Prenotato un biglietto Frecciarossa per il weekend, l’11 febbraio scorso ho fatto serata a Venezia, più precisamente Ai biliardi in occasione del Karnival Hardcore 2018 organizzato da Trivel Collective & Caigo Recordz.

Si sa che “a carnevale ogni scherzo vale”, ma per l’occasione si è fatto tremendamente sul serio. Sul menù della serata solo musica di cuore, che ha saputo spaziare dall’Hip Hop fino all’Hardcore Punk, con le esibizioni live che hanno preso il via grazie al sorprendente collettivo Sesto Senso, passando per Big Mike & DJ Mar Kino con l’immancabile Nex Cassel (che tra l’altro è fuori, in ottima compagnia, con l’EP Doppio taglio – n.d.r.) fino allo show della 4 Rooms Family che ha presentato in anteprima il nuovo album “Sacro e Profano”.
Ad impreziosire tutto questo il DJ Set curato dalle sapienti mani di Kaos One, oltre alle performance in puro stile hardcore di Danny Trejo e gli Slander accompagnati da DJ Craim.

Beh… Una bomba!

Prima di questa detonazione però, durante le operazioni di allestimento del locale e dei vari sound check, ho approfittato per parlare con i ragazzi del collettivo 4RF, realtà veneziana che è croce e delizia del movimento Hip Hop veneto e a mio avviso autentico “patrimonio nazionale”, parafrasando il “generale” Cassel.
Per chi non lo sapesse (male! – n.d.r.) la formazione dei  4 Rooms è composta da 3 MC (Bakalite, Molotow e MyFault) e un beatmaker (Gullibeat aka Mic Jaguar). All’attivo hanno il mixtape d’esordio “La quarta stanza” (2013), l’album ufficiale “EXODVS” (2016) e l’EP “Caigo Records” (2017) realizzato in collaborazione con Big Mike. Il gruppo attualmente è in procinto di pubblicare il nuovo progetto discografico e la mia curiosità è stata saziata solo in parte dall’intervista, oltre che da qualche pezzo che hanno portato live sul palco per l’occasione.

Dopo l’intervista potete trovare qualche foto della loro esibizione (scatti realizzati da @dario.pln, seguitelo! – n.d.r.) e tutte le ultime informazioni sul disco “Sacro e Profano”.

MyFault: Considera che 4 Rooms arriva da prima di noi. Il gruppo esisteva già e noi membri attuali ci siamo entrati un po’ alla volta. Probabilmente era il 2009 e il collettivo era completamente diverso, anche per questo motivo poi abbiamo deciso di identificarci nella “family”, questa è una famiglia. Della formazione originale resta praticamente solo il nostro produttore Gullibeat.

Fatto sta che abbiamo iniziato a buttare fuori diverse tracce su soundcloud e ogni volta che andavamo a registrare poi usciva qualcosa. Da questo sono iniziati i primi live in giro e, messi assieme un po’ di pezzi partendo da quel lavoro, è arrivato il mixtape che abbiamo registrato in studio da Paina dove abbiamo lavorato maglio tutte le tracce che abbiamo poi incluso ne “La quarta stanza”.

Dopo questo lavoro, che comunque ha ricevuto diverse attenzioni anche fuori dal vostro contesto, c’è stata una pausa apparente. Cos’è successo?

Molotow: Per prima cosa, uscito il mixtape, ci siamo concentrati sui live. Eravamo molto focalizzati su questo aspetto.

MyFault: Si vero. Abbiamo suonato parecchio in contesti come il Morion qui a Venezia, al Pedro di Padova, al Rivolta di Marghera (centri sociali – n.d.r.), ma anche in altri locali qui in provincia. Al di fuori siamo stati una volta a Milano in una realtà di sqat e un live lo abbiamo fatto anche a Barcellona.
“EXODVS” è un album fatto e finito. Registrato anche questo tutto da Paina, per noi è un lavoro importante.

Molotow: Considera poi che il tape era stato fatto e registrato su beat americani. Costruire invece un album come “EXODVS” realizzato interamente su produzioni nostre, è stato molto più difficile. Riuscire a conciliare i gusti di tutti quanti non è stato affatto facile. Alla fine siamo 4 teste e lavorare assieme per confezionare le produzioni ci ha portato via diverso tempo.

Bakalite: Seppur molto legati, noi abbiamo gusti ed influenze diverse sotto l’aspetto musicale.

MyFault: Concretamente, il tutto è nato quando ci hanno dato in concessione una stanza all’interno di un posto occupato qui a Venezia centro. L’edificio storico è quello di Ca’ Bembo. In questa stanza abbiamo avuto l’opportunità di creare questo studio e lo abbiamo fatto con Mike, cercando di coinvolgere un po’ di ragazzi giovani dei licei interessati alla musica.
L’EP è stato mixato e masterizzato da Nex Cassel, ma è stato interamente progettato e registrato presso lo spazio occupato di Ca’ Bembo, dove si trova lo studio di registrazione omonimo.

Molotow: Chiaramente la connessione con Mike è partita per via della stima e della conoscenza reciproca. Siamo in giro tutti quanti da tanto tempo e la cosa ha preso piede per questi fattori, oltre che per l’attitudine Hip Hop affine.

Tutto questo per avvicinarci al progetto che avete in cantiere. Cosa potete anticipare?

MyFault: In realtà qui tutto è partito da un primo contatto che ci è arrivato da Musicraiser (il progetto ha raggiunto il successo attraverso una campagna di crowdfunding – n.d.r.). Io per primo, a quel punto, ho deciso di mettermi in gioco, coinvolgendo la Family!

