Leggi il Testo Selezione All’Ingresso Club Dogo. “Selezione All’Ingresso” è una canzone dei Club Dogo estratta dal leggendario album del 2003 “Mi Fist“. Selezione All’Ingresso Lyrics

Testo Selezione All’Ingresso Club Dogo

“Fuck your dresscode, I’m dressed in fresh mode”

Dunque, gradito l’abito scuro Io non avevo letto ma il tuo biglietto infilalo nel culo Io frà, non ho la cresta da punk trendy chi-chi man Ho un attitudine funk più di un new yorican Le scarpe bianche firme di Tommy sulle mutande L’Avirex in vera pelle col logo gigante Entro al tuo party e bevo, vestito in modo osceno

Tu non guardarmi o sei morto pronto il tuo crisantemo

Nel mio quartiere glamour sto alla finestra e gremo Vedo rampanti sciccosi bere gin lemon Faccia da scemo e scarpe da velista Un nuovo economista Brinda con finta Linda Evangelista ed un gay stylista Pista, metto le Air Max al piede Scendo sotto e rigo la sua fottuta Mercedes Poi salgo sopra a quella di Vincenzo Pompiamo i bass inverno North Face

Estate Hawaii fanculo a Kenzo

Smanicato come Lorenzo Lamas Fatto dai fumi dell’assenzio Sputo nel tuo patè di foi gras Caro Rodolfo Valentino se hai addosso un Moschino O sei uno stronzo o hai la merda vicino, mi sa il primo Compri a tua moglie un vestito alla settimana Siete Dolce & Gabbana, alce e puttana Lasci la grana nei trend, spingi da solo la Benz

Mentre tua moglie prende il bus, quello delle gangbang

Con les copains di Milano spingiamo sopra lo slang Zero roba boy band, vestiti con Helmut Lang Io indosso jeans Mecca e nel weekend in discoteca Entro con in mano un Heineken Fanculo alla tua dieta da atleta Ho un scritta Ecko un rinoceronte sul torace Quindi non entro in una camicia di Gianni Versace Tipo quelle con accessori, oro zecchino

Che faresti meglio a dargli fuoco con un accendino

Quando sfilo sul beat Butta in aria le mani Il mio staff ha più stoffa di Armani Taglia forte, pret a porter, stile phat

“Gucci this, Fendi that”

Scendo dal cavallino Polo vi prendo a mazzate Coglioni, milioni spesi per braghe strappate griffate O sporche di biancone tipo pezzate Cavalli jeans per le tipe da cavalcate Selezionami ‘sto cazzo all’ingresso Vestito troppo fresho Non sono il fascio Vittima fashion, flasho Quando scrivo più righe che nei maglioni Missoni

O in missioni di impizzoni al cesso

E se vesti spesso abiti Gucci è sicuro che pucci, ma Se pensi che sia un must Casucci allora resta a casa, frà Andiamo da Fiorucci, sì, ma non per i vestiti Rompiamo il cazzo alle commesse come pervertiti Io preferisco coprirmi con Marithe’ Girbaud Che svolto da un paio di amici senegalesi in centro Abbigliamento tutt’altro che freak

Mentre tu ti vesti con i panta a zampa sixties, come i Dik Dik

Alla boutique chic do un kick con scarpe Dada Agli MC’s faccio in faccia una striscia rossa Prada Come il guardaroba finto no global di Jovanotti In strada piazza di lotti e stand di moda rubata Balordi irrompono per il taccheggio Commesse strillano come tacchini bella Sergio Metto Lacoste tarocche quanto mi costa Foot Locker

La sera tardi gessati Trussardi per truffarti a poker

In strada nascono mode Raffinate tipo guanti di Prada per dare schiaffi sulle gote A fashion vittime idiote vestite Donna Karan O riciclate dal mercato come le New Balance Occhiali Retro madreperla bianca Nascondi occhiaie della bamba Sfondi il tuo conto in banca Io mi fascio l’anca con tute di Karl Kani

Che pisciano addosso al tuo abito di Armani

Quando sfilo sul beat Butta in aria le mani Il mio staff ha più stoffa di Armani Taglia forte, pret a porter, stile phat

“Gucci this, Fendi that”

L’ultimo verse è un replay, del resto ancora coi miei Siamo versus fashion, ultimo round nel palinsesto Calpesto orrendi trend giovani come un caterpillar Se hai il Motorola che ti squilla con una hit di Spiller Fake anti-glob e centri sociali oramai Vestono Soprani Luciano a Milano, fingono street life Su di un paio di Oakley puoi vederne il riflesso

Di quando appoggiano la fazza sulla tazza del cesso

Per chi vieta l’ingresso io sono l’uomo sbagliato Indosso spesso tute di triacetato A disagio facce di merda stile Raz Degan Mix di battyman indosso Air Max pure col Cardigan Vesto by American come un paninaro Ma non mi concio da chi-chi come i Duran Duran Spingo felpe Bullrot prese dai parisienne

Dogo Club antipop hooligan

Calci nel culo con un paio di Vans Ma sei ti metti una camicia Yves Saint Laurent Poi becchi le avance da un trans Ne vedo a pacchi in giro, in fila fuori dai locali Facce da babbi dietro un paio occhiali scuri, tutti uguali Ai polsi collari e bracciali E un’improbabile inglese nei loro discorsi di affari Io sto sulla pelle, pelle delle modelle finché notte muoia

Malizia da Intimissimi, intimi in tre è un’altra storia

Mi sciolgo tipo iceberg dalla gioia Se nei momenti di gloria scopro i segreti di Victoria Megascritte, zero no logo Trendy macchia di sugo, rap Boss come Hugo Pogo do una violenta spinta, a una vintage P.R La strofa schizza su stoffa Gianfranco Ferrè Rap Gap divario anche se rimo sul vestiario

Borsalino per il borsellino deleterio

Quando sfilo sul beat Butta in aria le mani Il mio staff ha più stoffa di Armani Taglia forte, pret a porter, stile phat “Gucci this, Fendi that” Quando sfilo sul beat Butta in aria le mani Il mio staff ha più stoffa di Armani Taglia forte, pret a porter, stile phat

“Gucci this, Fendi that”

Testo Selezione All’Ingresso Club Dogo