuperare assolutamente è Plenilunio dei Moonloverz, un album poetico e magico, profondo e al contempo accessibile a qualsiasi pubblico. Tecnicamente indiscutibile e musicalmente impeccabile. L’atmosfera che si presenta all’ascoltatore è abbastanza notturna ma, come la luna, le parole dei 4 poeti al microfono illuminano il percorso, rendendo il tutto il meno cupo possibile. La versione fisica del CD è un piccolo capolavoro di grafica, con un forte richiamo alla graphic novel contemporanea.

Si tratta di un album di natura underground, non adatto probabilmente al grande pubblico per via delle tematiche trattate, inadatte all’ascolto frequente. È un album solitario, da ascoltare nelle sere malinconiche d’inverno, ma per un amante del conscious rap è una perla da non perdere.

Brano da recuperare assolutamente:
Nonostante Me ft. Claver Gold

Io non ho più forze per restare sveglio E non ho più le gocce per sentirmi meglio Non ho più l’affetto di chi c’era prima La cera rovina cola sullo schermo Lacera la mente si gela fuori Rimango a casa sotto mille coperte Illuminato dalle stelle comete A mani giunte come nelle preghiere E te che parli sola con gli altri Pelle che si macchia siamo tristi ghepardi Testi in cui ti vedi non lo dire a quei tanti Che vogliono bloccare questo mare di istanti E nonostante me rigo dritto Parlano gli occhi se sto zitto Rovino mille notti pensando che non ho vinto Ho fatto scarabocchi da bimbo sul tuo dipinto E quindi ciao: vado via lontano anni luce Non venire con me non serve Non mi dire “che c’è?” ti rispondo “niente!” Sai, mentire per me è diventare assente Che tipo non mi senti né mi vedi più Io sbaglio ogni mia scelta eterno deja-vù Tiro, meta, crollo giù”

(Soulcè, Nonostante me – Plenilunio)

Quello di Jangy è sicuramente uno dei migliori album underground dell’anno. Quello che ci si trova davanti è un album dai suoni sperimentali estremamente caldi che richiamano subito all’America latina e a quell’immaginario che di esso il cinema ha posto nelle nostre menti.

Graficamente particolare, il calendario Maya d’oro occupa la copertina, suggerendo all’ascoltatore il piccolo tesoro rap che si trova al suo interno.

Brano da recuperare assolutamente:

Guantanamera ft. Ernia e Francikario

“Spezzo dinastie tolemaica, la tv caga Sulle teste io le mozzo come tribù Naga Tutti in corsa per il grano come in Colorado Hai una taglia sopra il capo ma ti ha incoronato”

(Jangy Leeon, Eldorado Eldorado).

AKO impacchetta un album estremamente esistenziale, carico di domande e ben poche risposte. Partire o fare delle difficoltà la propria forza?
Si tratta di un album sperimentale, molto vicino al cantautorato per profondità concettuale ma tecnicamente rap per stile.
Non è presente una versione fisica e questo, per i collezionisti, rappresenta una grossa perdita. La copertina rappresenta metaforicamente il concept dell’album: un cormorano, libertà e potere in un unico essere.

Brano da recuperare assolutamente:
La mia via ft Come Vuoy e Simona Fanari

“Cercavo solamente la mia via. Ti ho persa per un pugno di poesia. Schiavo delle tentazioni, mai studiato ‘sti copioni, il contrappasso nei gironi è camminare sui carboni mentre soffiano i monsoni volano nuovi aquiloni, all’orizzonte solo tuoni.”

(Ako, La mia via Vado o Resto)

Se avessi un milione di euro li punterei su Marco Cannas, Young Zeep.
Per lui è stato un anno estremamente redditizio artisticamente e King XIX è una presa di posizione sull’ambiente rap emergente. Metriche, skills e capacità vocali lo distinguono dalla massa. Stilisticamente Torino ha dato molto a Young Zeep e il debito con una delle capitali del rap è evidente e ciò comporta una ventata fresca per l’ambiente sardo. Le grafiche dell’album, cui non è presente alcuna copia fisica, sono curate dallo stesso artista. Autoproclamazione tra spocchia, collaborazioni internazionali e stile.

Non ci resta che attendere il suo 2019 con DJ Myke.

Brano da recuperare assolutamente:
Origami 2.0 ft DJ Myke

“Sono stato al buio quanto basta Così tanto che la luce adesso mi spaventa Così tanto per una serata mi sta bene Michia bene Rischia bene Rosso e nero, Stendhal Non mi capisci, ma che posso farci? Dovrei abbassare il mio livello per te? Ti rimando a casa, mica in taxi, a calci Tipo tutto preso male, tipo la Bertè”

(Young Zeep, Origami 2.0King XIX)

In piena crisi economica, un po’ per colpa del governo un po’ per colpa del governo che non rispetta le richieste dell’Europa, Dutch Nazari pubblica il seguito economico di Amore povero.
Un album divertente, spensierato e tanto innamorato. Un album scritto da un economista in economia, che deve fare i conti con le finanze ma che si perde nell’amore più sincero. Graficamente semplice, ma vi è del genio nel reparto booking dell’artista che intitola il tour : Tour europeo in Italia. Risposta ilarica ai tour europei dei grossi artisti.

Ce lo chiede l’Europa non è rap, non è indie, non è cantautorato. È musica fatta come si deve, con un background rap, con uno sguardo musicale all’indie e con capacità testuale dei grandi cantautori.

Brano da recuperare assolutamente:
Guarda mamma senza money

“Son cresciuto ascoltando il rap, canzoni tipo S.A.I.C Indossando i calzini della Nike, sì ma scritto N-A-I-C La mia generazione ha pochi pensieri E più che il cielo guarda il dito che lo indica E vorrebbe i conti con un sacco di zeri Ma per ora gli zeri vengono solo dopo la virgola”

(Dutch Nazari, Guarda mamma senza money – Ce lo chiede l’Europa)