Molotow: La cosa decisamente starna è che non avevamo nulla in cantiere in quel momento, c’era un’idea sì, ma nulla di registrato o pronto. Sai, sarebbe stato più logico se avessimo avuto un progetto e poi ci fossimo guardati attorno per capire come svilupparlo. Invece qui è successo praticamente l’opposto.

E’ stato lui (indicando MyFault – n.d.r.) a proporci la cosa e a tirarci in mezzo per imbastire il disco concretamente, così ci siamo messi tutti al lavoro.

MyFault: I soldi raccolti ci sono serviti per avere un budget in grado di supportarci sotto diversi aspetti tecnici. Senza ombra di dubbio infatti, la qualità si è alzata. Abbiamo avuto modo di andare a registrare in uno studio serio e adesso il tutto è in fase di missaggio in un altro studio di qualità che è  l’RdL Studio di Abano Terme (PD), tutto seguito da Riccardo Brambati più noto come Ric de Large, ragazzo che lavora anche con Drimer.

Molotow: La nostra intenzione iniziale sinceramente era quella di uscire con un “lavoro lampo”, ovvero: a campagna conclusa l’album sarebbe stato pubblicato immediatamente. Purtroppo però le cose non sono andate così perché abbiamo avuto qualche problema tecnico.

Fatemi capire…

MyFault: La partita si è giocata su più fronti. Il primo è quello relativo ai beat. Le tracce dell’album se le sono spartite 5 produttori diversi e uno di questi vive stabilmente a New York, tra l’altro! Questo ragazzo, SFKNG, che noi abbiamo conosciuto anni fa tramite conoscenze in comune, ci aveva già girato diversi beat che noi avevamo selezionato. Il materiale però era un po’ vecchio e lui lo aveva qui in Italia e quindi è dovuto ritornare qui per poterci rimettere le mani. Il secondo è un po’ più tragico perché è andato perso diverso materiale già registrato e sostanzialmente chiuso…

Abbiamo avuto problemi anche con il primo video che volevamo pubblicare e quindi anche qui è andata per le lunghe. Sul versante video comunque, stiamo per uscire perché è pronto quello con Nex (il pezzo si intitola “Estilo” – n.d.r.) e probabilmente ce ne sarà un altro dove sfrutteremo qualche ripresa del live di questa sera. I videoclip arriveranno!

MyFault: Uno chiaramente è Gullibeat, il nostro producer ufficiale. Poi c’è il contributo di Gbeatz, che aveva già collaborato con noi e aveva prodotto il pezzo “Chiesa Stato Mafia” (tratto da “La quarta stanza” – n.d.r.), SFKNG, Garelli e St. Luca Spenish a completare il team di produzione che abbiamo coinvolto.

Molotow: A livello di atmosfera abbiamo cercato di avere delle cose che suonassero fresche, rispettando il nostro gusto Boom Bap. Chiaramente ci siamo affidati ai beatmaker e alla loro attitudine e gusto musicale.
Ad esempio SFKNG ha un suono più classico con delle batterie molto moderne ed una scelta di synth piuttosto ricercata.

Gullibeat: Per quanto mi riguarda a livello di produzioni utilizzo abitualmente Logic. All’interno di questo progetto mi sono orientato su un suono trap di derivazione francese e di conseguenza non ho utilizzato campioni, se non per qualche voce.

Il filo conduttore del disco qual è?

Molotow: Siamo partiti dall’idea di sviluppare il contrasto tra il sacro e il profano tramite una dinamica incentrata sul suono che mettesse a confronto l’old school con le sonorità attuali. Confrontandoci, lavorando sui pezzi dalla scelta dei beat fino alla scrittura dei testi, l’intenzione iniziale di lavorare quasi ad un doppio CD con tanti pezzi è scemata nell’obiettivo più concreto di tenere solo le cose migliori che avevamo prodotto.

“Sacro e Profano”, che è il titolo dell’album, rappresenta proprio il dualismo tra i pezzi più leggeri e con un suono più moderno contrapposti a brani dal testo più riflessivo e criptico in pieno stile 4RF.

Prima di chiudere, vista la particolarità della città, sono curioso di sapere da voi, che siete un po’ i baluardi della scena Hip Hop veneziana, qual è la situazione del movimento qui.

Bakalite: Venezia è un ambiente unico! È facile venire da fuori e sfruttare la sua immagine. Bisognerebbe invece provare sempre a viverla un po’ per a capire i suoi meccanismi, che restano pur sempre molto complessi. Noi siamo legati in maniere maniacale a questi luoghi. La città in questi anni sta cambiando molto rapidamente e purtroppo si sta un po’ sputtanando. Anche noi che vorremmo fare “gli ultimi dei moicani”, stiamo cedendo… Ci sono delle dinamiche sociali che stanno andando a perdersi. Non ci sono più residenti e tra loro i giovani, studenti a parte che comunque pensano solo agli affari loro, sono realmente pochi. Noi abbiamo tentato più volte di creare un movimento positivo e attivo, anche verso gli studenti. Per fare questo però c’è bisogno di un grosso impegno e l’unica soluzione è quella di fare tutto con le nostre forze organizzando eventi, situazioni, etc. Non è facile!

Il progetto Caigo Records era nato con l’obiettivo di sviluppare un team in grado di avere all’interno delle figure come: promoter, grafici, musicisti, videomaker al fine di creare un movimento sano e forte nel tempo. La risposta da parte dei giovani veneziani però è stata un po’ povera.

Il nostro spazio dedicato all’intervista termina qui. Segue l’artwork del progetto curato da Tommaso Cazzaro dove potete scoprire la grafica realizzata per la cover e la tracklist completa di “Sacro e Profano”. L’album, presto fuori!