Welcome back!!!
Primo ritorno ufficiale all’interno della rubrica Ladies First.
Perché questo?
Perché in questo spazio è tornata Doll Kill, all’anagrafe Giulia Galitzia, rapper sarda classe ‘96. L’artista accasata nel roster TAK Production, dopo averci dato da subito fiducia inaugurando l’episodio #0 di questa rubrica, sta per tornare con un nuovo progetto.
Quale miglior occasione allora per tornare a parlare con lei, visto che il suo lavoro ci piace davvero parecchio e, fin da tempi non sospetti. Il suo stile al microfono, diretto e privo di fronzoli, accompagnato da un ottimo flow, le ha permesso di farsi conoscere e apprezzare in poco tempo dalla scena Hip Hop, soprattutto all’interno del panorama rap femminile italiano nel quale è senza dubbio un riferimento per la qualità del suo lavoro.
Il suo primo disco ufficiale “Struggle”, pubblicato nel 2016 da TAK e prodotto da EkerBlow, Tesmo, Stimena, Young Cruel, Kiquè e Big Dega, è stato senza dubbio uno dei progetti rap al femminile più interessanti dello scorso anno in Italia.
Dal 19 ottobre Doll Kill sarà in tutti i digital store con l’EP “Oh My Doll”. Il progetto, di quattro tracce, è prodotto nuovamente dalla label romana. Un po’ come in tutta la sua produzione, Doll richiama contenuti forti e provocatori, mettendo in luce la sua spiccata personalità. La copertina rimanda all’immaginario rosa degli Anni ‘50, una critica alla massima aspirazione femminile dell’epoca, le pin-up, che rappresentavano la donna come mero oggetto sessuale. Attraverso le rime, l’approccio e il look, Doll Kill vuole destabilizzare il pubblico, mescolando femminilità e aggressività dove il suo viso candido tradisce un atteggiamento da “maschiaccia”.

Innanzitutto, bentornata!
Ci siamo incrociati la prima volta dopo la tua campagna di crowdfunding per il lancio di “Struggle”. In quell’occasione ci dicesti che volevi provare a promuoverlo così, per non svalorizzarlo. A noi l’album è piaciuto, ma vorremmo una tua riflessione su un punto: ritieni che “Struggle” abbia ricevuto l’attenzione che meritava?
È sempre un piacere!
Partiamo dal principio, per chi non lo sapesse “Struggle” è il mio ultimo progetto pubblicato , uscito nel 2016, per il quale ho fatto una campagna di crowdfunding, non volevo pubblicare il disco  senza la sicurezza  di poterlo promuovere come si deve.  Siamo in un periodo in cui siamo davvero bombardati da troppa musica, i dischi come i pezzi non ricevono più la stessa attenzione di un tempo, figuriamoci senza una buona promozione!  Al momento dell’uscita il progetto era già pronto da diversi mesi e il suono fuori era già cambiato, sicuramente questo ha influito sul risultato. “Struggle” è comunque una parte importante del mio percorso, mi sono presa delle belle soddisfazioni.

Sulla base di questo, secondo te, perché critica e pubblico non sono ancora in grado di dare valore e visibilità ad un progetto rap femminile ben strutturato e di qualità, come lo è a tutti gli effetti “Struggle”?
A prescindere dal fatto che l’Italia debba ancora abituarsi alle donne nel rap, non la metterei troppo sulla differenza di genere, piuttosto  sul  fatto che per un artista emergente sia più difficile avere  la giusta visibilità.

Guardando avanti, il prossimo 19 ottobre sarà in tutti i digital store l’EP “Oh My Doll”. Presentacelo!
Sì, finalmente tra qualche giorno uscirà il mio nuovo EP. Abbiamo lavorato molto e sono contenta di quello che abbiamo creato! Sarà un progetto decisamente più aggressivo rispetto a “Struggle”,  per sound e liriche. È un progetto piccolo ma ricco, in cui ho sperimentato molto.  Sono impaziente di farlo sentire a tutti!

Svisceriamo qualche punto. Inizio potente con la traccia “Metempsicosi”, anche per il trick sulla quale l’hai sviluppata. Su YouTube il video è andato bene ed è stato la prima anticipazione al progetto. Sei soddisfatta di quanto fatto?
Davvero molto, è un pezzo importante per me  e sono felicissima dei risultati che sta ottenendo. Ho scelto “Metempsicosi” come primo singolo per quello che rappresenta, dopo quasi un anno di assenza dalla scena sapevo di dover tornare col botto e riconfermare il mio status, dovevo presentare al pubblico la mia evoluzione, sonora e non, e nessun’altro pezzo avrebbe reso il concetto allo stesso modo.

