Kanye West è il protagonista di questo primo capitolo del viaggio alla scoperta delle perle nascoste dei nostri artisti preferiti.

Introduzione: Il Leak.

Che siate fan accaniti o ascoltatori casuali, avrete sicuramente letto o sentito della parola “leak”. Il termine sta ad indicare un buco, una fessura da cui avviene una perdita indesiderata. Logicamente nella gran parte dei casi è visto come un evento negativo, qualche volta persino catastrofico.

Quando l’internet iniziava a farsi strada prepotentemente nelle case di chi poteva permetterselo, l’industria musicale ne ha subito sentito gli effetti. Prima ancora dell’inevitabile transizione tra fisico e digitale e quindi del virus della pirateria che ad inizi 2000 ha messo in ginocchio il mercato, il leak era già realtà.

Un esempio è quello di Nas: dopo il successo commerciale del suo secondo album It Was Written, Escobar vide ben 13 tracce del suo disco successivo rubate e messe sul web. Erano i primi giorni del febbraio 1999, e I Am… aveva una release fissata per il 30 del mese seguente.

Fu un evento che la Columbia Records non prese alla leggera, spingendo l’artista a ridimensionare il doppio CD progettato dal rapper del Queens. I leak (tra l’altro tracce validissime) furono successivamente riutilizzati da Nas nei successivi Nastradamus e The Lost Tapes.

Questo danneggiò la qualità della musica del leggendario artista, costringendolo a donare ai suoi fan due dischi che non riuscirono a dimostrare la coesione e la visione dei precedenti.

È solo un esempio del potere negativo del leak, la sua efficacia da decadi è indubbiamente collegata alla fame dei fan. La gente vuole sempre di più e quando un artista pone determinate distanze tra una release e l’altra, il pericolo è ancora più grande.

Oggi esistono vari metodi per arginare il problema, oltre alla vecchia maniera ovvero trovarsi dei buoni avvocati e andare a caccia del colpevole, alcuni artisti sfruttano l’immediatezza della distribuzione digitale per usare quegli stessi brani trafugati e rilasciarli ufficialmente, esattamente come Drake ha fatto con la sua ultima release.

Ma non è tutto fuoco che brucia, nel corso della storia diversi brani rubati hanno contribuito a creare un hype spropositato per il progetto dell’artista-vittima. Una sorta di pubblicità virale ancora più efficace dei singoli ufficiali. Quello che andremo ad analizzare in questa rubrica, sono le canzoni mai rilasciate ufficialmente e che nonostante ciò rappresentano alcuni dei momenti migliori della loro discografia. Canzoni dimenticate da molti ma che ancora oggi evidenziano chiaramente il periodo in cui sono state registrate e in che modo hanno aiutato ad identificare in quale strada si stava dirigendo l’autore.

Kanye West.

Il primo che andremo a trattare è Mr. West. Seppure oggi Kanye West abbia un gravissimo problema con i leak (ogni demo di ogni suo progetto vede la luce sul web prima o poi) in passato uno in particolare lo aiutò a catapultare il suo primo album sulle vette in cui lo vediamo oggi.

Il piano originale del 2003 vedeva il mentore Jay-Z lasciare le scene con il suo grande The Black Album mentre un nuovo aspirante rapper ci entrava prepotentemente. The College Dropout era considerato completo, Through The Wire era il tassello mancante e l’incidente di Kanye stava già diventando un brutto ricordo.

Il disco finì nella sua interezza su internet. Anni e anni di lavoro  buttati nel caos di un web ancora acerbo ma non per questo non affamato.

Kanye non si lasciò prendere dalla sfortuna, anzi ne trasse il meglio. Mentre leggeva le positive reazioni del pubblico sul internet, Kanye tornò in studio, decidendo di dare nuova linfa vitale al suo bambino nato morto.

Sono molte le differenze tra la tracklist della versione originale di The College Dropout e quella che abbiamo avuto il 10 Febbraio 2004. Le tracce fondamentali sono state ovviamente reinserite, spesso remixate e perfezionate ulteriormente altre non hanno più visto una release ufficiale. La storyline perseguita negli storici skits fu approfondita e da un ottimo disco trafugato, il disco di debutto di Mr. West si trasformò in un classico.

