Alle 14 di oggi, Drimer ha pubblicato su YouTube – sotto la regia di Nicola Corradino – il video del suo nuovo singolo Noi non vi vogliamo, prodotto da SoSBeatz e con la grafica di Moab. Il pezzo è uno schiaffo alla povertà dei testi. Uno schiaffo forse troppo forte, che espone non poco il rapper trentino. Il brano è infatti completamente schierato, in vista delle elezioni parlamentari del 4 marzo, in particolare contro la coalizione di centrodestra. Inizia con “Una mattina mi sono svegliato, ma non ho trovato l’invasore, tutt’altro: un condannato, un’incoerente e un razzista che si sono uniti per cercare di governare lo Stato”. Il riferimento è alla celebre canzone della resistenza “Bella ciao”, ma attualizzata ai tempi nostri, in cui il “nemico”, secondo Drimer, non è un invasore ma viene dall’interno dello Stato e cerca di salire al governo. I primi nomi chiamati in causa sono Matteo (Salvini, ndr), Giorgia (Meloni, ndr) e Berlusconi, uniti nella coalizione che, “secondo qualche giornale sfiora il quaranta per cento”, qualche giornale che secondo il rapper classe ’95 è colpevole di inculcare la paura del diverso.

Il collegamento fra le tre figure e i tre nomi citati da Drimer è, volendo, immediato: il condannato potrebbe essere Silvio Berlusconi, che infatti, anche nel caso in cui il suo partito dovesse ottenere la maggioranza, non potrebbe assumere la carica di Presidente del Consiglio. L’incoerente potrebbe essere Giorgia Meloni, che “come una vera donna di sani valori per la poltrona però ha deciso di allearsi con Berlusconi”, richiamando quindi gli scandali che hanno coinvolto l’ex Premier nei suoi festini nella villa di Arcore. E il razzista potrebbe essere quindi il leader del Carroccio. I due personaggi citati immediatamente dopo nel pezzo di Drimer sono Dell’Utri e Mangano: il primo, fondatore insieme a Berlusconi di Forza Italia, è stato condannato a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, essendo anche stato accusato di fare da mediatore tra Berlusconi e Cosa Nostra; il secondo è stato invece un mafioso e pluriomicida, anch’egli collegato a Cosa Nostra, nonché una delle figure di punta dell’associazione a delinquere che nel tempo si è insediata e ha trovato terreno fertile nel Nord Italia.

Nel ritornello, il trentino ripete “Non vi vogliamo”, pur dopo “vent’anni che ci provate”, perché infatti Berlusconi è diventato premier per la prima volta nel 1994, prima ancora che l’autore di questo brano nascesse. Nella seconda strofa Drimer va più a fondo, prendendo in considerazione i punti del programma elettorale della coalizione di centrodestra. “Abolire la Fornero e introdurre il vincolo di mandato, ma quel provvedimento chi è che l’ha votato?”, si riferisce alla normativa del 2011, con la linea di partito del Popolo della Libertà (oggi Forza Italia, Fratelli d’Italia e Ncd) che fu proprio quella di sostenere la riforma, con la Meloni, ad esempio, che votò a favore. “Rispedirli tutti in Africa” è abbastanza palese: si riferisca al celebre motto di Salvini, ma “nel ’18 in Libia si pratica lo schiavismo. E prima di chiudere i centri culturali islamici potremmo pensare a quelli che ancora inneggiano al fascismo” così il trentino indica quanto poco senso possano avere certe affermazioni e certi motti di alcuni personaggi politici. Poi Drimer continua accennando al piano economico del centrodestra, facendo riferimento alla flat tax, punto centrale nel programma della coalizione: “Una tassa uguale per tutti? Roba da matti. Briatore si sta già leccando i baffi, mentre i figli dei più poveri, anziché aiutarli, dovranno farsi un anno di leva per irregimentarli”. La cosiddetta tassa piatta consisterebbe in un’aliquota, ossia una percentuale di tassazione, uguale per tutti i contribuenti, che vedrebbe quindi i più ricchi trarre vantaggio vedendo gravare sul proprio portafoglio in modo perfettamente uguale – e non progressivo – ai più poveri. (Continua dopo la foto)

Drimer passa quindi alla politica intrapresa in termini di legittima difesa da parte dei cittadini, visto che il leader della Lega ha spesso chiesto che l’eccesso della stessa non sia considerabile reato (“Leggo che per voi la difesa è sempre legittima. Aspetto che sia un bambino ad esserne vittima”), e dell’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine (“e credo anch’io nel ruolo delle forze dell’ordine, ma dopo il G8 anche in un po’ di coscienza critica”) riferendosi ai fatti accaduti a Genova nel 2001, dove, durante la riunione tra i capi di Governo dei maggiori paesi industrializzati, nel capoluogo ligure avvennero numerosi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con la morte di Carlo Giuliani e la tortura nella caserma di Bolzaneto, dopo l’irruzione nella scuola Diaz, di una sessantina di manifestanti. Poi Drimer recita “E ‘Dalla Vostra Parte’ non è dalla parte mia. Belpietro il meglio che abbia fatto è licenziarsi, aspetto che lo seguiate anche voi altri…” riferendosi al programma di Mediaset e al proprio conduttore Maurizio Belpietro. Programma che negli ultimi anni ha spesso fomentato il razzismo e l’odio degli ascoltatori per gli stranieri (tra cui Bello Figo, ospite di una puntata insieme ad Alessandra Mussolini), che dai servizi proposti sembravano il male assoluto da combattere.

Nella terza strofa il rapper di Castelfondo fa un richiamo ai collegamenti tra ieri e oggi, con il presente che vede ideologie non troppo discoste dal passato più buio della storia italiana: “Nel ’38 le leggi razziali, ottant’anni dopo si parla di razza bianca alle regionali” (Il leghista Attilio Fontana, candidato alle regionali in Lombardia ed ex Sindaco di Varese, ha recentemente dichiarato “Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate”, riuscendo non si sa come a far pensare a qualche proclamo del Ku Klux Klan, nel 2018, in Italia). “Nel ’28 lo stato muore (il 9 dicembre 1928 il Gran Consiglio del Fascismo diventò organo supremo del regime italiano, ndr), novant’anni dopo l’estrema destra non cambia colore. Anzi si presenta alle elezioni affiancando un criminale che spara alle persone (Forza Nuova, partito neofascista, ha dato solidarietà a Luca Traini, ex candidato della Lega che a Macerata ha sparato a sei persone di origine africana, ndr). E devo dire che il silenzio delle istituzioni mi desta non poca preoccupazione”. (Continua dopo la foto)

Drimer rincara la dose tendente all’antifascismo: “In un Paese conscio del proprio passato, Roberto Fiore il proprio partito non l’avrebbe fondato”. Il richiamo è diretto, il dito è puntato dritto verso Fiore, fondatore di Forza Nuova e, una ventina d’anni prima, di Terza posizione, il gruppo armato che lo ha portato alla condanna in tutti i gradi di giudizio per banda e associazione sovversiva. Secondo il rapper, se l’Italia fosse conscia di cosa è stato il fascismo, partiti come Forza Nuova non sarebbero nemmeno potuti nascere. La strofa termina con una riflessione sul perché continuare a dire la propria, “Mi dicono bro dovresti smetterla… e così la musica italiana si nasconde nell’ora più tetra” e con un consiglio verso tutti gli elettori: “Ma il 4 marzo si vota, ricorda di farlo con la testa, non soltanto con la tessera. Noi non vi vogliamo!”.

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