Tra le innumerevoli piaghe che purtroppo attanagliano il rap italiano, una di queste va sicuramente individuata nell’ossessiva ricerca del gossip, spesso anche a discapito del focus effettivo sulla musica. Qualcuno potrebbe controbattere che anche negli USA, casa madre del genere, non manchino ossessive cacce alla news e allo scoop che ben poco hanno a che fare con la produzione musicale; per quanto in effetti non sia una risposta sbagliata, l’iperproduttivitá di gran parte degli artisti degli States permette, gran parte delle volte, di soprassedere. In Italia, invece, la smania da gossip finisce invece per inficiare la produttività di non pochi artisti, spesso molto più concentrati sul far parlare di sé che sul produrre nuova musica. Stendendo un velo pietoso su alcuni dei fatti degli ultimi giorni, vorrei invece concentrarmi su un artista che, nonostante sia stato per molto tempo al centro di chiacchiere, voci di corridoio e insistenti domande ben poco legate alla musica, ha sempre reagito e risposto chiudendosi in studio e continuando a scrivere, comporre, registrare. Sto parlando di En?gma: la vicenda della sua uscita della Machete ha monopolizzato l’interesse degli amanti dei chiacchiericci a tema rap italiano per mesi, ma in tutta risposta lui si è “limitato” a fare musica. E ne ha fatta tanta. Così, a praticamente un solo anno e mezzo di distanza dal precedente album intitolato Indaco, arriva sul mercato Shardana, nuova fatica del liricista sardo.

Il filo rosso che collega i due lavori è indubbiamente rappresentato da Kaizen: il produttore sardo, vero e proprio partner musicale di En?gma da qualche anno a questa parte, firma anche questa volta gran parte delle produzioni del disco. Il suo lavoro va però oltre la “semplice” produzione, in generale imprime fortemente la propria identità sonora sull’album, riuscendo comunque nell’impresa di mantenerlo variegato al punto giusto. A quest’impresa collaborano anche Yazee, Wsht, Ros e lo stesso En?gma, che si cala nelle inedite vesti di produttore in ben due brani. La forza insita nelle strumentali, che cavalcano suoni elettronici, bassi profondi, cori evocativi e linee di piano ipnotiche, si rivela il terreno perfetto per la penna di En?gma. Una penna che in quest’occasione si rivela però più monodimensionale del solito: in Shardana – titolo che fa riferimento al nome di una leggendaria tribù guerriera – il rapper si concentra particolarmente sul lato più aggressivo e feroce della propria personalità, scrivendo con trasporto agonistico come in un flusso di coscienza distruttrice. La voglia di togliersi più di un sassolino dalle scarpe, di dipingere senza mezzi termini quanto di più sbagliato anima questa musica e questa società, la necessità di esternare i propri sentimenti senza mitigare neanche minimamente la loro forza: questi sembrano gli elementi che vanno a comporre l’intelaiatura lirica di Shardana, andando in parte a discapito del lato più introspettivo ed intimista di En?gma.

Si tratta di una componente da sempre molto forte e marcata all’interno della produzione del rapper, che però in quest’occasione si è fatta da parte, oscurata dalla furia dell’En?gma guerriero. Non mancano comunque episodi dalle tinte emotive – come Father & Son con Bassi Maestro – o dai tratti mistici ed ipnotici – Malasuerte con Gemello – o ancora i viaggi spaziali – Copernico – o nel subconscio – Cerbero. Nel complesso però Shardana sembra fornirci un ritratto meno equilibrato del solito della musica di En?gma: la qualità del rappato rimane alta, tra virtuosismi metrici e lirici, riferimenti e citazioni da stropicciarsi gli occhi e barre fortemente incisive. Sta ai gusti dell’ascoltatore capire se, nell’apprezzare la figura da poeta guerriero con la quale En?gma si è fatto conoscere, la presenza più marcata di una delle due componenti possa o meno inficiare l’esperienza d’ascolto. Shardana resta comunque un ottimo disco rap, prodotto e scritto con la massima cura; se avete sempre apprezzato la produzione di En?gma, vi basteranno un paio di ascolti per capire quanto questo disco sia nelle vostre corde emotive. Di sicuro non vi pentirete di averlo ascoltato, anche se non doveste innamorarvene alla follia.