Siamo qui con Nex Cassel, che ha aperto il 2021 con l’uscita dell’album Vera Pelle, a 4 anni di distanza dall’ultimo progetto ufficiale da solita, Rapper Bianco. Tra le nostre righe approfondiremo la creazione di questo ultimo album, da come sono nati i sound fino agli ospiti, passando attraverso le proprie esperienze personali e opinioni riguardo al mondo.

Il rapper veneto, componente della crew da lui fondata, Adriacosta, non molla la presa. Anzi, inaugura il nuovo anno con queste 13 tracce ricche di punchline e di stile. Ospiti importanti come Izi, Drefgold, Dani Faiv, Nitro e Quentin40 accompagnano le barre di Nex.
L’album è anticipato dai videoclip di Tiro da tre e Ne voglio ancora. Se andrete fino in fondo all’intervista scopriremo insieme anche il terzo video pronto per la release! Mettetevi comodi e gustatevi la lettura, guerrieri!

Ciao Nex, sono Luca de lacasadelrap.com, è un piacere conoscerti! Ti ascolto da quando ero ragazzino. Finestrino basso, Fine settembre, Christian rap e Patrimonio nazionale sono alcune delle mie canzoni preferite. Se dovessi presentarti al pubblico con solo due dei tuoi brani, quali sceglieresti e perché? 

Potrei consigliare un pezzo intimo come Figlio del padre e uno tamarro come Benzinaio, entrambi con il video su YouTube. Due pezzi diversi che danno una visione di me da due angolazioni diverse. In realtà ho prodotto moltissima musica e avrei potuto citarne molti altri.

Con questo nuovo album, tu e St. Luca Spenish vi consacrate come un duo inseparabile. Come e quando è nata questa fortunata collaborazione?

Nel 2013 mi ero stufato di Milano e volevo staccare, quindi sono andato dalla parte opposta, cioè in Sicilia. Tempo prima, ad un concerto di Evidence a Padova avevo conosciuto un ragazzo di Palermo. Grazie al suo aiuto ho trovato una sistemazione in un appartamento piccolissimo, in una zona stupenda, denominata Champagneria. Spenish aveva uno studio molto vicino a Ballarò e ci andavo ogni tanto. Stando sempre in giro ho conosciuto tutta la città in pochissimo tempo!

Io e Spenish ci troviamo molto bene a fare musica assieme. Abbiamo da parte anche molti pezzi pronti che non usciranno mai! Posso dirti che ho dei progetti autoprodotti, con un sound differente. Mi piace pensare che sommando la musica prodotta da me a quella di Spenish riesca a creare il 100% della roba che ho in mente.

Sei un veterano della scena hip-hop italiana. Sei uscito con diversi mixtape e album. Cosa c’è di diverso in Vera Pelle rispetto ai precedenti progetti?

L’attitudine è la mia di sempre, in questo non è cambiato nulla, è la mia musica aggiornata al 2020. Ho solo cercato di essere un po’ più leggero, perché a me piace descrivere le emozioni forti, ma a volte sono stato eccessivamente pesante e personale. A volte sono uscito con dei pezzi che mi piacciono tantissimo, ma che sono difficili da ascoltare in continuazione e anche da portare dal vivo. E per me è importante non risultare troppo negativo nei live, voglio sempre che i concerti siano una festa in cui la gente si diverte. Se avessi più risorse e numeri potrei fare dei grandi live con anche delle parti più intime, ma purtroppo non dispongo di grandi mezzi e devo cercare di far funzionare tutto al meglio così com’è.

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Nex Cassel

Questa è la formula che ho adottato in tutti i miei dischi ufficiali da Come Dio Comanda in poi. Voglio mettere i miei gusti musicali nei miei dischi, sentire i bassoni e le barre, voglio la roba che funzioni live e i pezzi d’atmosfera.

Dall’ascolto mi è sembrato che gli ospiti si siano molto impegnati nella realizzazione dei featuring, cosa che non sempre accade. Essendo tutti rapper della nuova generazione, credo che questa attitudine derivi dal riconoscimento che mostrano verso il tuo rap e la tua credibility. Sei d’accordo?

Izi aveva già in mente il sound e Spenish in studio ha seguito le sue indicazioni, con Nitro abbiamo passato qualche giorno ad ascoltare basi e scrivere barre, mentre con Dani e Drefgold è stato il beat a suggerire il loro nome. Nulla è stato fatto a caso o in maniera forzata. Il pezzo con Quentin40 è nato in maniera assurda e inedita, lavorando anche con il suo producer Dr. Cream.

In brani come Giudice e Giuria e Polizia si coglie una critica al sistema che ci governa. Tu credi nella politica? E pensi che questa situazione di pandemia e restrizioni possa rappresentare un pericolo per i diritti delle persone?

Tutte le situazioni di emergenza sono un pericolo per la libertà degli individui. Le persone che pensano di risolvere situazioni speciali con poteri speciali sono sempre pericolose. In questo caso però non mi sento di affermare che ciò stia accadendo, perché una pandemia mondiale di questa portata, in un mondo globalizzato come il nostro non è mai avvenuta prima d’ora. Anzi mi sembra che la situazione sia ancora molto lontana dall’essere sotto il controllo di qualcuno.

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Nex Cassel, cover di “Vera Pelle”

Casa mia è a Treviso, d’estate sono spesso dai miei che abitano al mare e ho anche un appartamento a Milano in affitto, perché ho bisogno di smog. Io sto bene in tutta Italia, ovunque conosco le persone giuste. Penso che potrei abitare in qualsiasi posto del mondo in cui si possa godere della giusta libertà.

Sei già uscito con i video ufficiali di Ne voglio ancora e Tiro da tre feat. Quentin40. Hai intenzione di regalare ai tuoi fan altri videoclip, nel caso di quali brani?

Il covid ha creato problemi su tutti i fronti, compresa la realizzare dei video, che è stata molto difficoltosa. Abbiamo girato il video di Vita in tuta proprio nella zona di casa dei miei a Caorle e penso che amerò quel video anche se non l’ho ancora visto. Poi magari ne faremo altri… vediamo se i fan fanno i bravi e comprano il disco, altrimenti chiudiamo baracca. Ne approfitto per salutare Tommaso Parise, il videomaker che ha seguito anche il progetto grafico.

Per concludere l’intervista ti faccio un grande in bocca al lupo per l’album e ti pongo un’ultima domanda, che però non riguarda il disco: c’è qualche artista nella scena italiana o internazionale che secondo te merita attenzione? 

Crepi! Nella scena italiana consiglio il collettivo MRGA.