Presente e passato in un’interessante telefonata con R.A. The Rugged Man, fuori con l’album All My Heroes Are Dead.

Qualche settimana fa, nel pieno di questa noiosissima quarantena, siamo stati contattati dall’ufficio stampa di un certo Richard Andrew Thornburn, in arte R.A. the Rugged Man, che ci ha proposto un’intervista telefonica oltreoceano. Ebbene sì, avete capito bene. E tutto questo perché lo scorso 17 di aprile è uscito il suo nuovo album, All My Heroes Are Dead, di cui abbiamo parlato, insieme a tante altre cose, proprio con the Rugged Man in persona.

Piccola premessa prima di iniziare: R.A. The Rugged Man è una delle figure più affascinanti nella storia dell’Hip Hop, e non essendo purtroppo un nome proprio sulla bocca di tutti, è bene fare qualche piccolo passo indietro. La sua carriera parte agli inizi del 1990 e lo ha visto passare da grande promessa ad emarginato, da figura di spicco nell’underground fino allo status odierno, ovvero quello di una leggenda ancora viva e vegeta e non di sicuro pronta a deporre le armi. Nel corso degli anni ha collaborato con una miriade di artisti tra cui annoveriamo The Notororious B.I.G., la Wu Tang Clan, Tech N9ne, Rakim, Mobb Deep, Talib Kweli, Kool G Rap, Public Enemy e molti altri. E mentre in tanti hanno faticato a rinnovarsi nel corso degli anni, The Rugged Man è uno dei pochi MC che è diventato sempre più rilevante nel corso degli anni, alzando l’asticella ad ogni album.

Nato a Suffolk County, New York, viene cresciuto dal padre, veterano del Vietnam la cui esposizione al celebre “Agent Orange” provoca gravi disabilità sia al fratello che alla sorella che purtroppo morirono piuttosto giovani. Nel 1992 si era già guadagnato una reputazione tale da scatenare una vera e propria guerra fra etichette e, alla fine, sceglie di firmare con Jive Records. Purtroppo, però, a causa di una serie di divergenze con l’etichetta stessa, il suo primo album venne rilasciato solo anni dopo da R.A. stesso sotto un altro alter-ego. Prima di arrivare al suo debutto ufficiale avvenuto più di un decennio dopo la prima firma, contribuisce prima alle compilation della celebre Rawkus Records, e poi guadagna il suo primo disco d’oro contribuendo all’album WWE Aggression con il brano d’ingresso per Chris Jerico.

Siamo nel 2004 e finalmente esce Die, Rugged Man, Die insieme alla sua personale compilation Legendary Classics. In particolare, quest’ultima include il featuring Uncommon Valor: a Vietnam Storycon i Jedi Mind Tricks, dove The Rugged Man ci offre quelle che è considerato uno delle migliori strofe nella storia del Rap. Seguiranno altre compilation e mixtape fino ad arrivare al 2013, quando viene alla luce il suo secondo album ufficiale Legends Never Die che debutta al primo posto della classifica Billboard dedicata agli emergenti e che rafforza definitivamente la sua figura di icona dell’Hip Hop indipendente.

Se dunque Legends Never Die era stato concepito come un tributo al padre morto, All My Heroes Are Dead esce proprio ora che R.A. è a sua volta padre di due bambini. Ritenuto da lui stesso il suo lavoro migliore finora, trova il suo messaggio principale nel titolo stesso senza però limitarne la varietà delle espressioni e dando comunque spazio ad una varietà di argomenti e tematiche. Anche in questo caso gli ospiti sono tanti e soprattutto di valore eccelso: Chuck D dei Public Enemy, Slug degli Atmosphere, Ghostface Killah, Immortal Technique, Vinnie Paz, Ice-T, M.O.P., Kool G Rap, Dj Jazzy Jeff, gli Onyx, Brand Nubian, Inspectah Deck, Masta Killa, A-F-R-O e altri.

Ne abbiamo parlato in maniera approfondita con lo stesso MC, partendo però dalla dura attualità:

Hi Richard, let’s start with some predictable questions. How you doing and how are you dealing with this in-famous Coronavirus these days?

