Stavo pensando che JAM è davvero un nome geniale per una rubrica. C’è un po’ di concorrenza, su questo non ci sono dubbi: marmellata (in inglese), Space Jam (il film), Slam Jam (il negozio), etc. Tra tutti questi jam la vita non è affatto semplice, soprattutto se non sei dolce o non ti chiami Michael Jordan. Per fortuna la gente che ospitiamo con i loro mix audio sono dei piccoli Maradona e ci fanno fare sempre bella figura.

Il nome di questo mese è DJ 5L, anche noto come Giulio Piazza (gira voce che QUESTA la sappia davvero a memoria), parte di quel collettivo, Alien Army, che proprio di recente ha pubblicato il disco Goodmorning Worldwide, di cui abbiamo abbondantemente parlato sia qui che con Skizo. “Alienistic Summer Joint”, questo il titolo del mix, è un tuffo in piscina tra cocktail e culi ancora poco abbronzati, qualche tramezzino di pollo giusto per stare leggeri e occhiali neri per fingere di prendere il sole e nel frattempo spiare il tipo o la tipa che ci piace. A seguire qualche domandina che abbiamo fatto a 5L per capire se il suo grado di pazzia generale fosse in linea con quello della redazione e ovviamente il player per ascoltare un po’ di buona musica.

Non ricordo l’anno, ricordo solo che ero in “Zona Dopa” al Livello di Bolo, ai rotanti c’era Trix e al mic Joe Cassano. In quel momento ho pensato: voglio fare questo.

Perché hai scelto proprio la musica per esprimere le tue esigenze?

Non parlerei di esigenze, diciamo che la musica (per fortuna) è sempre stata una costante nella mia vita. Le canzoni sono paragonabili a delle fotografie: ci sono canzoni che associo a momenti belli e altre a momenti brutti, il loro insieme forma un collage che rappresenta varie fasi della mia vita ma non ci sono spazi vuoti.

Un pizzico di Qbert, una manciata di D-Styles, una buona anzi buonissima dose di Toadstyle, Rafik, Tayone e Ricci Rucker. Poi mescolo tutto alla mia maniera ed eccomi qui (ride, NdR).

Quanta musica compri al mese (sia digitale che su supporto fisico)?

Dipende dai periodi purtroppo. Il cash va e viene, soprattutto in questo mestiere.

Adoro quella sensazione di attesa e la carica che si crea tra i componenti del gruppo tra la fine del soundcheck e l’inizio del concerto. Quella che mi piace di meno (se si tratta di un dj set), ovviamente, sono le richieste.

Di nomi stranieri ne ho un sacco. Mi piacerebbe lavorare con Bernard Purdie, Quantic Soul Orchestra e Rjd2. Mi fermo qui altrimenti non finisco più (ride, NdR). Per quanto riguarda l’Italia vorrei collaborare con FunkRimini ma soprattutto con Yakamoto Kotzuga.

Non sopporti di più i rapper o i fonici?

I fonici sono di vitale importanza e trovarne di validi non è facile, penso che il fonico sia l’elemento in più di qualsiasi gruppo o cantante. Ci vuole più rispetto per i fonici! Penso di essere stato abbastanza chiaro.

Ho un pensiero ricorrente quando creo un mixato, immagino sempre che debba essere ascoltato in macchina a tutto volume con i finestrini abbassati, andando verso il mare. Lavorare su un mix audio significa concedere una piccola parte di se stessi sperando di far passare una mezz’ora o 45 minuti di qualità all’ascoltatore.

Chiudo con una domanda ispirata al libro “Alta fedeltà” di Nick Hornby. Arriva il giorno del tuo funerale e hai la possibilità di scegliere la top 5 da suonare durante la cerimonia. Quali canzoni scegli?

Gregory Isaac – Loonely Soldier U Roy – Natty Rebel James Brown – Super Bad Duke Ellington/John Coltrane – In A Sentimental Mood

Chicken Lips – He Not In