Shaone, nome d’arte di Paolo Romano, cofondatore dello storico gruppo Hip Hop napoletano “La Famiglia” a otto anni di distanza dall’uscita di “Anticamera” torna con il singolo “Strummolo” che anticipa l’uscita del nuovo disco “Over” prevista per la fine di Novembre con l’etichetta Mrfew.

Strummolo si interroga sul senso della vita, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Come scintille di stelle, come meteore luminose, scendiamo su questa terra a compiere un percorso per poi ritornare alle stelle come luci attratte dall’alto.

Siamo lampare a mare, riflesso di un cielo che cade e come uno yoyo, come uno strummolo attaccato ad un filo manovrato dal Demiurgo, ritorniamo al punto di partenza portando a termine un ciclo vitale”.

Il disco “Over” composto di ben 21 tracce inedite vede la collaborazione del producer e beatmaker Dj Simi, altro storico componente de La Famiglia.

Il videoclip è stato interamente girato a Napoli, nell’area portuale, nel Centro Direzionale e tra i boschi del Vesuvio prima dei tragici incendi di quest’estate, e vede l’artista nei panni di un Clochard. La regia è di Michele Pesce, i costumi sono stati disegnati e realizzati dallo stesso Shaone, compreso quello di un astronauta, identico a quelli realmente indossati dagli astronauti della missione Apollo 11.

Si scopre così che era lo stesso Shaone l’astronauta che passeggiava per le strade di Napoli nei giorni scorsi.

Il video di Strummolo racconta il vissuto di due personaggi agli antipodi, inseriti in un contesto di totale estraniamento.

Tra architetture urbane decadenti, boschi e rocce, i due, un uomo d’affari e un barbone, non interagiscono mai tra loro e pur non incontrandosi mai, sono portatori di un disagio che affiora visibile in superficie, nei movimenti, negli atteggiamenti del corpo, che non da voce ai pensieri, eppure fa i conti con la coscienza.

Le domande esistenziali, da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo, qual è il senso della vita, si sposano perfettamente con la psicologia dei protagonisti, calzano a pennello come un abito attillato ed elegante e diventano materia viva, tangibile, in un vestito sporco e stracciato.

E in questo dualismo, nelle presunte distanze tipologiche, nel contrasto bianco nero, pulito sporco, ricco povero, nelle diverse facce della stessa medaglia, le differenze diventano marginali, si annullano, passano in secondo piano e tutto assume senso al di la delle formali apparenze.

Shaone appoggiato al cancello

Lo strummolo, la trottola in movimento legata ad un filo come l’andata e il ritorno di uno yoyo, diventa, non solo la metafora rappresentativa di questo racconto, ma di tutte le altre storie esistenti, il percorso obbligato che fa ogni individuo sceso in terra per portare a compimento il proprio destino nell’attesa che arrivi il momento dello strappo, l’ascesa al cielo attaccato ad un filo di luce.

Tra chi racconta delle proprie esperienze vissute e chi si tormenta per i fallimenti lavorativi, fa la comparsa nella storia un terzo personaggio, un astronauta, una figura fuori contesto, un intruso che appare come chi fa un tuffo nella realtà da un diverso piano multidimensionale.

Questo astronauta, con la sua tuta spaziale bianca scintillante, apparso come un angelo decaduto che non fa miracoli, si mostra come un’entità smarrita, l’emblema di una umanità sconfitta, come chi, cercando oltre i propri limiti, non trova risposte su l’immenso universo, ma smarrisce se stesso.

E allora, nel totale scoramento, in mancanza di un miracoloso aiuto che possa dare una risposta, l’uomo si trova davanti ad una scelta, spiccare il volo verso l’alto con due diverse opzioni: Legare il pensiero e l’anima su un paio d’ali, o stringersi un cappio al collo…

Shaone maglietta rossa e giubbotto jeans