Testo di Ti Ricordi di Guè Pequeno.

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Non sono rilassato, passando dal metal detector
In petto lo sbirro vede il mio cuore, si?è?spezzato
E in testa?frasi che io, sai, non ho?mai pronunciato
Interesso a tipe a cui io non sono proprio?interessato
Manco?un?amico disinteressato
La vendetta?di un Guercio?non così gustosa
Ora ho solo una bitch esosa ed un’auto costosa
Oggi puoi fare finta di essere qualcuno
La tipa decifra i miei tattoo in stanza a Honolulu
Che fredda era Milano di gennaio a sedici anni
Quattro giorni, stessa felpa Tommy, nessuno pensava al roaming
Di legale c’era solo l’ora ed ammiravo chi faceva il nogra
Anche vendendo droga
Sbuffando narghilè, stanotte mi ha svelato che
Per ritrovare me devo perdere te
Ma te che dici che mi meriti, io sono troppo vero
Ti confesso di sudori freddi e tremiti
Ma l’ho sempre rifatto, non ho mai imparato la lezione
Questo successo è una persecuzione
È solo l’intro di un’introspezione
Mentre lei spreme un’arancia ed il mio conto in banca
Brother, giuro

Mi ricordo
Nel dubbio chiamai tutte “amore”
È un po’ piacevole il dolore
Ma forse ero felice
Adesso tiro lo schienale indietro, fumo
E mi ricordo
Di chi vorrei ancora con me
Un brindisi per chi non c’è
Quest’anima che scuoto
Scende un po’ di vuoto e di odio
Ma senza rancore, e mi ricordo

Realizzi che non ti sei realizzato e che sei grande
È meglio farsi o a farsi delle domande?
Mi hai chiesto se ti amavo, io ho glissato
Ho preso, speso, colpi
Soldi più di quelli, frate che ho incassato
Ero sballato ad Amsterdam, quasi cadevo nei canali
Vestito Karl Kani, mentre i Pitbull legati
E la panchina, fra la sradicavano
E i graffiti giù in banchina raccontavano la city
Ai tempi in cui mio padre mi inseguiva in corridoio
Alla fine mi beccava e mi mandava KO
A pensarci poi non era questo esempio di virtù
Ma non posso giudicarlo io, solo Gesù
Chissà perché ho scelto un destino
In equilibrio sopra un filo
Mi sento come dalla psico’ sul lettino
Io volevo un bottino, dirty come Bettino
Mamma vorrei darti un bel finale alternativo
Davvero, vorrei darti il mondo
Per rubarti queste perle, sai, ho toccato il fondo
Non dell’oceano, ma di un basso fondo
Sì, è pur sempre un fondo
E mi ricordo di ciascun tramonto
E di mille euro sul conto

Mi ricordo
Nel dubbio chiamai tutte “amore”
È un po’ piacevole il dolore
Ma forse ero felice
Adesso tiro lo schienale indietro, fumo
E mi ricordo
Di chi vorrei ancora con me
Un brindisi per chi non c’è
Quest’anima che scuoto
Scende un po’ di vuoto e di odio
Ma senza rancore, e mi ricordo

Siamo vivi ancora un’altra sera
Raccontiamo a chi non c’era
Grazie a chi, lo sa, lo sa
Grazie a chi

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