(Colle Der Fomento –  Foto copertina di Luca Salticchioli)

Sono passate ormai due settimane dall’uscita di Adversus, nuovo e attesissimo, disco del Colle der Fomento. Nuovo, attesissimo e quasi inaspettato direi oramai. A 11 anni da “Anima e Ghiaccio”, a 5 da “Sergio Leone“, quasi ce n’eravamo fatti una ragione. E invece da due settimane nell’ambiente non si parla d’altro: vecchi che gridano al miracolo, giovani curiosi, addetti ai lavori che si danno di gomito, forum che analizzano, imprecano, litigano.

Abbiamo voluto raggiungere i ragazzi per avere un loro primo commento e percezione di quanto ha smosso l’uscita di Adversus e per toglierci un paio di dubbi. Con la promessa di risentirsi tra un po’ per un racconto pieno alla luce di dove ci porterà la storia tra qualche mese.

Come mai sono passati 5 anni da “Sergio Leone”? Cosa è successo nel frattempo? Siete cresciuti/cambiati?

Masito: Abbiamo affilato le armi in questi anni, oltre a questo personalmente ho avuto parecchi problemi personali e a volte non sono riuscito a lavorare al disco con concentrazione; tutto però è servito per la nostra crescita.

Danno: Rubo le parole ai Wu Ming… siamo andati nel deserto e ci siamo stati un bel po’, ci siamo guardati intorno e ci siamo messi a cercare, siamo tornati da quel deserto con Adversus…

Ricordo che “Odio Pieno” uscì più o meno in contemporanea con “Sotto Effetto Stono” dei Sottotono e io li comprai lo stesso giorno. All’epoca l’uscita di un disco Rap era un evento. Oggi invece escono dischi Rap tutte le settimane. Che effetto vi fa uscire in un periodo di orgia del Rap (questo ha cambiato le vostre prospettive/modo di lavorare?) e pensate che ci sia spazio nel mercato per “il tanto atteso disco del Colle”?

Masito: Oggi che in Italia il mercato è saturo di musica rap ci siamo posti tante domande ma quella del pubblico non è una di queste; che siano tanti o pochi quelli che ascolteranno il disco sinceramente non ci interessa e visto che non facciamo pop avremo sicuramente un supporto caloroso dalla nostra gente, dei numeri non ce ne frega niente… facciamo musica non siamo multinazionali.

Danno: Siamo sempre stati un po’ fuori dal mercato discografico ufficiale, ci siamo sempre mossi attraverso i tunnel che abbiamo scavato da soli in questi anni, oggi il rap è visto come una “svolta” e una possibilità di carriera e successo e chi lo fa è figo, il che va bene, la differenza è che quando abbiamo cominciato noi fare il rap era pura incoscienza e follia, qualcosa che etichettava come “fuori dal mondo”…

Cosa troverà l’ascoltatore del Rap all’interno di Adversus e cosa potrà trovare invece l’ascoltatore occasionale?

Masito: Sentimenti, Adversus è un disco che provoca reazioni nelle persone quindi se uno è superficiale o troppo giovane per aver vissuto certe cose non troverà niente, ma avrà tantissima altra musica pop da ascoltare… poi comunque non si resta “giovani” per sempre e anche loro crescendo avranno bisogno di qualcosa di più profondo in cui ritrovarsi.

Danno: Entrambi troveranno un disco pieno di musica e di rime, forse una porta che potranno aprire se avranno voglia di guardare cosa c’è dietro…

Come mai un solo feat e sempre Kaos?

Masito: Oltre a Kaos nel disco c’è Roy Paci, i featuring sono pochi ma dopo tanti anni di assenza volevamo fare un discorso preciso nei pezzi e mettere dentro più possibile noi stessi.

Danno: abbiamo lavorato in famiglia ed è un disco fatto in primis per noi stessi, Kaos è con noi sulla stessa strada ormai da anni e lavorando al disco con Craim è stato naturale chiamarlo in questo progetto, appena abbiamo sentito la base di “Miglia e Promesse” non abbiamo avuto dubbi che era lui quello perfetto per affrontare quella sfumatura musicale lì..

Un rima del disco che vi rappresenta oggi o che vi fa esaltare particolarmente.

Masito: “ho scritto lettere che parlano per me, sulla lamiera come cicatrici fango sopra il tuo parquet” (Estratto da “Lettere d’argento“)

Danno: “fortuna che me faccio i cazzi miei e nun ve sento, fortuna che co poco sto contento..” (Estratto da “Adversus“)

In un mondo dove ormai tutto si brucia velocemente e l’attesa del disco diventa il disco stesso, forse abbiamo trovato qualcosa da ascoltare, e commentare, per un po’.

Salutiamo Danno e Masito con la promessa di risentirci presto. Magari non tra 11 anni che anche noi cominciamo ad avere una certa….