Dopo mesi di apparente inattività la scena romana sta ricominciando a sfornare prodotti di estrema qualità: Qualche giorno fa è uscito il nuovo singolo di Rak, sta per uscire il disco di Lucci e alcune realtà in espansione come Do Your Thang, Santa Sangre, Esdì stanno scaldando i motori per un autunno caldissimo. In questo contesto s’inserisce perfettamente Dunk che – dopo l’esperienza con i Luci Soffuse - ha deciso di intraprendere un percorso solista lavorando al suo album  “Waiting so long”. Il disco sarà accompagnato da una campagna Musicraiser che per un altro mese darà la possibilità a tutti i fan di supportare in maniera originale il progetto. Dopo l’uscita del primo singolo abbiamo deciso d’incontrare il talentuoso artista romano per scambiare quattro chiacchiere.
Ciao Dunk! Benvenuto su Hip Hop Made in Ita. Insieme al tuo staff hai deciso di lanciare il tuo album con una campagna su MusicRaiaer. Sta funzionando? Pensi che le campagne di crowdfunding siano ben recepite nella scena musicale italiana?
Bella ragazzi! Subito dritti al punto eh? Si, con Ai Town abbiamo deciso di promuovere l’album tramite MusicRaiser. Credo in questo progetto e penso che sia questo il modo migliore per farlo arrivare alla gente. Siamo ancora a metà campagna ma stiamo spingendo forte, dobbiamo solo continuare cosi e il gioco è fatto! Il crowdfunding è un’iniziativa ancora nuova per molti, ma sta prendendo piede rapidamente e sono convinto che a breve il numero di artisti che sfrutteranno questo tipo di promozione aumenterà.
Abbiamo ascoltato in anteprima il tuo album “Waiting so long” che uscirà ufficialmente a metà novembre. In ogni traccia sembra di trovarsi in diversi angoli di Roma, che tra le righe si percepisce essere una città molto controversa…Come influenza la tua composizione? Nella scena romana c’è spazio per Dunk?
Con Roma ho un rapporto di amore e odio profondo. Ho vissuto quà tutti i momenti che hanno segnato la mia vita nel bene e nel male. E’ una città magnifica, con mille sfaccettature, dalla più luminosa alla più oscura, è una fonte di ispirazione continua. Puoi tornare da ogni quartiere con una storia differente, o vederne di tutti i colori rimanendo a due passi da casa, è affascinante. Nutro un profondo rispetto per la scena romana, penso di essermi guadagnato il mio spazio e di fare anche io il “rap romano de brutto” come dice il Turco.
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Il primo video ufficiale estratto dall’album è “Lost July”. Ci puoi raccontare cosa ti ha ispirato e quindi come hai concepito la canzone e successivamente il video?
In Lost July racconto un periodo particolarmente difficile della mia vita, che mi è piombato adosso all’improvviso, e si è portato strascichi appresso per anni. Ovviamente è successo a Luglio e quello che doveva essere l’inizio dell’estate è diventato l’inizio di un incubo. Quando ho sentito il beat di Steven One mi è venuto naturale raccontarci sopra questa storia, è stato un getto di parole immediato. Il video è nato dall’idea di essere intrappolato in una situazione che non passa mai e va peggiorando di giorno in giorno, come se fosse sempre QUEL luglio.
Oltre al tuo album solista hai qualcosa in cantiere con il tuo gruppo Luci Soffuse?
Il mio crew mi sostiene e mi aiuta e non sta certo con le mani in mano! stiamo preparando un nuovo lavoro e a breve avrete un piccolo assaggio. Ci lavoriamo in 4 e questo porta ad allungare i tempi, ma il risultato è garantito!
Per concludere questo 1vs1 ci racconti qual’è il tuo sogno nel cassetto?
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