Ciao Richard, iniziamo con delle domande scontate. Come va? Come stai vivendo questo periodo segnato dall’ormai tristemente noto Coronavirus?

«I can say luckily it hasn’t hit my family so close. I’m always touring all over the world, all the time, and this is the most time I got with my babies since months. Making memories like I’m teaching them, I’m hanging out with them, I’m laughing with them, I’m playing and disciplining them so yes, it’s been the very first time I had a long time to just not do anything. I’m always working, touring, recording, making videos, but right now I’m able to just take my time while the whole world is shut down and be with my children. And it’s been a nice time for me, obviously not the coronavirus but the time I’m spending with my children. I’m loosing all my money like everybody else in the world and I can’t do shit. I’m releasing the biggest album of my life and I can’t do shows. Right now I’m doing the best I could and that’s a lot better than most people out there, I think.»

«Posso dirti che fortunatamente non ha colpito da vicino la mia famiglia. Sono sempre in stato molto tempo in tour per tutto il mondo ed era da tanto che non passavo così tanto tempo con i miei bambini. Mi sto prendendo cura di loro, li porto fuori, gli insegno cose, rido e gioco insieme a loro riuscendo anche ad insegnarli qualche cosa. È la prima vera volta che non ho davvero nulla da fare e sto approfittando di questa pausa globale per stare con i miei figli. Sono lo stesso bei momenti anche se sto ovviamente perdendo un mucchio di soldi senza poter fare nulla. Sto facendo uscire il miglior album della mia vita e non posso portarlo in tour, per cui sto cercando solo di fare il meglio che posso, meglio di tante persone là fuori penso.»

Moving on to the music, since the drop of  “Legends Never Die” in 2013, a lot of things have changed in Rap music. Now you say that “All Your Heroes Are Dead” even if on this new record there’s still plenty of legendary guests. What changed in your mind from that period to this date and who are those “dead heroes”?

Passando alla musica, da quando è uscito Legends Never Die nel 2013 sono cambiate molte cose nel Rap. Ora infatti dici chiaramente che tutti i tuoi eroi sono morti, anche se nel disco sono comunque presenti molti ospiti leggendari. Cosa è cambiato in questi sette anni e chi sono dunque questi “dead heroes”?

«Well, on the last album I was coming back from some some bad places in my mind and so Legends Never Die was like an uplifting concept, and plus it’s hard to stay in the same mindstate forever I guess. Then, a few years go by and you watch Guru pass away, Sean Price pass away, and every day you go on the internet another hero’s dead, another legend’s dead…It was just a mind state I was in, the past is the past and that’s gone but all of my heroes are from the past.»

«Durante la creazione dell’ultimo album ero in uno stato mentale molto cupo per cui Legends Never Die è stato un modo, un concetto, inteso anche per spronarmi ad andare avanti. Inoltre penso che per tutti sia difficile restare della stessa idea per tanto tempo, figuriamoci per sempre. Poi però passano gli anni e se ne va Guru, qualche anno e anche Sean Price lo raggiunge. Ti basta andare su internet per vedere come tanti eroi, tante leggende del Rap siano venute a mancare nel corso del tempo. Legends Never Die ha rappresentato uno stato mentale temporaneo, il passato è il passato e non si può riportare indietro. Purtroppo però, tutti i miei eroi vengono da quel passato.»

Historically you’ve always been considered one of the best wordplayers on the beat, and this album is yet another proof of that. In a world now full of autotune and mumble rappers, are there any young artists you appreciate and would like to recommend?

Storicamente sei sempre stato considerato uno dei migliori talenti nell’articolare i tuoi versi sul beat, e questo album ne è l’ennesima prova. In un mondo ormai pieno di autotune e di mumble rappers, ci sono dei giovani artisti che apprezzi e consiglieresti?

«There’s hundreds of ‘em. I tried to work with them too and promote them. A-F-R-O is one of them and is on the album. Another young gun on the album too is Chris Rivers. However, now you go on the internet and right now you could just see all these young hungry kids and a lot of them are terrible! But if you get past those terrible guys you’ll find a lot of really good stuff and all these other kids are problems! You put them on stage and they’re going to destroy the stage! There’s plenty of bar killers out here and you just have to look for them rather than crying out they don’t make Rap like I like!»

