In attesa che qualcuno si decida a fare della musica, questa è sicuramente stata la settimana in cui i rapper italiani si sono impossessati del palinsesto de “Le Iene”. Andando con ordine il primo servizio é stato per sua magnificenza guercia, l’orafo Gue Pequeno.

Prima di tutto è bene ricordare come non esista persona su questa terra che ci sopporti meno del buon Cosimo. Nonostante questo però, l’amore e la misericordia di Hano sono dieci volte superiori a quelli di una Isoardi qualunque e di tanto in tanto ci ostiniamo a parlarne con affetto.

Cosa ci faceva alle iene? Uno scherzo, tanto per cambiare, che consisteva nella sostituzione di uno dei preziosissimi orologi con quella che in gergo tecnico viene solitamente chiamata “una patacca”. Il tutto con la sublime e in un certo senso sorprendente complicità di Emi Lo Zio.

A proposito, tra le grandi domande che da sempre tormentano la psiche umana ci sono: C’è vita dopo la morte? L’amore esiste? E, soprattutto, a che cazzo serve Emi lo zio?

Per coloro che pensassero che il buon Emiliano nient’altro fosse che il delinquente al seguito di Guè Pequeno, la puntata de “Le Iene” assumerà le sembianze di una vera e propria rivelazione.

Sì perché è proprio lui il complice su cui si regge la perfetta realizzazione dello scherzo. Delle skill recitative che hanno lasciato sbalorditi sia il pubblico che gli addetti ai lavori. Voci di corridoio insinuano addirittura che Paolo Sorrentino si trovasse casualmente davanti alla televisione e che proprio in quel momento abbia deciso di sostituire Jude Law per dare vita ad un progetto tutto nuovo chiamato “The Young Emi”.

E Guè? Tanta tenerezza. Ovviamente ci ha messo 15 minuti a capire che gli avevano rifilato un tamagotchi con gli zirconi, ma non siamo così pignoli. Anzi a dirla tutta, considerato che per quanto ne sapeva lui si era appena giocato la bellezza di 50 mila euro, l’ha presa anche con eccessiva classe. Mi ha davvero sorpreso, considerato che una volta ho fatto a schiaffi per i 5 euro del calcetto. L’aveva sempre detto in fondo di essere un “Gentleman”. Realness.

E l’altro? L’altro era Fred De Palma. Sì lo so, avevo detto rapper. La verità è che Fred sapeva rappare, pure bene. Poi ha scelto i soldi e la figa e come dargli torto.

Ah, per inciso, Fabrizio Corona è diventato talmente un punto di riferimento nella tv generalista da arrivare ad ispirare pure gli scherzi delle Iene. Il povero Fred infatti, viene prima incastrato con una nota vocale finta, poi gli viene data la possibilità di comprare la notizia per mettere tutto a tacere e per non rischiare di compromettere il galoppante successo con le fan minorenni.

Ecco, se il comportamento di Guè Pequeno è stato quello di un signore. Il signor Palma ha gestito la situazione con la stessa calma e controllo mentale di Alan in una notte da Leoni: bestemmie, minacce di schiaffi e il gergo di uno che ha come titolo di studio la patente del motorino.

Ma poi, come cazzo fai a pensare che GTA venga doppiato in italiano?

Vabbè, cari rapper italiani, prima o poi fatelo un cazzo di disco così la finisco di parlare di ste minchiate.