Com’è stato questo 2020 discografico? Quali sono stati i migliori dischi italiani che ci ricorderemo anche a fine anno? A dicembre avremo una conferma delle scelte attuali o una smentita su tutta la linea? Stilare classifiche è sempre complicato, a maggior ragione se, come adesso, sono parziali, riferite solo ai primi 6 mesi del 2020. Un anno, quello attuale, sicuramente condizionato dalla pandemia che ha colpito il mondo, e che ha ridefinito molte uscite che avrebbero dovuto inondare il mercato nei mesi scorsi. Abbiamo vissuto anche giorni bui in cui ascoltare un nuovo disco non era assolutamente una priorità, ed il venerdì era diventato un giorno come un altro…

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Poco fuori dalla Top6, i genovesi si sono consolati in riva al mare…

Adesso che tutto sta tornando alla normalità, noi de lacasadelrap.com abbiamo voluto confrontarci e tirare le somme di questa prima metà 2020. Proseguendo troverete la nostra Top6 del primo semestre, in rigoroso ordine alfabetico, in base alle preferenze dei nostri redattori. Menzione d’onore per i genovesi Bresh e Tedua, che coi loro rispettivi progetti Che io ci aiuti e Vita Vera Mixtape sono arrivati a ridosso dei primi classificati.

Claver Gold & Murubutu – Infernvm

Solo due penne del calibro di Claver Gold e del professor Murubutu avrebbero potuto cimentarsi con un’opera mastodontica ed imponente come L’inferno dantesco, ma il risultato è stato a dir poco clamoroso. Dalla cantica di Paolo e Francesca sino al traghettatore Caronte, paragonato alla piaga dell’eroina che tante anime ha portato via da questo mondo, il disco è un susseguirsi di momenti liricamente eccellenti. Infernvm si pone come un unicum nel panorama musicale italico, una vera e propria mosca bianca che siamo sicuri non verrà mai replicata da nessuno, per la difficoltà dell’opera da cui prende spunto e la bravura dei due artisti nel risultato finale.

Ernia – Gemelli

Altro artista che aspettavamo molto in questo 2020 era Ernia. Gemelli è l’ultima fatica discografica del rapper milanese, un progetto che si fonda, come intuirete dal titolo, sul dualismo tra luce ed ombra, tra bene e male, tra la parte introspettiva e quella cazzara. Si è tanto chiacchierato di Puro Sinaloa, un omaggio ai Dogo ed a quella scuola di inizio anni ’00 che ha cresciuto i vari Lazza, Rkomi e Tedua (tutti presenti all’interno della traccia), ma c’è molto di più. Superclassico è già una conclamata hit, Cigni e Bugie ci dimostrano ancora come Ernia abbia una capacità di scrittura tra le più alte nel panorama italiano.

Gianni Bismark – Nati Diversi

Un disco che sarebbe potuto passare in sordina vista la data di uscita (pubblicato il 27 marzo, in pieno lockdown) ma che invece ha avuto molti apprezzamenti è quello di Gianni Bismark. Nati diversi è un ulteriore upgrade rispetto al precedente Re senza corona: Gianni sperimenta maggiormente sia con l’utilizzo della voce che diverse sonorità. Ciò che non cambia è l’attaccamento alla sua Roma, che troviamo in molti brani, ed i compagni di viaggio che ritroviamo in questo album, come Franco126 e G Ferrari (tra gli altri) ai beats. Se ve lo siete perso, recuperatelo immediatamente, perché Gianni merita almeno un ascolto, non ve ne pentirete!

Guè Pequeno – Mr. Fini

IL disco più chiacchierato di questo 2020 ha visto la luce un mese fa: Mr. Fini non ha tradito le attese, anzi ha confermato che Guè Pequeno, dopo il mezzo passo falso di Sinatra è in piena forma. Un disco con tanti parallelismi cinematografici (uno su tutti, quello con The Irishman di Martin Scorsese, anche per la lunghezza del disco), con citazioni al mondo della malavita ma anche episodi più intimi e di vita vissuta. Anche qui abbiamo pezzi che accontentano tutta la fanbase dell’artista milanese (il singolo Saigon è una ballad che è in vetta alle charts da settimane), ma tenendo sempre il rap come comune denominatore.

Jack The Smoker – Ho Fatto Tardi

Il ritorno di Jack era atteso da parecchio tempo e non ha di certo tradito le attese. Il disco più votato dalla nostra redazione (ben 10 preferenze collettive) ci consegna un Fumatore tirato a lucido, che al centro del suo progetto ha posto ciò che sa far meglio: le punchlines. Dopo aver ben impressionato all’interno del MM4, Ho fatto tardi alterna bene momenti più intimi (Foto, Una come te) a veri e propri banger, come Mister o No McDonald’s, tutto ben miscelato. Un disco che non annoia mai e con tante barre che rimangono in testa immediatamente. La mia preferita? “Troppi galli nel pollaio fanno “chicchirichi”, fenomeni nel circondario fanno i finti ricchi, meglio che ficchi, la tua donna chiusa in casa mesi, invece di restare in casa lesi a fare i Casalesi”.

Nitro – GarbAge

Uno dei dischi più colpiti dalla situazione creatasi a causa della pandemia in questo strano 2020, pubblicato esattamente il 6 marzo, è stato proprio GarbAge di Nitro. Un album che non ha avuto la giusta cassa di risonanza, passato quasi in sordina (chi vi scrive lo ha recuperato solo a fine maggio), ma uno dei più vari e completi dell’artista vicentino. L’essersi affidato a Stabber per la produzione artistica gli ha sicuramente dato una marcia in più, le strumentali sono varie e strizzano l’occhio a molti sottogeneri (dal rock di AVVOLTOI al latin di GOSTOSO, sino al rap più puro di MURDAMURDAMURDA). Per la parte testuale, invece, Nitro resta una mosca rara in Italia, capace com’è di colpire duro con le barre ma anche di trasmetterti qualcosa di personale.