«È pieno di rapper forti. Ho cercato di lavorarci e di sponsorizzarli e A-F-R-O è uno di loro. Sia lui che un altro rapper valido, Chris Rivers, sono nell’album infatti. Comunque, ora ti basta andare su internet per trovare tanti ragazzini affamati e molti di loro sono letteralmente terribili! Ma se riesci ad andare oltre, potrai trovare un sacco di ottima musica e di ottimo Rap e questi altri ragazzini sì che sono un problema! Mettili su un palco e osserva come lo buttano giù! Ce ne sono tantissimi di “bar killers” là fuori, devi solo cercarli e non lamentarti che in tanti non fanno il Rap come piace a te!»

You wrote for important editorials such as Complex and Fader, and you have also participated in the production and writing of films. Over the time, have these different worlds influenced the way your write down a text, perhaps making you more critical than you were in the past?

Hai scritto per redazioni importanti come Complex e Fader e hai anche partecipato alla produzione e alla scrittura di film. Questi diversi mondi hanno nel tempo influito sul tuo modo di scrivere un testo, magari rendendoti più critico di quanto non fossi in passato?

«I haven’t written for magazines in a lot of years. I used to be a journalist and my expertise is Hip Hop, Boxing and Films. Super nerd on all 3 of his subjects and I know all of that stuff. Journalism it’s time consuming, you wanna make sure everything’s right so, do I have time to be a journalist, a touring artist, a dad and an MC? Of course not. And plus I was doing journalism when internet was not so huge, when people were still reading big magazines and it was a good publicity for me at the time. Now instead, I do the journalism in my music. If I see something, I talk about it. Of course when you’re a musician, a lyricist or a beatmaker, everything kinda influences what you do. So if you’re doing journalism and you studying certain things, when you pick up a pen to write a verse it’s just like if you was writing a movie. All the thing you’ve seen and studied in life, those are what’s going into the movie. Of course everything you do have some kind of inspiration on your real work.»

«Non scrivo un articolo da anni però sì, lo sono stato. Ero specializzato in Hip Hop, boxe e film e sapevo tutto di questi tre campi. Purtroppo però il giornalismo richiede molto tempo. È oggettivamente impossibile per me essere al tempo stesso un giornalista, un MC, un performer live e anche un padre. Ho fatto il giornalista quando internet non era ancora quello che è oggi, quando le persone ancora leggevano i magazine e questo mi ha fatto un ottima pubblicità al tempo. Ora faccio giornalismo con la musica. Vedo una cosa e la metto in rima. Ovviamente, che tu sia un liricista, un produttore o in generale un musicista, qualsiasi cosa tu faccia ti influenza. Se sei un giornalista e ti stai occupando di certe cose, quando prendi in mano la tua penna ti sembrerà come se stessi scrivendo un film. E tutte le cose che hai visto e studiato nella tua vita andranno a far parte di quel film. Tutto quello che fai ha una qualche influenza sul prodotto artistico.»

When I first heard “Contra-Dictionary” I immediately thought of Big L’s “Ebonics” with the difference that on this track, instead of explaining the street slang, you try to show the hidden side of many common words and definitions. Great job!

Quando ho sentito per la prima volta “Contra-Dictionary” ho subito pensato ad “Ebonics” di Big L, con una piccola ma sostanziale differenza. Nel tuo caso infatti, invece che spiegare lo slang di strada, cerchi di mostrare il lato nascosto di molte parole e definizioni di uso comune. Grande idea!

«Well you know, it’s funny you brought Contra-Dictionary out of all the songs. The thing about that which is cool, is that it’s not a single and at first everyone didn’t feel like it was a special record, but then you make me surprise because like I said before, nobody brought that one up. Big L’s an Harlem legend though and I never thought about it like that, but if you felt that way it’s not a bad guy to be your compared to. If you was telling me it reminded you of a whack record I would have been like “c’mooon!”. But one of Big L’s classic records yeah, I’m sure I’ll take that!»

