Nella cornice del cinema Odeon di Milano, praticamente sotto la Madonnina, è già di per sé inusuale organizzare la presentazione del lancio di un disco. Shade ha voluto fare le cose in grande per questo Trumanterzo disco ufficiale dopo Mirabilansia Clownstrofobia, distribuito da Warner, arricchito da molti feat e con nomi molto diversi alle produzioni.
Seduto bello comodo in poltrona, come se stessi aspettando l’inizio della visione dell’ultimo film della saga di Harry Potter (di cui Vito scopriamo essere grande fan, come poi leggerete), la conferenza stampa ha inizio…

«Per i neofiti, per chi non lo sapesse, Truman è un gioco di parole tra la parola true e la parola man, che significa uomo vero. Ovviamente vado a riprendere il celebre film del 1998 diretto da Peter Weir, The Truman Show, uno dei miei film preferiti, con protagonista Jim Carrey. Truman recita il ruolo dell’unico personaggio vero all’interno di un mondo finto, dalla scenografia ai personaggi che popolano questo grottesco show.
È un po’ ambiziosa come cosa, ma mi piaceva il parallelismo perché anch’io in un certo senso mi reputo una persona vera in mezzo a tante persone finte, non tutte, ma molte; certe volte il personaggio prevarica la persona, e questa è una cosa che generalmente, nel bene o nel male, non faccio mai. Se ho un brufolo in fronte non ho problemi a farmi una Instagram Stories e non ho problemi a farmi vedere per come sono.»

«Ci sarà una prossima hit? Non so, in genere lo decide il pubblico. Il prossimo singolo è Figurati Noicon la partecipazione di Emma Muscat, speriamo sia quello… Poi se non sarà una hit magari lo sarà la prossima, e se non lo sarà nemmeno la prossima spero mi assumano in negozio!
In realtà non c’è un filo conduttore nel disco, ci sono degli episodi. Ad esempio La Festa di Stacylo skit che ho recitato doppiandolo. Mi sono immaginato questo ragazzo da festa casinara tipo American Pie, completamente stupido, che troviamo poi in Severo Ma Giusto, torna come modi di fare in canzoni come Amore a prima Insta o anche Tutti a casa e alla fine lo troviamo nell’ultima traccia che gli è piaciuto moltissimo questa enorme festa, ma rimane solo, un po’ la storia della mia vita!»

«I featuring sono nati tutti in maniera naturale, ogni pezzo mi ha ispirato una determinata voce. Ti faccio l’esempio di Emma (Muscat, presente nel prossimo singolo Figurati Noi), pensavo ad una voce molto internazionale e volevo una voce su quello stile lì; una voce italiana è difficile da trovare, Emma era il perfetto compromesso, e tra l’altro siamo anche della stessa casa discografica, la cosa è nata in maniera spontanea.
Magari nei feat con Ax e Grido mi immaginavo quelle voci, e poi effettivamente visto il risultato finale non mi sbagliavo.
Nonostante siano tutti artisti diversi tra loro, all’interno di quel determinato pezzo trovavano la loro coerenza. Sono stati tutti veramente gentili e no, non li ho pagati!!!»

«È vero, c’è stata una sfida all’ultima rima con lui, non ci siamo risparmiati gli insulti, però la cosa veramente divertente è che noi siamo sempre rimasti amici negli anni, anche quando le nostre fanbase si scannavano via social su chi fosse più forte. In privato ci siamo sempre sentiti, e non ti nego che la rivalità esiste tutt’ora, con lui come con altri rappers, fa parte del gioco. Trovo che lui sia, della sua generazione, il più bravo a scrivere, ed uno dei più bravi a rappare in assoluto. Averlo nel disco per me è un onore immenso.

Ne Le cose peggiori ho dato tutto nella prima strofa, è un pezzo molto intimo, e non riuscivo a scriverne una seconda: mi serviva una persona vicina per completarlo, tant’è che la sua strofa l’abbiamo scritta una sera giocando a Spiderman e mangiando un hamburger!»

