Figu?ra_ph Beatrice Chima (1)

Figùra è il nome dell’ensemble che riunisce le esperienze, maturate nel campo del jazz e della black music, del producer Alsogood (Rocco Hunt, Esa, Pino d’Angiò), del bassista Emanuele Triglia (Ainè, Davide Shorty) e del pianista e compositore Alessandro Pollio.

Il trio ha dato vita qualche mese fa al disco Place To Be, una raccolta di visioni musicali con le partecipazioni di Maro, giovane songwriter portoghese in rapida ascesa nel panorama internazionale, che regala la sua voce al primo singolo “It Ain’t Working”; gli Yancey Boys di Illa  J e Frank  Nitt, che da Detroit si fanno portavoce dell’eredità di J Dilla; e ancora Melodiesinfonie, producer di casa Soulection, Ainè, nuova voce della scena neo-soul italiana, e a completare il quadro giovani act come Concerto, Throwback e Shona.

Abbiamo fatto qualche domanda ai Figùra, che ci hanno regalato anche un mix da paura.

Ascolta e leggi qui sotto.

RapBurger) Questo è un disco che si potrebbe catalogare come soul o jazz volendo ma l’impronta hip hop è fortissima. Qual è stato il percorso che dal rap vi ha portato a fare un album come questo?

Figùra) Grazie, l’impronta hip hop doveva essere la prima ad uscire fuori. Francesco ha un background 100% hip hop, Emanuele ed Alessandro vengono da un percorso di studi principalmente black. Se pensi che in America i batteristi suonano la roba di J Dilla risulta facile trovare un punto d’incontro, soprattutto tra gli artisti più studiati e skillati.

Hip Hop, soul, jazz: la nicchia della nicchia. Il vostro disco ci è piaciuto molto, suona una bomba, come vi rapportate però col fatto che è un lavoro molto complesso da comunicare?

Le difficoltà non ci spaventano, motivo per il quale abbiamo voluto portare questa roba anche qui in Italia. Siamo coscienti del fatto che non sia musica per ragazzini o per target estremamente ampi e variegati. Pensa ad un genere come il jazz nella sua forma più pura. Noterai che oggi dopo più di cent’anni ha ancora la sua buona fetta di appassionati, i musicisti lavorano e guadagnano, a volte molto più dell’artista del momento. Noi puntiamo a fare roba che rimanga nel tempo, seguire le mode non ci interessa. Suoniamo armonie jazz, con un attitudine hip hop da backpacker e coltiviamo il nostro giardino con amore e dedizione. Questo crediamo sia il metodo migliore per ottenere risultati sul lungo termine.

Chi sono i featuring che avete? A parte Illa J e Frank Nitt, gli altri per chi viene dal mondo prettamente rap sono dei nomi un po’ sconosciuti.

Melodiesinfonie, producer di casa Feelin Music/Soulection, la sua musica ha avuto un grande respiro tra la nicchia dei producers, ed ottimi numeri nel panorama internazionale. Maro, songwriter portoghese, voce unica e talento innato già nell’orbita di gente come Jacob Collier, Mndsgn o Mr. Carmack. Concerto, duo elettronico assurdo con base a Roma, tanti album, tante date e castelli di synth. Poi abbiamo Ainé, rivelazione della black music all’italiana, un album all’attivo ed il secondo in arrivo per Universal Music. Tutti amici, tanto amore e rispetto guadagnato sul campo.

Quando quelli della mia generazione erano ragazzini (15-16 anni) c’era questa fissa della ricerca musicale-letteraria-cinematografica, oggi invece se una cosa per capirla ci metti più di 15 secondi skippi/scrolli/chiudi. Colpire quella fascia d’età magari non è nell’interesse di chi fa musica più ricercata però mi sembra assurdo che i ragazzini di oggi si perdono tutta questa musica. Secondo voi c’è un rimedio? Un album come il vostro come lo spieghi ad un quindicenne?

Come detto sopra, non ci interessa molto prendere quella fetta di pubblico anche se un quindicenne che studia musica applicata allo strumento ed ama la cultura hip hop prima o poi finisce per avvicinarsi a questo filone, è inevitabile; anche se spesso dipende anche dal processo educativo a cui un teenager viene sottoposto.

Che criterio avete scelto per fare il mix che ci avete dato?

My life is Hip Hop Culture and y’all know that / Hip Hop in the media, y’all know it’s wack (KRS One)

 

Ascolta Place To Be dei Figùra qui sotto.

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