La pacchia è finita, si torna alle buone vecchie abitudini! Ci eravamo lasciati a luglio, con la nostra super playlist estivaed a causa del rientro in città, delle sbornie sulla spiaggia, della calura estiva che non ci ha ancora abbandonato, a settembre abbiamo saltato il nostro appuntamento fisso. Poco male, we’re back (con qualche giorno di ritardo)!

In questa puntata di ottobre, per farci perdonare, vi porteremo una panoramica generale degli ultimi due mesi su ciò che è successo fuori dai confini italici. Perché di carne al fuoco ce n’è stata parecchia! Come di consueto, ad accompagnarvi in questa lettura, il sottofondo musicale ad hoc: la nostra super playlist!

Era sicuramente una delle uscite discografiche più attese di quest’anno, tra i vari Drake, Kanye West ed Eminem, e proprio in piena estate ha visto la luce Astroworld, due anni dopo quel caleidoscopio di generi che è Birds in the trap sing McKnight. Il titolo era già stato annunciato a maggio ’16, ed inizialmente l’uscita era prevista per lo scorso anno. Ma si sa, ormai annunciare un album e posticiparlo è normale logica commerciale, quindi abbiamo dovuto aspettare appunto fino ad agosto.

Travis ha voluto fare le cose in grande per il suo ritorno, tanto da chiamare come executive producer l’onnipresente Mike Dean ed affidando l’artwork al celebre fotografo David LaChapelle. Si aggiungono poi anche una sfilza infinita di ospiti tra feat e produzioni, come Drake, 21Savage, Swae Lee, Frank Ocean, The Weeknd, i Migos, James Blake, i Tame Impala, Cardo, Hit-Boy, Murda Beatz, Boi-1da, Thundercat

Dopo aver visto anche Travis in versione Khaleesi, la domanda che sorge spontanea è: quindi questo Astroworld com’è? Sarà il solito album/playlist di pezzi tutti uguali come ne abbiamo già visti quest’anno (Migos & Post Malone vi vedo), 20 tracce ed una sofferenza unica ad arrivare fino in fondo? No, questo è un prodotto diverso. L’artista di Houston continua a sperimentare, modella il genere trap a suo piacimento, chiamando Kevin Parker (leader dei Tame Impala, band alternative australiana) in SKELETONS per poi affidare il riff di fisarmonica di STOP TRYING TO BE GOD a Stevie Wonder!

Se la prima parte del disco è più sperimentale, più azzardata (basti pensare al triplo switch beats di SICKO MODE, dove la fotta sale man mano che passano i secondi), la seconda rientra più nei canoni del genere attuale, in cui troviamo la solita collaborazione coi Migos (WHO?WHAT! pare essere uscita direttamente da Culture II) ma anche, in 5% TINT, il campionamento di Cell Therapy dei Goodie Mob, storico gruppo hip-hop di Atlanta.

Menzione particolare per il lato produzioni: a livello sonoro non si era sentito nulla di paragonabile ad ASTROWORLD quest’anno, non ne è stata sbagliata una, non ce n’è una che stoni o che sia fuori posto.

Un altro album di cui si è fatto un gran parlare negli ultimi mesi era quello che avrebbe riportato Nicki Minaj a calcare i palcoscenici di tutto il mondo. Perché da The Pinkprint sono ormai passati 4 anni, un lasso di tempo troppo ampio per la femcee che agli esordi aveva sbalordito tutti per la cafonaggine e per l’attitudine al mic.

Queen, pubblicato da Young Money Entertainment, è anch’esso uscito ad inizio estate, e pure per questo disco le aspettative erano molto alte, visto e considerato l’affermarsi progressivo di una contender reale e capace come Cardi B. Già dalla cover (scattata dai fashion photographers Mert & Marcus) capiamo la (poca) sobrietà del prodotto: una Minaj in topless, con ornamenti stile antico Egitto, appollaiata su un ramo. Stile da “vacanza sul Nilo” che ritroviamo anche nel video del primo singolo, Ganja Burn.

Anticipato inoltre dai singoli Chun-Li (sì esatto, proprio come il personaggio di Street Fighter, la ragazzina che ti prendeva a cazzotti!), Bad (dove troviamo il feat di Ariana Grande) e Barbie Dreams (qui il video), l’album vanta inoltre i feat di Future, The Weeknd, Swae Lee, Lil Wayne, Eminem e Labirinth.

L’ennesima compilation non salva Nicki

Quindi, riassumendo: 19 tracce per 66’ di album. Cosa vi ricorda? Se avete la memoria corta, vi basti leggere il paragrafo precedente!