«Mi sorprende che tra tutte le canzoni tu mi stia parlando proprio di Contra Dictionary. E la cosa bella è che non è un singolo ma non solo. Inizialmente nessuno pensava fosse un pezzo speciale e ora sono sorpreso perché come ho già detto, sei il primo che ne parla. Big L è la leggenda di Harlem. Non avevo mai pensato a questo paragone ma se l’hai intesa così diciamo che non è un cattivo esempio a cui essere paragonati. Se mi avessi detto che ti ricordava un pezzo fiacco di sicuro non l’avrei presa bene, ma se parliamo di un classico della discografia di L, lo prendo per un complimento!»

In Gotta Be Dope you rap along with A-F-R-O over a Dj Jazzy Jeff beat. Basically this means we have three different generations of Rap in the same track, from the very first golden era to our times. How came the idea of smashing down the walls?

Nella traccia Gotta Be Dope duetti con A-F-R-O, classe ’97, su un beat del grande Dj Jazzy Jeff, leggenda della prima golden era del Rap. Praticamente rappresentate tre diverse generazioni nello stesso brano. Come è stata concepita questa idea di abbattere le barriere tra epoche così distanti tra loro?

«Well, I wanted to have Jazzy Jeff scratching the intro on my album and then when I was writing down bars I just started having all these lyrics and I thought not to put scratches on this motherfucker. This is straight Rap! But I still wanted Jazzy Jeff on the album so then, when I was working with the A-F-R-O joint I said “Let’s set up Jeff for this joint!”, so that’s how that happened. And in that song me and A-F-R-O we do flows that are modern, we go back to the old school flow and we go back to the modern flow again. We switch it up all the time and he’s my son. He said I’m his favorite rapper since he was tirtheen so you know, he’s my little rap son!»

«Volevo che Jazzy Jeff facesse degli scratch per l’intro dell’album, poi però mi sono accorto che stavo scrivendo davvero delle ottime barre e ho pensato di non mettere nessuno scratch. Questo è Rap nudo e crudo! Tuttavia, volevo comunque avere Jazzy Jeff nell’album, così quando stavo lavorando con A-F-R-O al nostro brano ho pensato che Jazzy ci sarebbe stato benissimo e così è stato. Nel brano io e A-F-R-O alterniamo più volte flow moderni a flow molto old school e lui per me è come un figlio. Sono il suo rapper preferito da quando ha tredici anni, potrei essere il suo padre putativo in ambito Rap!»

“Life is a fraud, tell me where is the final reward”: strong words in what is certainly the most touching song for obvious reasons. Both song’s title, “The Life After”, and the many references in the text, made me think that you firmly believe in life after death. What is your relationship with God and religion?

Life is a fraud, tell me where is the final reward”: parole forti in quello che è sicuramente il brano più toccante per ovvi motivi. Sia il titolo del brano, The Life After, che anche molti riferimenti presenti nel testo farebbero però pensare che tu creda fermamente nella vita dopo la morte. Qual è il tuo rapporto con Dio e la religione?

«Well, yery very complicated because I was raised on Christianity. I prayed my whole life but as you get older there’s doubt in the afterlife sometimes. But then, when you doubt God you start regretting it and feeling horrible and your mind begins “Am I brainwashed? Is God real? Or is God real and am I brainwashed? Is it terrible that I’m having the second guessing? Am I supposed to teach my children that God is real or do I let them growing on their own and then we’ll have the discussion when they’re older?” There’s people believe that if you don’t believe in God you’re going to Hell and that could be true because nobody could prove that wrong. And then there’s people who thinks if you believe in God you’re just a backwoods redneck idiot and your brain washed and that could be true too but nobody could prove either side of the argument. None of us can prove anything. I watch debates between atheists and debate between hardcore Christians and they both come with the same arguments every time and neither of the argument can be proven, it’s just opinions and no one is smarter than anyone else. If you are, prove it! Again, none of us know how or why we exist and I know that I don’t know like my father said to me even before I heard that about Socrate’s philosopy.»

