Finalmente la rubrica Ladies First torna ad approfondire il lavoro di una producer.

Per l’appuntamento di fine giugno abbiamo coinvolto Elisa Cacciatore, nome d’arte di Liz Vega. Classe ’83 e nata a Pisa, città dove vive tutt’ora, Liz Vega negli anni ha lavorato con diversi artisti della scena emergente italiana tra cui il collettivo torinese Le Gal (sia come gruppo che con le singole componenti), Ciaras, Pseudonimo, Chris Je Suis, Gotik, Moana a.k.a Dirty M e Wolla, giusto per citarne qualcuno. Durante il suo percorso ha avuto l’opportunità di collaborare anche con artisti più conosciuti tra cui Entics, Caneda in un featuring con Wolla e con Marracash in uno skit per Gotik.
Insieme alle Gal ha prodotto la colonna sonora della pellicola cinematografica “Outing – Fidanzati per sbaglio” (2013), scritta, diretta e montata da Matteo Vicino con la partecipazione, tra gli altri, di Giulia Michelini, Nicholas Vaporidis e Massimo Ghini.
A livello internazionale, Liz Vega si è confrontata anche con generi musicali non prettamente legati al filone Hip Hop/rap, approdando alla future bass e alla EDM con il gruppo Kill Jester. Al momento sta per avviare un’altra collaborazione con un produttore canadese.
Non solo produzioni e cura del suono per Liz Vega che da un paio d’anni a questa parte crea mixati per alcune compagnie locali di danza Hip Hop e contemporanea. Dal 2005 al 2009 inoltre, ha lavorato come fonico per eventi live, tra cui concerti e spettacoli teatrali e nel 2012 si è cimentata come speaker per yastaradio.com dove, all’interno del programma Wake Up!, curava la rubrica “Brand New”. Tra le altre esperienze, ha prestato la sua voce come narratrice per alcuni documentari e, per diverse edizioni, ha ricoperto anche il ruolo di giurata in un festival canoro.

Noi abbiamo deciso di farvi conoscere meglio lei e il suo lavoro approfittando del fatto che, da qualche mese, Liz Vega ha deciso di aprire una propria vetrina musicale dove è possibile ascoltare ed acquistare online i suoi beat: www.lizvegamusic.com

Ciao ragazzi, mi chiamo Elisa ma tutti mi conoscono come Liz Vega o quella che fa i bassi ciccioni, dipende dai casi ?? Che dire, la musica è sempre stata una costante della mia vita, ricordo che sin da piccola trascorrevo le mie giornate tra la tastiera e il pianoforte di mio fratello e, i miei genitori vedendomi così appassionata di quei tasti bianchi e neri a 11 anni mi regalarono la mia prima tastiera. Ecco, direi che da lì è iniziato il mio percorso musicale. Nel corso degli anni ho studiato anche batteria e chitarra, quest’ultima da autodidatta a dire il vero. In seconda media un mio carissimo amico mi fece conoscere gli Articolo 31 e da quel momento il rap ha sconvolto la mia vita. A 16 anni ho iniziato a scrivere e a rappare, solo che ai tempi non era facile trovare strumentali, quindi iniziai a smanettare con i primi software per produrre e quando tornavo da scuola, invece di studiare, passavo il mio tempo a comporre cose ovviamente scarsissime, ma che per me avevano un senso!

Finita la scuola decisi che la musica doveva far parte della mia vita anche a livello lavorativo, così nel 2005 mi diplomai come ingegnere del suono e contemporaneamente decisi di immergermi completamente anche nel mondo delle produzioni musicali abbandonando la carriera da rapper (fortunatamente direi).

Come ben sai, questa rubrica è nata per approfondire il ruolo delle ragazze nella pratica delle discipline dell’Hip Hop, e qui il tema ancora centrale: le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Tu che pensi? Anche analizzando il panorama italiano legato alle produzioni.

Innanzitutto grazie per lo spazio che date a noi ragazze che cerchiamo di sgomitare per entrare in questo mondo prettamente maschile!
Ti dirò, mi avessero dato un euro per ogni volta che mi son sentita dire “sei una ragazza e produci basi??” probabilmente adesso ti starei rispondendo dalla mia villa a Beverly Hills! Detto ciò, devo dirti che personalmente ho sempre avuto l’appoggio di tutti i miei colleghi maschi con cui ho avuto a che fare. Purtroppo però esistono ancora le persone che vivono con il pregiudizio che una donna debba solo pensare a cucinare o a pulire casa!