Anche la Minaj non si discosta dall’andazzo di questo periodo: dischi lunghi, in stile playlist da riprodurre shuffle su Spotify, interminabili all’ascolto e molto simili come sonorità. Peccato perché se si tolgono i vari filler inseriti qua e là, alcune tracce sono pure ben riuscite! Sicuramente più apprezzabili le tracce in cui rappa, rispetto a quelle in cui canta. Nip Tuck è probabilmente il punto più basso dell’album, dicasi lo stesso per Bad (Ariana e Nicki danno vita a qualcosa di già sentito in precedenza), cui fa da contraltare l’incalzante Chun-Li, o anche Majesty, probabilmente la canzone con più hype del disco.

Perché? Risposta facile: affianco vi è scritto FEAT EMINEM!! Definito dalla stessa Minaj “the greatest rap verse of all time”, cosa ci rimane alla fine? Una strofa iperveloce à la Rap God, in cui Marshall Mathers sputa una marea di parole stile mitragliatrice, ma il tutto ci lascia con la netta sensazione di un qualcosa di fine a se stesso, incomprensibile e puro esercizio di stile.

Peccato Nicki, il risultato dell’album lascia, come nei tuoi dischi passati, un enorme senso di incompiutezza. Sarà per la prossima volta!

Collegandoci al punto di cui sopra, è stato veramente un agosto movimentato. La Minaj non ha trovato di meglio da fare che sparare a zero (in modo scherzoso, come poi twittato da lei) su praticamente tutta la scena hip-hop a stelle e strisce. La canzone in questione è Barbie Dreams, in cui la donna, rendendo omaggio a suo modo al grande Notorious B.I.G. (riprendendo questa canzone), elenca una serie di artisti del rapgame e dello showbiz verso cui prova (o non prova) attrazione sessuale. Nel calderone ci finiscono praticamente tutti, da Lil Wayne ai Rae Sremmurd, passando per Drake (“Drake worth a hundred milli, he always buyin’ me shit/But I don’t know if the pussy wet or if he cryin’ and shit” non serve molta fantasia per tradurre…), Lil Uzi ,Young Thug, Desiigner…. E potrei andare avanti parecchio!

Come se non bastasse, Queen è finito al secondo posto nella classifica di vendite di Billboard, ad una settimana dalla sua uscita, dietro solo ad ASTROWORLD. E qui apriti cielo! La Minaj ha inveito contro Travis Scott, reo a detta sua di aver venduto assieme all’album vario merchandise e prevendite esclusive per il suo tour.

Se l’è presa con Kylie Jenner, la compagna di Travis, che ha premuto sul fatto che durante il tour le persone avrebbero potuto vedere, oltre che la coppia, anche la figlia Stormi; se l’è presa persino con Spotify, incolpata di non aver sponsorizzato a dovere il suo album perché lei lo aveva fatto ascoltare prima a quelli di Apple Music. In tutto ciò, è arrivata pure la frecciatina non troppo velata della sua rivale numero 1, Cardi B, che durante i VMA ha dichiarato di essere contenta del supporto e dell’amore dei suoi supporters, amore che “non si può comprare ed è inquantificabile“!

Per il rapper di Detroit sono stati dieci mesi pieni di alti e bassi: se il 2017 si era chiuso con la pubblicazione di Revival (ne avevamo parlato qui), uno dei punti più bassi della carriera discografica dell’artista, più volto al pop che al rap, il 2018 lo ha visto impegnato in un tour infinito, che FINALMENTE lo ha portato anche qui da noi, in Italia, per una data storica il 7 luglio scorso. Ma chi si aspettava che, dopo anni di attesa per Revival, avremmo dovuto aspettare solo pochi mesi per un nuovo disco?

Eh già, perché Kamikaze è stato pubblicato l’ultima settimana di agosto, tra lo stupore generale. 13 tracce che avrebbero dovuto riportare il rapper a prendere a sberle tutte le nuove leve, come da intenti (l’intera Not Alike è un dissing diretto a Machine Gun Kelly). Ci sarà riuscito? Il nostro parere nella recensione ad esso dedicata.

