Fausto: Fortunatamente è il nostro periodo buono ed effettivamente c’è tanta promozione, tanti live e di conseguenza un tanto stare in giro. È una centrifuga! Questa cosa ci fa anche bene da un certo punto di vista, perché poi ogni esperienza la prendi un po’ più alla leggera in quanto rientra all’interno di un flusso costante, dove non hai tempo di preoccuparti per qualcosa.

Si vive alla giornata.

Siete da poco fuori con il singolo “Post Concerto”. Vista la situazione “Pre Concerto” avete una ritualità prima del live?

California: Una bella birra media, scolata proprio alla goccia tre minuti prima di salire sul palco.

Voi curate molto l’estetica del progetto. Appena uscito “Post Concerto” su Spotify ho fatto il giro dei fioristi per capire che fiore avete utilizzato nell’artwork. Ditemi che è una peonia?

Fausto: Mi fa piacere questa domanda (ride). Guarda, è una cosa curiosa che sono contento di raccontare. Dovevamo fare questa copertina qua. Noi siamo sempre molto attenti ai dettagli, però in quel particolare momento avevamo fretta e ci siamo resi conto che se iniziavamo ad entrare nel trip della scelta, saremmo immediatamente impazziti!
Allora, siamo scesi al Bricocenter sotto casa e abbiamo comprato un fiore di plastica da 5€. Siamo risaliti, lo abbiamo steso su un tavolo appoggiandolo su un cartoncino nero di sfondo e… “click”. Applicato un filtro dell’iPhone e in 5 minuti abbiamo fatto.

Quindi non lo sapete nemmeno voi che fiore è?

California: Probabilmente un garofano, o forse proprio una peonia.

Diciamo che è proprio una peonia! Io ho cercato il significato della peonia per arrivare ad una domanda. Questo è quello che ho trovato online: “secondo il significato tradizionale cinese rappresenta la complementarietà degli opposti, la peonia è di influenza positiva sulla donna e sull’uomo per quanto riguarda il loro vivere insieme in armonia”. Dalla vostra musica infatti traspare armonia, ma il vostro reale rapporto in studio qual è?

California: Direi che la definizione è perfetta e positiva!

Fausto: Sicuramente la componente di coppia, noi siamo una coppia anche nella vita, per noi è importante perché crea un’alchimia che diversamente sarebbe impossibile. Chiaramente oltre all’alchimia che si raggiunge in quanto si vive insieme, la percepiamo proprio come una confidenza totale e quindi abbiamo un livello di schiettezza molto diretto. Questa schiettezza non la puoi raggiungere, ad esempio, in studio con un collega…
Questo aspetto, per quanto ci riguarda, ci aiuta nel far diminuire i tempi di lavoro. Se ad uno dei due non piace qualcosa ci scontriamo subito e si arriva ad una mediazione diretta che è proprio il frutto di due teste, un maschio e una femmina, due mondi diversi e così, questa schiettezza, fa da filtro a quello che esce nei nostri pezzi.

Restando in studio, sulle produzioni lavorate con il duo di producer Mamakass. Com’è nasce la vostra musica: analogico o digitale?

California: Beh, inizia tutto da Fausto che lavora sui provini in modo indipendente.

Fausto: È proprio così. Io imbastisco questi provini utilizzando dei software quasi casalinghi. In questo modo preparo lo scheletro della canzone. Questa fase avviene per lo più nello studio che ho a Salò, sul Lago di Garda, e che è il frutto di tutte le mie avventure musicali. Ad oggi lo spazio è una sala prove che poi utilizziamo anche per realizzare i provini oppure registrare qualcosa.
Dopodiché i provini vengono portati in studio dai Mamakas dove vengono completamente riaperti e scardinati. I ragazzi come software, sul quale sviluppano la sessione, utilizzano Ableton, ma poi si usa davvero tantissimo analogico. Sintetizzatori analogici, il basso spesso è suonato, la chitarra pure… Quindi, pur essendo un beat come idea di produzione, è abbastanza ibrido come miscela che poi senti alla fine nel risultato del pezzo chiuso. Nell’ultimo singolo, in particolare, il groove è molto vivo. I Mamakas sono bravissimi e sono con noi da ben prima del giorno zero, perché abbiamo vissuto almeno un anno di incubazione dove abbiamo sperimentato e scartato anche diverso materiale.

Ad oggi abbiamo trovato il nostro equilibrio e questo lo vediamo anche nella velocità con cui arriviamo alla produzione del brano.

Veniamo un po’ ai testi. Qui si sente il tuo background Fausto, che richiama alcuni aspetti dei tuoi progetti precedenti come “Bacio Battaglia”. Che ne pensi?

Fausto: Mi fa piacere questa cosa perché secondo me, lo scrivere, come del resto il suonare, rappresentano un percorso di vita che poi è crescita e trasformazione. Tutto ciò che si fa è un miglioramento di quello che si è fatto prima. Riuscire a crearsi uno stile personale, che poi chiaramente puoi affinare, è importante e sono convinto che sia qualcosa a cui ogni artista che scrive testi dovrebbe ambire.

Se posso permettermi un vanto, io questa cosa credo di averla raggiunta attraverso uno stile personale che in precedenza è stato Edipo e che ora è Coma_Cose grazie alla contaminazione di Francesca (nome anagrafico di California – n.d.r.).