Ricordo che quando entrai per la prima volta in classe al corso di ingegneria, gli sguardi intorno a me erano molto straniti, c’erano quelli convinti di aver appena visto un fantasma e c’erano anche quelli scettici, ma parliamo pur sempre di più di 10 anni fa, quando la situazione era molto più complicata e delicata di adesso. Ancora oggi ci son momenti in cui è difficile inserirsi in determinate situazioni e con rammarico noto che la cosa si estende anche ad altri mondi oltre che a quello musicale; comunque devo dire che piano piano ce la stiamo facendo e credo che le cose andranno migliorando, forse anche grazie all’influenza dei paesi stranieri dove la presenza femminile dietro ad un microfono o ad un mixer è molto più elevata che in Italia, del resto la storia ci insegna che noi donne abbiamo sempre dovuto combattere per la nostra emancipazione, quindi non saremo da meno anche in questo caso!

Tra passione e professione, quali sono le tue aspettative e che obiettivi personali hai nel fare musica?

Fortunatamente sono riuscita ad unire la mia passione alla mia professione, non sempre è facile perché molti ancora non considerano la musica come un lavoro “vero”, però rispetto ad alcuni anni fa la situazione è cambiata, quindi con molta dedizione e pazienza possiamo riuscire a portare avanti anche una carriera del genere. Essendo una persona molto ambiziosa, di aspettative ne ho davvero tante. Direi che la più importante è quella di migliorarmi sempre di più sia come produttore sia come musicista; ogni giorno faccio esercizi al pianoforte o studio nuove tecniche di mix o di sound design e soprattutto mi sfido sempre, cercando di produrre stili diversi da quello che faccio normalmente.

Uscire dalla comfort zone è un obiettivo che mi prefiggo da anni. Quello che spero per il mio futuro è riuscire a collaborare con più gente possibile riuscendo a portare il mio suono e il mio amore per la musica un po’ ovunque!

In realtà un beat di Liz Vega può nascere in qualsiasi modo possibile, non mi sono mai creata una routine o un punto di partenza fisso perché penso che questo possa in qualche modo uccidere la mia creatività o sopprimere delle sensazioni particolari che ho dentro di me.
Diciamo che mi lascio trascinare da ciò che vivo e da quello che ho intorno; spesso mi capita di registrare dei suoni poco convenzionali e usarli nei miei lavori o di partire da un sample di un pezzo che mi piace o di mettermi al pianoforte e registrare una progressione di accordi. Creare musica è il mio modo per sfogarmi e buttare fuori tutto quello che ho dentro nel bene e nel male, quindi faccio tutto senza seguire una regola e sbattendomene dei vari canoni, se voglio registrare mia madre che taglia le verdure e usare quei suoni come parti di batteria lo faccio (ammetto di averlo fatto).

Il tuo lavoro si svolge in un home-studio oppure hai l’opportunità di appoggiarti su uno studio professionale?

Il mio lavoro principalmente si svolge nell’home-studio che mi sono creata nel corso degli anni. Spesso però, per collaborazioni varie, mi capita di andare in studi di un certo livello sia nella mia città che al di fuori.
Devo dire che da un paio di anni a questa parte però, ci sono dei momenti in cui prendo il mio mac e le mie cuffie e produco musica ovunque io mi trovi, che sia durante un viaggio in treno o in un bar. Ho scoperto che mi piace farmi stimolare dall’ambiente che mi circonda e visto che ora come ora per creare buona roba basta veramente poca strumentazione, cerco di aiutare la mia creatività in ogni modo possibile lasciandomi trasportare da quello che ho intorno.

Che tipo di strumentazione hai a disposizione? Nello specifico che programma utilizzi, quali plug-in, quali casse ed eventualmente quali macchine o strumenti suoni…

Il mio setup in realtà è molto semplice: come scheda audio ho una Universal Audio Apollo twin duo, un paio di monitor KRK VXT 4, una tastiera M-audio Keystation 61, una chitarra, un pianoforte e qualche altro strumento acustico tipo ukulele o kalimba. Come DAW uso principalmente Ableton Live, su cui mi sono specializzata tramite un corso online organizzato dall’università californiana Berkeley, ma a volte per collaborazioni varie utilizzo anche Logic Pro X. Per quanto riguarda i plugin utilizzo quelli della Universal audio, della Waves, quelli di Ableton e come virtual instruments Serum, Omnisphere e Sylenth1, insomma direi roba abbastanza classica, niente di particolare. Ovviamente mi piacerebbe essere circondata da sintetizzatori e drum machines varie, l’analogico ha sempre il suo fascino anche solo a livello visivo, però come dicevo precedentemente, siamo in un’epoca dove per creare buona musica basta veramente poco, già Ableton di per sé ti dà degli strumenti molto validi per fare tutto quello che vuoi e alla fine, come diciamo sempre noi produttori, è la persona che sta dietro alle macchine, analogiche o digitali che siano, a creare roba potente non la macchina in sé.

