Siamo sinceri, probabilmente in tutta la scena italiana non c’è un artista, per qualità o per visibilità, paragonabile a Guè Pequeno. Il ragazzo d’oro è cresciuto da quel lontano 2011 in cui fece i suoi esordi da solista, passando dall’essere un bravo ragazzo fino alla firma con l’etichetta Def Jam, ed arrivati a febbraio 2018 è reduce da un tour europeo appena concluso (passando da Dusseldorf a Nova Gorica fino ad Amsterdam) che ha avuto parecchi riscontri positivi e soprattutto dall’album “Gentleman”, pubblicato lo scorso giugno e certificato platino dopo nemmeno due mesi.

E, senza fermarsi un attimo, Guè ha voluto calcare i palchi nostrani immediatamente dopo quelli europei, annunciando il tour dell’omonimo album: e da dove poteva partire se non da casa sua? La data del 9 al Fabrique di Milano è stata prontamente bissata da quella del 10 (addirittura poi triplicata, sempre nella stessa location, il 4 marzo, visti i sold out in tempo zero per le prime due date), cui seguiranno poi Firenze, Napoli, Modugno, Roma, Padova e Nonantola.

E proprio alle due date milanesi abbiamo presenziato noi de Lacasadelrap! Ad aprire il concerto di un mostro sacro come Guè è stata chiamata la crew degli Indomabili, composta dai giovani Oro Bianco, Young Rame e Vitra. I tre ragazzi scaldano un pubblico già carico in vista del main artist e si candidano come future promesse della scena milanese (d’altronde vengono da Barona, la stessa zona da cui è emerso un certo Marracash….).

E dopo una decina di minuti d’attesa, dopo che DJ Jay K ha preso posto, è proprio allora che la base dell’opening track di Gentleman fa esplodere le duemila persone presenti nel locale: “T’Apposto” è una delle tracce più tamarre dell’ultimo album e non si poteva non cominciare con quella!
Lo spettacolo è perfettamente allestito, sia a livello di affinità tra artista e DJ (saranno sempre e solo loro due i protagonisti sul palco, senza l’alternarsi di nessun altro, molto vecchio stile) che a livello visivo. La scaletta prevede, ovviamente, pezzi dell’ultimo disco: tutti si sono scatenati sulla base di Andry The Hitmaker della celebre Lamborghini, come erano tantissimi gli smartphone pronti a registrare la Stories di Scarafaggio (il cui video è uscito giusto settimana scorsa), dove è comparso sul palco pure Frank White (fondatore dei già citati Indomabili). Guè è andato a ripescare anche pezzi del suo primo album, risalente ormai a 7 anni fa, non tralasciando nemmeno “Bravo Ragazzo” “Vero” (a proposito, durante il tour promozionale di quell’album ad aprire i suoi concerti c’era Fedez, con Ghali a fargli le doppie… “Erano stati bullizzati parecchio” conferma Guè dal palco!): se con Giù Il Soffitto e Squalo l’effetto è stato quello di caricare la folla, Ultimi Giorni Scappati Di Casa sono stati probabilmente i pezzi più malinconici di tutta la serata.

Guè ha ripercorso una carriera fatta di enormi successi, accontentando sia chi si aspettava i pezzi più ignoranti (un nome su tutti, “Il Ragazzo d’Oro”) sia le ladies che cercavano pezzi più seri (variamo da “Scappati Di Casa”  fino alla più recente “Punto Su Di Te”), confermando il fatto che in anni di successi sia sempre riuscito a stare al passo coi tempi, non snaturandosi. Si è detto anche molto contento dell’esplosione della scena hip-hop italiana nell’ultimo periodo; scena che, a personaggi del suo calibro, deve sicuramente molto, anche in termini di visibilità (basti pensare che in Gentleman troviamo presenti sia Sfera Ebbasta che Tony Effe della DPG, due delle figure che più si sono imposte al grande pubblico ultimamente).

In chiusura , con “Rose Nere” in sottofondo, e dopo un’ora e mezza di concerto, tutto il locale è soddisfatto, divertito (anche stasera, acclamato da gran parte della folla, è apparso sul palco Emi Lo Zio, tuttofare di tutta la crew Dogo ma anche vera spalla comica durante gli intermezzi parlati nei live, sempre a fianco di Pequeno dagli albori della sua carriera) dopo un concerto in cui l’artista non ha praticamente sbagliato nulla né a livello di pezzi né a livello di performance. Un plauso anche a Jay K, uno dei migliori DJ presenti in Italia (per il nativo di Lugano possiamo annoverare nel suo palmares anche tre finali del Red Bull 3Style, contest che vede in competizione i migliori DJ europei).