Lo scorso 13 giugno è uscito TH1RT3EN, il nuovo album di Lethal V, rapper classe ’89 di origini salentine e trapiantato a Vicenza. Con un consolidato background nell’ambiente dell’Hip Hop, tra freestyle battle e progetti musicali, nel corso del 2017 Lethal V ha pubblicato una serie di singoli come “GLA”, “Fuori di casa”, “Organidramma” e “Hangoverdose” sulle produzioni di $oS Beatz.  Il lavoro è proseguito anche nel 2018 con nuovi brani fino alla pubblicazione del disco “TH1RT3EN”, fuori per l’etichetta Gold Leaves Academy. Questo progetto segna un’evoluzione artistica per Lethal V che, arrivando da un suono classico e con il quale si era confrontato anche nel suo precedente lavoro discografico “Veecodin”, in questa fase si è proiettato verso quelle che sono le sonorità attuali, senza mai tralasciare l’importanza dei contenuti lirici.

Approfittando della sua disponibilità, abbiamo deciso di sottoporgli qualche domanda per comprendere meglio l’impronta del suo ultimo lavoro.

Ancora prima di fare uscire il primo singolo era già tutto chiaro nella mia testa, avrei pubblicato diversi singoli ogni 13 del mese, per poi confluire nell’uscita del disco il 13 giugno, ovvero il giorno del mio compleanno.

Il numero karmico tredici rappresenta la morte e la rinascita. I riferimenti a questo numero nell’album sono ben evidenti. A livello musicale, come hai vissuto questa influenza del tredici?

Il numero 13 ha decisamente determinato l’intero andamento del disco. “TH1RT3EN” ha infatti 13 canzoni, ogni video e singolo sono usciti con cadenza mensile al giorno 13, alle ore 13.
Questo numero mi accompagna da tutta la vita, è il giorno della mia data di nascita, e mi si è presentato davanti nelle occasioni più disparate nel bene e nel male, particolarmente nel periodo della creazione dell’album, come a darmi conferma che io stessi procedendo nella giusta direzione.

Nonostante il disco sia fuori da poco, gli streaming stanno andando decisamente bene, o mi sbaglio? Quali aspettative hai messo in questo progetto discografico?

Effettivamente non ti sbagli, gli streaming stanno andando molto bene e sto avendo davvero tanti riscontri sui miei lavori, la maggior parte positivi sia da parte degli ascoltatori sia da parte degli addetti ai lavori. Questa cosa non può che rendermi fiero di aver concepito un disco che avevo ben chiaro nella mia testa fin da subito, e che si è concretizzato proprio come volevo che fosse.

Per quanto riguarda le aspettative, ti dico che sinceramente non avevo alcun tipo di aspettativa, ho solo deciso di concentrarmi e mettere tutto me stesso nel disco, senza pensare al giudizio della gente, ma cercando di dare il tutto per tutto nella mia musica.

Le strumentali di $oS Beatz sono le prime basi su cui ho scritto dopo “Veecodin”, con le quali ho iniziato a lasciare le sonorità classiche per affacciarmi a qualcosa di più fresco. Io e lui ci sentiamo ormai da un paio di anni e abbiamo lavorato molto assieme.

Per quanto riguarda il lavoro in studio, ho avuto modo di lavorare di persona con $oS più di qualche volta e c’è stata sintonia fin da subito. Anche grazie a questo feeling è nata la possibilità per me di co-produrre con lui alcune delle strumentali di questo disco, e per me è stato davvero bello poter sperimentare anche il lato della produzione, mettendomi ai pad per qualche ora.

Questo è un disco dai suoni decisamente attuali in cui hai trovato un ottimo equilibrio con quella che è l’attitudine più classica del rap. “War Sucks” ne è la sintesi a mio avviso. Da quali elementi è nato il pezzo?

Gli elementi che hanno dato vita a  “War Sucks” sono gli stessi che caratterizzano la mia maniera di fare musica, già dai tempi di Brown Sugar, ovvero la protesta, l’attitudine irriverente e la faccia tosta di chi non ha nulla da perdere.
Questi elementi, miscelati ad un beat dalle sonorità fresche, con  bpm classici e gli scratch di DJ MS prima dell’outro, fanno nascere “War Sucks”.

Direi che non spetta sicuramente a me collocarmi nella scena, preferirei decisamente fossero gli altri a farlo, anche se non ne sento l’esigenza. Per quanto riguarda invece la scena rap attuale, credo che per il momento sia davvero satura, e che farsi riconoscere e lasciare il segno sia sempre più difficile.

Credo che dalla scena ora stia uscendo molta musica interessante ed intelligente, ma che allo stesso tempo purtroppo sia ancora di più la musica copiata, poco originale e diseducativa.

Una curiosità. Vorrei approfittare del pezzo “GLA” per sapere da te come sta andando la collaborazione con l’etichetta Gold Leaves Academy e come vedi la scena di Vicenza e veneta in generale.

Gold Leaves Academy è un progetto che ho visto nascere, e che ho sposato dal primo momento. GLA altro non è che l’etichetta di DJ MS, mio amico, socio e DJ di sempre, che ha raccolto giovani talenti veneti e non, sotto un’etichetta indipendente che cerca di essere genuina e di dimostrare il proprio valore nel grande mondo musicale. Vi invito a seguire i social di GLA, così da restare aggiornati anche sui miei compagni di label, sono certo che non ve ne pentirete. La scena vicentina e veneta si sta facendo notare da qualche anno per la grande attività, ci sono molti eventi e c’è spesso possibilità di scelta anche nel tipo di serata da supportare.

Sono certo che veneto e Vicenza saranno sempre più presenti sulla mappa di questa scena.

Concludiamo con i programmi per il futuro prossimo. L’esibizione dal vivo per un rapper, a maggior ragione per un freestyler del tuo calibro, è fondamentale. Hai già qualche data in programma da annunciare ai tuoi supporter?

L’esibizione dal vivo per me è la parte più divertente e soddisfacente, nonché la prova del 9 per un artista. Credo che quest’estate la passerò in studio a scrivere e registrare, e che da settembre ci vedremo in giro per i live!