«È fondamentale per me: arrivo da quella scuola di rappers che ancora vedono il live come il momento della verità, dove fai vedere agli altri che sai stare sul palco. Son cresciuto nel mito di mostri sacri come Ensi, piuttosto che Kaos One, andavo a sentire un sacco di concerti quando ero più piccolo, vedevo l’abilità magari di un Clementino di intrattenere il pubblico, di riuscire anche quando saltava la base a non avere tempi morti, a tenere sempre alto l’hype dello show.
L’aspetto live è importantissimo e, altra cosa non da poco, mi diverto un sacco quando lo faccio. Ci sono stati dei momenti molto brutti nella mia vita ma, quella mezz’ora/un’ora in cui stavo sul palco, ero la persona più felice del mondo perché non pensavo a niente.»

«Faccio sempre freestyle agli eventi ed è una componente altrettanto importante: è figo perché comunque la gente percepisce il fatto che tu stia improvvisando, e magari fai una rima sul posto o su quello che ti ha appena detto il tipo, ed è una cosa che nessuno può preparare. Secondo me è veramente importante.
Altrettanto lo è sul versante YouTube, ti permette di arrivare a tantissime persone in tempo zero, e se i ragazzi hanno cominciato a seguirmi è anche per i video di freestyle. Mi diverto a farli, sono utili, quindi perché cazzo dovrei smettere?»

«Posso vantarmi di avere i due Aleotti sul disco, e per me non è una cosa da poco visto che sono cresciuto ascoltandoli. Anche il feat con Ax è nato in un modo divertente, visto che l’ho chiamato con la voce tremante e gli ho chiesto se avesse piacere di cantare il ritornello di quel pezzo. Lui mi ha risposto:”Guarda, io il ritornello se vuoi lo canto, ma mi piacerebbe anche fare una strofa. Ti dispiace toglierne una delle tue per darla a me?”. Al che gli ho risposto che se voleva le toglievo entrambe!
È uno dei pezzi di cui vado strafiero, anche di quello con Grido eh… Erano due dei miei idoli quando facevo le elementari e le medie, e che quando ho conosciuto sono rimasti idoli, cosa che magari con altri non è successo…»

«Io non sono tanto tamarro, è Jaro (il producer dei primi tre singoli editi), più con un background EDM, che lo è! Ho sempre cercato di spostarmi più sull’afrotrap, o comunque più su un genere rappabile, nonostante l’influenza dance si sente tanto, non lo nego, anzi è uno degli aspetti che mi piacciono più di Truman.
È un disco che non ti annoia, è suonabilissimo ad un live con una band, ma anche in un club di tamarri che non ascoltano rap. Che ho scoperto essere tanti! Uno dei complimenti più belli che possa ricevere è:”Non ascolto rap ma mi ascolto te!”. Vuol dire che arrivi a tutti, perfino ai bambini…
Infatti mi pento un po’ di certe cose dette in freestyle tanti anni fa.»

«I social sono un mezzo importante per comunicare informazioni come l’uscita del disco, i singoli, o anche certi episodi della tua vita che vorresti condividere coi fan. Sono altrettanto importanti perché devi stare attento a cosa posti, e non parlo solo di foto del cazzo (come successo a Chiellini pochi giorni fa). Parlo anche di episodi di goliardia, che la gente potrebbe prendere male: di recente ce n’è stato uno, che è stato molto grave a mio avviso, ed ha fatto vedere la vera faccia di tante persone. Tante volte il social riesce a crearti quel filtro, non solo quello che ti toglie le occhiaie, ma anche quello della verità. E delle volte rischi di dimenticarlo, e non vedono solo le occhiaie, magari vedono la bile ed il brutto che tu non volevi si vedesse.

Sono sì importanti, ma specie se hai qualcosa da nascondere rischiano di diventare pericolosi.»

«Non credo di essere tanto un Serpeverde! Tante volte, però, è come se portassi degli Horcrux (oggetti magici in cui risiedeva un pezzo dell’anima di Voldemort, antagonista di Harry Potter, ndr.) con me, e questi vanno distrutti, in un modo o nell’altro. Andando avanti e fare cose come magari questo disco in cui metti la parte vera e sincera di te, non solo la parte brutta, è un modo di distruggere gli Horcrux per stare bene con me stesso, senza avere la parte di Tom Riddle (Voldemort, prima di diventare un mago oscuro, ndr.) in me.
Al Cappello Parlante avrei fatto anch’io la mia richiesta, come Harry: ho sempre fatto di testa mia, bene o male, ho preso le mie batoste ma ho fatto anche qualche scelta giusta.»