My Way, ODB e il primo assaggio del futuro.

My Way: Kanye West nella sua forma lirica più rappresentativa. Una traccia posizionata dopo Slow Jam nella prima versione del suo disco di debutto.

Scegliendo di campionare la cover di My Way di Irene Reid, Kanye esprimeva se stesso ancora prima di toccare il microfono. Una versione black della celebra canzone di Frank Sinatra era il tappeto ideale per Mr. West, un occasione d’oro per anticipare al mondo che da quel momento in avanti si faceva a “modo suo”.

Tutto ciò che rendeva il sound di Kanye speciale è contenuto in questo brano, dal beat al flow semplice ma che esprimeva l’onestà e la volontà di qualcuno che aveva passato la vita dietro le quinte ed era pronto a prendersi il palco.

“I took the road less traveled, the unbeaten path, i’ve been beaten but never broken through the darkest past”

Seppur la canzone dopo il tremendo leak non abbia visto nessuna release ufficiale, Kanye la incluse in una compilation di suoi lavori sotto forma di mixtape nei mesi precedenti alla release finale di The College Dropout.

Se My Way rappresentava il lato più soul di Kanye, Keep The Receipt era la sua nemesi, il lato B, quello più aggressivo e diretto. Sorretta da un iconico ritornello di Ol’ Dirty Bastard, la traccia fu una delle ultime registrazioni di ODB prima della sua scomparsa nel 2004.

Non è ancora chiaro del perché West non abbia deciso di includerla nel disco ufficiale, nonostante tutto rimane ancora oggi tra le fan-favorite.

“It got you souped up like the cars on the fast & furious, here go a new movie for you critics called “who’s laughing?” the first producer that rap better than the rappers”

Oltre al nostalgico riferimento al primo FAF, alcune di queste bars definiscono la confidence che ha portato Ye nei maggiori esponenti del genere, la stessa confidence che regnava in quel magico outro che era Last Call.

ODB in persona gridava:

“He’s killing y’all n*ggas on the beats, he’s killing y’all n*ggas on the tracks”

E quando hai un veterano di questa portata dalla tua parte, la strada nonostante la lunghezza, è sbarrata.

L’originale grand finale di The College Dropout è qualcosa che abbiamo sentito, in una forma più soul e in linea con i tempi in un disco completamente diverso.

Home insieme a un giovanissimo John Legend chiudeva originariamente il primo album di Kanye West. Sostituita successivamente da Last Call, grandissima parte del verso di Ye fu riutilizzato ben due album dopo, in Graduation.

Homecoming insieme a Chris Martin era una canzone completamente diversa da Home, eppure ne condivideva una buona parte delle rime.

Non è un episodio isolato, il genio dietro Kanye ha più volte fatto si che il rapper trovasse nuove strade per le sue idee al costo di conservarle per anni aspettando il momento giusto per fare la mossa adatta.

My Beautiful Dark Twisted Leak.

Quando nel 2007 l’egemonia di Kanye si consacrò definitivamente, l’artista subì un duro colpo.

La scomparsa di sua madre scaturì in Kanye una nuova linfa creativa che fino a quel momento era dormiente. 808s & Heartbreak è stato registrato in soli due mesi con un’impulsività e immediatezza che rappresenterà lo standard anche per le release successive.

Questo fece tornare l’incubo del leak, per tutto il 2008 diversi brani furono rubati, incompleti e nella loro forma più grezza. Nonostante tutto il prodotto finale non ne uscì modificato e per Kanye e tutti i suoi fans si aprì una nuova era. La crisi e l’evoluzione dietro l’artista vede il 2010 l’anno del rinascimento, dopo un 2009 fatto di alcool e registrazioni (Kanye chiuse un certo The Blueprint 3 di Jay-Z e Man On The Moon di Kid Cudi) e di un incidente quello del VMA 09, Ye era pronto a riprendersi tutto.

Dopo aver attaccato l’eroina d’America Taylor Swift, Kanye fu letteralmente perseguitato dai media. My Beautiful Dark Twisted Fantasy non è solo un capolavoro, è l’homecoming di cui si parlava prima solo che adesso il budget è spropositatamente più grande.