Il mio approccio alle collaborazioni è sempre simile sia con i rapper/cantanti che con altri produttori con cui lavoro. Chi fa arte in genere si ispira a qualcuno o qualcosa in particolare, quindi, generalmente, cerco di capire intanto i gusti personali di chi mi sta davanti e successivamente approfondisco chiedendo loro quale risultato vorrebbero ottenere.
Con Entics, ad esempio, in quel periodo era in fissa con Bryson Tiller e The Weeknd e quelle sonorità “paddose” e molto Lush che vanno da un paio di anni a questa parte, una volta capito questo, arrivare a “Purple Haze” o “Classe ’85” è stato molto facile (brani contenuti nell’album “Purple Haze” (2017) di Entics e co-prodotti con DJ Nais – n.d.r.).
Diciamo che cerco sempre di partire dai gusti personali delle persone con cui lavoro, ma, in ogni pezzo che faccio inserisco sempre la mia impronta; per creare della bella musica è necessario venirsi incontro e fare in modo che sia l’artista che il produttore riescano a tirare fuori tutto quello che hanno dentro.

Non hai mai pensato alla possibilità di confezionare un Beat tape per promuovere la tua musica?

In realtà è una cosa che ho in cantiere da un po’, mi piacerebbe sia fare un beat tape strumentale che un disco mio a cui vorrei far partecipare un po’ di artisti che mi piacciono; ho molte idee per il futuro ma non sempre ho il tempo a disposizione per fare tutto quello che desidero!

Se invece avessi la possibilità di produrre un album, chi coinvolgeresti? Fantasticando, ti andrebbe di farci qualche nome, magari un paio italiani ed un paio internazionali, per i quali vorresti produrre.

Ricollegandomi alla risposta di prima ti dico che gli artisti che vorrei nel mio disco sono veramente tanti. Se proprio dovessi sceglierne qualcuno, per quanto riguarda quelli italiani ti direi Salmo, che adoro e seguo da sempre, e Coez, il suo ultimo disco è in loop ormai da un bel po’ di tempo. Mentre per gli internazionali Drake e The Weeknd su tutti.

Ad inizio anno ho deciso che era arrivato il momento di aprire un mio spazio personale, quindi ad Aprile è nato www.lizvegamusic.com.
Del resto sappiamo tutti che oggi con internet arrivi ovunque, quindi sentivo l’esigenza di adeguarmi anche io e creare qualcosa che mi desse l’opportunità di mettermi in mostra in tutto il mondo. Già ai tempi di myspace ho collaborato con artisti internazionali e mettersi in gioco cercando di sconfinare è una cosa che mi ha sempre stuzzicata. Con questo sito voglio crearmi le occasioni per portare la mia musica dove magari non posso arrivare io personalmente. Quello che cerco di proporre è sempre molto vario, non mi piace fermarmi ad un genere solo, lo trovo maledettamente limitante, quindi se un artista, emergente o meno che sia, vuole mettersi in gioco e sperimentare, direi che io sono la persona adatta per questo lavoro. In più, vista la situazione economica difficile di questi tempi, ho deciso di fare delle licenze con prezzi abbordabili, di modo che anche i ragazzi più giovani e alle prime armi possono permettersi di comprare delle strumentali per poter creare le proprie canzoni.

Attualmente qual è il suono che ti ispira maggiormente e dal quale prendi spunto? Hai qualche artista di riferimento?

Direi che gli artisti che mi influenzano di più attualmente sono Drake, The Weeknd, Partynextdoor, Noah “40” Shebib, ma a dire il vero dovessi elencarteli tutti probabilmente non finirei più! Diciamo che quelli che ti ho citato hanno un qualcosa che oltre ad ispirare le mie stesse produzioni, riescono sempre a smuovere le mie emozioni, cosa che ritengo fondamentale sia come artista che come ascoltatrice. Cerco comunque di non farmi ispirare da un suono unico, ma di esplorare tutto quello che la musica ha da offrirci e come produttore cerco di fondere insieme tutto quello che mi piace, quindi potrei tranquillamente citarti The Weeknd insieme a Banks piuttosto che Drake insieme a Florence and The Machine!

Grazie Elisa per averci raccontato di te e del tuo lavoro, per noi è stato un vero piacere. Prima di chiudere, lasciaci tutti i tuoi contatti per restare sempre aggiornati. Alla prossima!

Il piacere è tutto mio! Un grazie infinito a voi per lo spazio che mi avete dato! Seguite il mio sito: www.lizvegamusic.com e di seguito tutti i miei contatti.

Anche per questo appuntamento assieme siamo giunti alla fine. Noi vi salutano, augurandovi una buona estate di musica!