«Domanda veramente complicata perché sono stato cresciuto col Cristianesimo. Ho pregato tutta la vita ma crescendo il dubbio su cosa accade dopo la morte arriva. E poi, quando dubiti di Dio, te ne penti e ti senti male e la tua mente inizia delirare: “Mi hanno fatto il lavaggio del cervello? Dio è reale? Oppure è reale e mi hanno fatto il lavaggio del cervello? È così terribile che abbia questi ripensamenti? Dovrò educare i miei figli al Cristianesimo oppure lasciare che crescano e intavolare la discussione quando saranno pronti?” Ci sono persone che credono tu vada all’Inferno se non credi e potrebbero aver ragione perché nessuno può provare il contrario. Ci sono invece persone che definiscono chi crede è uno stupido bifolco e anche questo potrebbe essere vero perché nessuno può provare chi abbia ragione. Nessuno può provare alcunché. Assisto a dibattiti tra atei e fervidi cristiani ed ogni volta si parla delle stesse cose senza che nessuno possa provare qualcosa. Sono solo opinioni e nessuno è migliore di altri. Se qualcuno lo è, che lo provi! Di nuovo, nessuno sa come e perché siamo al mondo, e io so di non sapere, come mi disse un giorno mio padre senza che ancora sapessi chi fosse Socrate!»

You don’t have much sympathy for mumble Rap and it’s more than legit. However, why in Golden Oldies did you quoted J Cole saying you prefer past artists? I ask you this because I think J Cole is probably one of the greatest lyricist between the so-called “new school”.

Non hai molta simpatia per il mumble Rap e questo è più che comprensibile. Come mai però, nel brano Golden Oldies, citi J Cole dicendo di preferire artisti del passato? Chiedo questo perché penso che J Cole sia forse uno dei migliori liricisti annoverabili nella categoria della cosiddetta “nuova scuola”.

«That’s okay but Mellie Mell and Kool Moe Dee are the greatest rappers of all time. I don’t care how great any of these guys compared to Melle Mell and Kool Moe Dee in their prime. That’s not even a diss to J. Cole because I only say I prefer them, I’m an oldie. My era is Melle Mel and Kool Moe Dee. Kendrick and J Cole are dope but that’s not my thing. I listen to Kane, Rakim, I’m from a different era. It’s almost like being from another planet so that’s the point I was making. They say I’m a grumpy old man and that’s it, it’s okay for me and I don’t even care if anyone takes it as a diss because the whole song is me rapping that I’m that grumpy old man!»

«Melle Mel e Kool Moe Dee sono i migliori rapper di tutti i tempi. Non mi interessa quanto possano essere bravi questi giovani a confronto con Melle Mel e Kool Moe Dee nelle loro migliori espressioni. E non è per nulla un diss a J Cole perché dico solo di preferire altri, sono un vecchietto. Vengo dalla golden era, quella vera, e Kendrick e J Cole ad esempio sono forti, ma non fanno per me. Ascolto Big Daddy Kane e Rakim io, la mia generazione è quasi su un altro pianeta rispetto a quella attuale, ed ecco quello che volevo intendere. Dicono che sono un vecchio brontolone ma non mi interessa. Non mi interessa neanche se qualcuno lo prendesse veramente per un diss perché nella canzone in fondo ci sono io che mi definisco, appunto, un vecchio brontolone!»

In the past you have collaborated with two Italian rappers on more than one occasion: Clementino and Rocco Hunt. I know we are talking about almost ten years ago, but do you remember by chance how those collaborations were born and what was your impression of our two MCs?

In passato hai collaborato con ben due rapper italiani in più di un’occasione: Clementino e Rocco Hunt. So che stiamo parlando di quasi dieci anni fa, ma ti ricordi per caso come sono nate quelle collaborazioni? Che impressione ti hanno lasciato i nostri due MC?

«Well, there was a guy named Dario who used to bring me out in Italy and he was friends with those guys. He proposed me to work with them and so that’s how it happened. They were good at rapping but also very respectful and kind. You know better than me when you enter Italian houses it’s warm and they know how to greet you and make you feel good. Even in America if you walk into an Italian’s house there’s someone’s like “You want a popsicle? You want a soda? A drink?”. Good vibes.»

«Allora, c’era un tizio di nome Dario che mi portava in giro per l’Italia e che era loro amico. Mi ha proposto di lavorarci insieme ed è così che sono nate le collaborazioni. Buoni rapper e belle persone, rispettose e gentili. Sai meglio di me che quando si entra a casa di italiani, loro sanno bene come farti sentire bene, a tuo agio. Anche in America se entri nella casa di qualche italiano c’è sempre qualcuno che ti chiede se vuoi qualcosa con cui rinfrescarti, un ghiacciolo o una bevanda. Belle sensazioni insomma.»