Ye lasciò gli States e girò il mondo da Roma, Praga fino a Tokyo prima di tornare alle sue amate Hawaii per concludere le registrazioni del nuovo album. In quei mesi, fans e media erano dannatamente desiderosi non solo di scoprire in quale state of mind l’artista più discusso del momento si trovasse ma che sound avrebbe adottato dopo il controverso 808s.

Power, All Of The Lights e Lost In The World toccarono il web così presto, che per la prima volta l’entourage di Kanye fece partire una caccia all’uomo devastante. La risposta a tali domande era già tra noi, almeno da un anno.

Never See Me Again arrivò qualche mese dopo l’incidente dei VMA, un brano con un beat che faceva diversi passi indietro dalle pesanti drums e i sognanti synths di 808s ma che presentava un Kanye ancora una volta, rinnovato.

Il vocoder utilizzato anticipava quello che abbiamo imparato ad amare in Gorgeous o Runaway mentre il testo contribuì a rendere il brano una specie di leggenda nel web.

“It’ll be a long time, before you ever see me again”

La spensieratezza della melodia ma la drammaticità delle parole pongono questo leak tra le migliori rappresentazioni di un periodo difficile ma fondamentale per Kanye West.

Prima di MBDTF, c’era Good Ass Job e subito dopo Donda’s Boy.

Il progetto era di presentare dieci brani dalla durata di dieci minuti ciascuno e considerando che molti di questi furono ridimensionati e adattati per il prodotto finale (Runaway) è probabile che NSMA facesse parte di quel progetto iniziale.

Cinque versi per otto minuti di musica in cui Ye sfoga le sue frustrazioni in uno stato evidentemente alterato. Alcune parole non sono chiare, altre cristalline e taglienti, il brano suona come una dramatica lettera d’addio.

I pensieri suicida sono tra i temi più taglienti di MBDTF, siamo sicuri che se questa Never See Me Again avesse fatto parte di quel disco, ne avrebbe rappresentato la parte Dark.

Era un tunnel oscuro quello in cui Ye si trovava che lo spinse a riprendere le sue radici puramente hip-hop non abbandonando però i nuovi metodi con cui faceva musica.

Il motore dietro tutto era sicuramente sua madre che anche da un altro posto rappresentava una delle sue ispirazioni più grandi.

Hey Mama, forever.

Un interessantissimo brano, tagliato all’ultimo momento dalla tracklist di MBDTF era Mama’s Boyfriend.

Ci sono diverse storie che girano intorno alla registrazione di questa traccia. Si dice addirittura ne esista una versione prodotta da Soulja Boy.

Una cosa è certa, era una delle canzoni bandiera del nuovo disco di Kanye. Quando precedentemente al progetto Ye la rappò a cappella per i dipendenti di Facebook fino alla performance con John Legend live, tutto lasciava presagire una release ufficiale che non abbiamo mai avuto.

La versione che finì sul web è solo una delle tante esistenti, considerando l’importanza dietro le parole di Kanye è davvero un peccato che sia rimasta nel vault.

“We all the voices of our parents bad choices, the aftermath of divorces, the kids of bitter split-ups”

Nel 2015 Q-Tip (uno dei protagonisti delle sessions per MBDTF) riaccese le fantasie di milioni di fans quando fece ascoltare una versione quasi completa del brano in questione.

Dal 2003 al 2010, la relazione tra web e Kanye West ha visto alti e bassi, non solo notizie e gossip ma anche musica, snippet su Twitter e leaks.

Un artista come West non riesce a limitarsi nei confini di una release classica (sappiamo come è andata a finire…) ed è anche per questo che molti suoi pensieri e idee hanno visto la luce unicamente sottoforma di diamanti grezzi nascosti.

In futuro ritorneremo a parlare di Kanye e dei leak che fino a questo momento anticipano le uscite ufficiali. Tra album cancellati (Yeezus, 2, So Help Me God etc…) c’è ancora tanto da coprire.

Alla prossima con The Lost Music.

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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