L’Elfo, al secolo Rosario Luca Trischitta, è un rapper catanese con gavetta più che decennale. Avvicinatosi al mondo dell’Hip Hop con il writing, è grazie al freestyle che inizia a farsi conoscere nel circuito underground vincendo moltissime competizioni a livello regionale e partecipando alla terza edizione del programma televisivo MTV Spit! Dopo tre album con il beatmaker Punch, pubblicati sotto il nome Double Damage, e due album solisti, ecco che l’11 settembre 2020 pubblica Vangelo II Luka, il suo primo album per Polydor / Universal Music. Il progetto discografico è stato interamente prodotto da Funkyman ed è ricco di collaborazioni al microfono: troviamo infatti Ensi, Clementino, Vacca, Nerone, Cromo e le due giovani cantautrici Ludovica Caniglia e Niah Steiner.
Andiamo ad analizzare l’album nel dettaglio.

Testi

Le sedici canzoni che compongono l’album, sin dal primo ascolto, presentano una chiara dicotomia sia nelle tematiche che nell’approccio al rap. Infatti, se da una parte L’Elfo dà voce alla sua parte più riflessiva e intima evocando i suoi demoni, dall’altra parte si evince il suo lato più battagliero forgiato dalle centinaia di battle di freestyle che hanno caratterizzato la sua carriera degli inizi. Sono i due lati della stessa medaglia. Il punto focale del progetto è Catania. Tutto parte dalle sue vie e dalla sua gente: Luca è il prodotto dell’ambiente che lo circonda. È da quelle piazze, tra carne di cavallo e fiumi di birre, che parte L’Elfo, per arrivare all’autoanalisi e al sapersi raccontare incarnando pienamente lo spirito della città, tra difficoltà ed ambizioni, elevandosi a portavoce di un’intera generazione.

Strumentali

Il progetto, così come il precedente Gipsy Prince, è stato interamente prodotto da Funkyman. Il sodalizio tra i due artisti catanesi si fa sempre più solido e complice. Funkyman risulta sempre fresco e attuale, creando una perfetta atmosfera per le liriche del rapper. Tenete d’occhio questo beatmaker perché son sicuro che farà strada all’interno del rap game nostrano.

Stile

Vangelo II Luka è la consacrazione a livello nazionale de L’Elfo, che per anni si è sbattuto nella sua città e per l’intera Sicilia affermandosi a suon di punchline e di palchi infuocati. Affermarsi in Sicilia – e soprattutto a Catania – non è per nulla facile, ma Luca ha saputo dimostrare che talento, dedizione e lavoro sodo ripagano sempre. Il maggior plauso che va fatto a L’Elfo è quello di non essersi snaturato puntando ai vertici del rap italiano, ma che – anzi – riesce a distinguersi da tutti gli altri artisti perché è sempre rimasto se stesso. Dicevo, appunto, che non esiste alcun snaturamento rispetto alla sua precedente discografia, ma soltanto un’evoluzione a livello di metriche e flow, in cui ha sperimentato un po’ riuscendo ad essere convincente. Troviamo dei ritornelli cantati (Cromo, Ludovica Caniglia e Niah Steiner) che rendono i singoli perfetti per dei passaggi in radio, ma allo stesso tempo troviamo la titletrack che non presenta alcun ritornello. Ecco che ritorna quella dicotomia di cui parlavo all’inizio: L’Elfo è l’altra faccia della medaglia di Luca. Sono equivalenti e intercambiabili, perché sostanzialmente non esiste alcun personaggio dietro la persona.