Tra l’altro, all’uscita del brano, siamo stati contenti di trovarti su una produzione di Sick Luke. Non che con EkerBlow le cosa vadano male, anzi! Lo hai dimostrato anche qui. Però per un MC è importante confrontarsi con altri beatmakers e suoni differenti. Come sei finita su una produzione di Sick Luke?
È molto stimolante lavorare con più beatmakers, ognuno riesce a tirare fuori sfumature del mio stile, che probabilmente avrei difficoltà ad esprimere sempre sulle stesse sonorità. Ho avuto la possibilità di lavorare su un beat di Sick Luke che stimo molto artisticamente e, non mi sono fatta sfuggire l’occasione. Sono contentissima del risultato, magari più avanti avremo modo di collaborare ancora.

Nell’arco temporale che, dall’ultimo nostro incontro, ci ha riportati qui, cosa ti è successo dal punto di vista artistico e professionale? Ascoltando “Tokyo” si possono cogliere diversi spunti. Cosa ci racconti a tal proposito?
Da quando ho iniziato, ho vissuto davvero situazioni  di tutti i tipi. Certamente sono cresciuta e, tutto mi è servito per capire meglio come funziona il settore della musica. “Tokyo” è solo una riflessione, un modo per ricordarmi che qualsiasi cosa succeda, posso sempre contare su di me e sulle mie capacità, non c’è niente che possa fermarmi se credo davvero in me stessa.

Ti sei esibita anche in contesti importanti. Tra questi, c’è stata l’esperienza della prima edizione dell’Eternal City Fest a Roma. Tra gli ospiti internazionali c’erano Kool G Rap e Evidence. Quali sensazioni hai raccolto dal live?
È sempre un onore avere la possibilità di esibirmi in eventi così importanti. Nel corso della mia esperienza più volte mi sono trovata  a condividere il palco con artisti di fama internazionale e mondiale ed è sempre una grande emozione.  Onestamente prima di salire sul palco sono  agitata, specie in situazioni di questo calibro, solo quando parte la musica riesco a rilassarmi. Amo cantare i miei pezzi live. Anche relazionarmi col pubblico non è sempre facile, sono molto introversa di mio, potete solo immaginare cosa significa dover parlare a centinaia di persone, da sola, con gli occhi puntati addosso.

Vorremmo focalizzarci anche su “Via da qui”, che è il pezzo che più ci ha colpito sia a livello di suoni che di temi trattati. Cosa rappresenta per te questo brano e in che situazione lo hai scritto?
“Via da qui” è l’unico pezzo smooth dell’EP.  Mi sono lasciata trasportare dall’atmosfera del beat. Eker ha fatto davvero un capolavoro. Anche questo è un pezzo molto personale. “Via da qui” parla di me, del rapporto con la mia terra e dei miei umori.  Il fatto di vivere in  un’isola ha sicuramente influito sulla mia visione del mondo, mi ha dato grandi opportunità, ma allo stesso tempo limitata. Quando la tua stessa casa inizia a starti stretta capisci che è il momento di andare, ma fare i bagagli e partire non è sempre così facile.

“Oh My Doll” anticipa senz’altro qualcosa di molto più grande! Cosa c’è in cantiere? Qual è il prossimo step?
Siamo ogni giorno al lavoro, stiamo producendo davvero tantissima musica e non escludo che a breve potrebbero esserci altre uscite, è presto, ma credo sia doveroso dirvi di stare allerta!
Vi ringrazio per lo spazio e l’attenzione, a presto!

Questo è quanto emerso dal botta e risposta in compagnia di Doll Kill.
Per quanto ci riguarda l’appuntamento che vi consigliamo di segnare in calendario è quello del 19 ottobre, data di pubblicazione di “Oh My Doll” in tutti i digital store per l’etichetta TAK production.
Di seguito cover e tracklist del progetto, oltre a tutti i contatti social di DollKill.

Tracklist:

  1. Metempsicosi (Prod. Sick Luke)
  2. Karma (Prod. Eker Blow)
  3. Via da qui (Prod Eker Blow)
  4. Tokyo (Prod Eker Blow)

Anche l’appuntamento #26 è alle spalle. Carlo Jammai e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.

Stay tuned and see you soon!