Partiamo da un assunto: questo è il miglior Assassin’s Creed di sempre. Un lavoro a cui Ubisoft Montreal ha lavorato con una cura certosina a un cocktail ideale di quanto di buono visto finora nel franchise.

Il gioco comincia nel mezzo della mischia proprio per abituare il giocatore a ciò che ci ritroveremo di fronte. Vestiremo i panni di un giovane Eivor nel mezzo di banchetti vichinghi con tutti i crismi.

Tutto cambia quando un clan avversario deciderà di razziare il nostro villaggio uccidendo i nostri genitori. Verremo quindi catapultati in avanti del tempo in un momento in cui Eivor deve guidare la sua truppa e quindi inizieremo nella forma di gioco che tutti conosciamo.

La linea narrativa segue lo stesso schema di Odyssey, con varie linee narrative legate ai vari personaggi che poi confluiscono in una principale. Cominceremo naturalmente in Norvegia e quindi avremo modo di prendere confidenza con il gioco, anche razziando villaggi e clan rivali. La linearità diciamo che non è parte di questo titolo anche sono stati fatti passi da gigante rispetto a Odyssey.

Gli eventi sono ben scritti e ben confezionati. Avremo scene di intermezzo ben realizzate e un’impressione generale di trovarci di fronte a una sorta di trama che ricorda un po’ le atmosfere del grande The Witcher 3.

Ritornano le romance e le scelte multiple, con il futuro di alcuni personaggi fortemente determinato dalle nostre conclusioni durante i vari dialoghi o le situazioni a possibilità multipla.

Eivor è un personaggio molto ben carismatico e ben costruito che potremo portare fino alla fine anch’esso cambiando alcuni tratti della sua personalità attraverso le nostre scelte. Torna anche Layla Hassan nella vicenda parallela e saremo in grado di uscire dall’Animus in qualsiasi momento per poter intraprendere tali vicende.

Il protagonista come sempre potrà crescere nelle sue caratteristiche e quindi l’incremento di queste skills porterà a un’ottimo cambio di gameplay. Potremo sbloccare queste abilità grazie alla lettura di alcuni volumi che troveremo nei vari accampamenti e questo vi porterà a poter sperimentare vari stili di gioco.

In questo caso manca la autorigenerazione e quindi saremo obbligati a esplorare l’ambiente circostante in modo da trovare delle erbe curative. Questo ci esporrà a qualche rischio maggiore ma ne giova il grado di sfida generale.

La mappa è costellata di sole tre icone e quindi saremo molto più incentivati a esplorare che in passato. La mappa si espande dall’Inghilterra ai regni nordici e dovremo sempre tenere presente che dovremo espandere il nostro villaggio e farlo anche in Inghilterra una volta arrivati e razziato. Ottima anche la struttura degli assalti.

Il sistema di combattimento dallo stealth che al corpo si guarda al passato. Ci saranno tanti attacchi alle spalle e il mimetismo sociale con cui potremo fare perdere le nostre tracce in mezzo alla folla. Il combattimento melee finalmente ritorna violento e appagante, con l’uso indipendente delle mani per combo veramente spettacolari. Potremo anche potenziare le armi con delle rune che potremo applicare e quindi far potenziare. In tutto questo le animazioni delle coreografie di combattimento sono veramente spettacolari.

Ubisoft ha imparato dagli errori dei precedenti capitoli della trilogia Origins e Odyssey e ha realizzato un titolo veramente pregevole.

Voto: 9

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