Il personaggio Kanye West è sicuramente uno dei più eclettici, poliedrici e visionari di quest’ultimo decennio, senza ombra di dubbio. C’è anche da dire che, per noi che ci occupiamo di questa musica, gli dobbiamo tantissimo anche in termini di produzione: ogni mese ci dà un argomento nuovo da trattare, grazie alla sue follie ed ai suoi colpi di testa! Solo a giugno (e ne avevamo parlato qui) risale l’aver dato vita a 5 EP in 5 settimane da 7 tracce l’uno: uno più bello dell’altro, addirittura Daytona di Pusha creditato da molti come Album Of The Year. Molti non si aspettavano un livello così alto con prodotti così lontani dalle logiche di mercato attuali, eppure il genio nella mente di Kanye ci ha visto lungo…. Ma mr. West ha deciso di farci cadere nuovamente la mascella, e giusto qualche mese dopo, tramite uno dei suoi soliti tweet ermetici, ha annunciato un nuovo lavoro, con cover e data di uscita.

YANDHI, ideale seguito di quel gioiello di Yeezus edito 5 anni fa, doveva essere pubblicato il 29 settembre scorso. Perché l’uso del tempo imperfetto? Molto semplice: arrivati a metà ottobre non abbiamo tracce (in tutti i sensi :’( ) alcune. Il nostro continua nella sua campagna pro-Trump, con dichiarazioni al vetriolo che gli portano i dissensi di gran parte della scena musicale USA (non ultima l’artista Lana Del Rey), ed addirittura è stato accreditato come creative director della prima edizione dei Pornhub Awards. Ma di nuova musica, niente… Sappiamo che l’album conterrà I love it, in collaborazione con Lil Pump, presentata alla serata di premiazione del sito pornografico, pare debba esserci un feat con 6ix9ine, ma le info in nostro possesso non sono poi tante, come ogni volta che abbiamo a che fare con questo personaggio.

Le ultime news danno Yandhi in uscita il 23/11, come dichiarato via Twitter da mrs. Kardashian… Non ci resta che aspettare!

Di musica al momento ve ne abbiamo presentata tanta… Ma altrettanta ne è uscita! Ecco qualche altro progetto che, secondo noi, meriterebbe un ascolto!

Lil Wayne – Tha Carter V

A distanza di 8 anni dal precedente episodio, Lil Wayne pubblica il quinto capitolo dell’ormai famosa ed iconica saga Tha Carter. Capitolo lungo 23 tracce nelle quali troviamo i featuring di XXXTentacion, Travis Scott, Nicki Minaj, Kendrick Lamar, Sosamann, sua figlia Reginae Carter, Snoop Dogg, Ashanti, Mack Maine e Nivea.

Cypress Hill – Elephants On Acid

Dopo svariati singoli pubblicati durante quest’anno solare, i Cypress Hill sono tornati con l’album ufficiale Elephants On Acid. Se volete scoprirne di più leggete la recensione dedicata al visionario album.

6lack – East Atlanta Love Letter

East Atlanta Love Letter è il sophomore album di 6lack. L’album di debutto fu una perla assoluta, su atmosfere molto ovattate la voce del rapper di Atlanta si sposava benissimo. Per questo secondo disco, troviamo accreditati Future, J Cole, Offset e Khalid. 14 tracce trascinate dal singolo Switch!

Sono tornati anche i Brockhampton, e la cosa non ci dispiace affatto! Chiusa la trilogia di Saturation, e dopo aver messo alla porta (travolto anche lui, come successo a molti nell’ultimo periodo, da accuse di molestie sessuali) Ameer Vann lo scorso maggio, la band ha dato vita ad una nuova trilogia, inaugurata dal progetto Iridescence, prodotto dallo stesso gruppo! I video sono dei veri e propri cult, guardare per credere.

Drogas Wave è il sequel di Drogas Light, edito lo scorso anno. Lupe Fiasco utilizza un concept tanto ambizioso quanto difficile all’ascolto: un gruppo di schiavi salpato su una nave dall’Africa naufraga durante la tratta. Questi non muoiono annegati, ma sopravvivono e spendono il resto della loro esistenza vivendo sott’acqua, con l’unico intento di evitare tragedie come la loro. L’acronimo D.R.O.G.A.S. sta infatti per droghe, drugs in spagnolo, ossia Don’t Ruin Us God Said. Il progetto, come detto sopra, non è di facile ascolto ed è molto articolato. L’ascolto è consigliato, perché un album simile è difficile da reperire di questi tempi. Bravo Lupe!

Chiudiamo questa super puntata con un paragrafo che non avremmo mai voluto scrivere… Dopo XXXTentacion, deceduto lo scorso 18 giugno, il 7 settembre è stata la volta di Mac Miller. Il rapper di Pittsburgh è morto per overdose nel suo appartamento, dopo nemmeno un mese dall’uscita del suo ultimo disco, Swimming. Noi de lacasadelrap.com abbiamo voluto ricordarlo così, con una playlist in sua memoria. Per questo mese è tutto, appuntamento a novembre!