“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?” così recitava Leopardi nel “Canto notturno di un pastore dell’Asia” rivolgendosi a quella figura che sovrasta il cielo e che imperterrita scruta la vita degli uomini.

La Luna e la poesia da sempre paiono legati in un rapporto morboso che mai giunge al termine. Tutti abbiamo “ululato alla luna” i nostri desideri, i nostri sogni e per tutti coloro che ci credono essi solo là ad aspettare di realizzarsi.

Coi Moonloverz abbiamo deciso, in occasione dell’uscita del loro ultimo album dal titolo Plenilunio, di farci una passeggiata sul quel satellite luminoso, riflettendo sui sogni e sulla poesia.

Ricordo che l’album è acquistabile sia sugli store digitali che in copia fisica sul seguente link.

La Luna è il luogo che abbiamo scelto come nostro luogo comune. Le nostre canzoni, più che essere ispirate dalla Luna, è quasi come se nascessero sulla Luna. Ed è qui che vogliamo portare con la testa chi ci ascolta.

Una canzone con Claver Gold l’abbiamo ipotizzata praticamente appena è nato il gruppo. Appena abbiamo avuto tra le mani la musica e l’idea di Nonostante me, abbiamo pensato che fosse perfetta per ospitare le rime di quello che rimane uno dei nostri rapper preferiti. William Pascal l’abbiamo conosciuto all’Under Festival a Ravenna ed è nata subito una sintonia speciale. Un pomeriggio – a casa di Swelto a Roma – Swelto, Soulcè e William Pascal hanno abbozzato Struggle senza pensare al disco dei MoonLoverz, inizialmente. Ma la canzone era troppo figa e troppo in mood MoonLoverz, quindi è entrata di diritto nella tracklist di Plenilunio. In Ipotesi volevamo ospitare un rapper di un certo tipo, dato il tiro del beat. Zampa, anche lui sul palco assieme a noi all’Under Festival, ci è sembrato quello più giusto. Ci ha regalato una strofa che a ogni ascolto ci fa venire la pelle d’oca.

Creare Plenilunio è stato tremendamente naturale. Siamo quattro persone e personalità diverse, ma abbiamo un gusto comune e crediamo tantissimo nel confronto, sempre civile e pieno di fiducia l’uno verso l’altro. Nonostante ciò, la gestazione è stata piuttosto lunga e, da quando abbiamo cominciato a scrivere le prime rime a quando il disco è uscito, è passato più di un anno. Siamo quasi tutti (Soulcè, perdonaci!) molto puntigliosi e perfezionisti: il più difficile da accontentare è un premio molto complesso da assegnare!

Nella vita ci sono continui “incidenti” che ti portano in una direzione anziché in un’altra. Quindi crediamo che ognuno di noi abbia fatto delle scelte tali da essere ora al punto in cui siamo. Le nostre vite potrebbero essere diverse da come sono adesso quindi. Ma niente avrebbe potuto bloccare il nostro percorso perché siamo spinti da una fame e da una passione che non si possono nemmeno scalfire.

Il sogno comune credo sia quello di continuare a fare bella musica, che piaccia in primis a noi. E vorremmo chiaramente che più gente possibile càpiti sulla nostra strada, così da poter fare un pezzo di vita con noi nelle cuffie.

Ci pensiamo tutti i giorni a portare Plenilunio live. Logisticamente è certamente più complicato del normale, perché siamo quattro e viviamo in quattro città diverse. Ma forse questo Somnium non è così lontano. Stay tuned.