Your Rap is certainly much deeper and more intellectual than many others, as well as full of historical and cinematographic references. If you’re a good reader, which are the books you’ve been most influenced by and would like to suggest?

Il tuo Rap è sicuramente più profondo ed intellettuale di molti altri, oltre che pieno di riferimenti storici e cinematografici. Se sei un buon lettore, quali sono i libri che più ti hanno più influenzato e che dunque ci consiglieresti?

«Just right now I’m reading a book again. It’s called “The Sex-Gore Netherworld of Filmmaker Andy Milligan: The Gasthly One”. It’s about Andy Milligan who’s a no budget filmmaker and playwriter. Some people think his works were terrible but his life was a tragedy and to me this an interesting book. I really hate when it’s time for the so-called favourite movie or book, but if I should suggest one book however, I would probably say “Who The Devil Made It” by Peter Bogdanovich. A great book I loved on filmmaking, full of interviews and stories from which I learned the most when it came about video production, editing and writing. I kinda learned so much from just reading the greatest of all times talk about their beginnings, interests, aspirations and inspirations. A great book about the history of cinema.»

«Guarda, giusto ora sto rileggendo un libro che si chiama The Sex-Gore Netherworld of Filmmaker Andy Milligan: The Gasthly One. Parla di questo Andy Milligan, un produttore e regista  di film con budget praticamente nullo. Qualcuno pensa che i suoi lavori siano terribili ma è la sua vita che lo è stata, e per me questo è un libro interessante. Purtroppo odio quando mi si chiede quale sia il mio libro o il mio film preferito. In ogni caso, probabilmente consiglierei Who The Devil Made It di Peter Bogdanovich. Un grande libro sull’arte della regia, pieno di interviste e storie da cui ho imparato tantissimo quando poi ho dovuto arrangiarmi con la produzione e la messa a punto dei miei video. Ho imparato davvero molto solo leggendo i migliori di tutti i tempi parlare dei loro inizi, interessi, ispirazioni ed aspirazioni. Un grande libro sulla storia del cinema.»

Questo è quanto abbiamo avuto modo di dirci in una lunga quanto inaspettata chiamata transoceanica con The Rugged Man, persona interessante e disponibile oltre che un validissimo MC.

Dallo scorso venerdì è appunto fuori il suo nuovo e forse ultimo album, All My Heroes Are Dead, di cui consigliamo fortemente l’ascolto perché ci è sembrato di non sentire qualcosa di simile da molti, forse troppi anni. Questo può solo significare che R.A. non ha mai mollato e non ha mai abbandonato la sua vera passione, e questo significa a sua volta che questa sua passione, il fare Rap in un certo modo e secondo certi canoni, non è per nulla morta o scomparsa. Non è morta perché ci sono ancora tante leggende disposte a continuare questa tradizione, cosa che possiamo constatare anche solo guardando la tracklist, e perché comunque, come ci è stato ben ricordato in una delle domande sopra, è ancora pieno di “bar killers” là fuori. Non dobbiamo fare altro che rompere gli schemi e guardare un po’ più in là della siepe, dove la siepe sta per tutti quegli artisti, giovani e non, che giustamente o no si sono ritagliati il loro spazio nell’industria musicale e che ora sembrano essere i personaggi più in vista ed in voga del momento.

Noi non vediamo l’ora che questa brutta situazione si risolva perché ci auguriamo di vedere presto The Rugged Man esibirsi non solo in America ma anche qui in Europa. E perchè no, magari con un’altra tappa anche in Italia come tanti anni fa successe poco prima dell’uscita di Legends Never Die. Aspettando tempi migliori, vi lasciamo qui sotto il link Spotify all’album. Fateci sapere cosa ne pensate e buon ascolto!

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

 

L'articolo «La mia generazione di rapper è quasi su un altro pianeta rispetto a quella attuale» – Intervista a R.A. The Rugged Man proviene da Rapologia.it.