3.15.20 è il ritorno di Childish Gambino dopo quattro anni.

Era partito tutto da un indirizzo web: www.donaldgloverpresents.com. Già domenica scorsa, infatti, su questo sito è stato disponibile per dodici ore un album in riproduzione a ripetizione, senza la possibilità di conoscere i nomi delle tracce né nient’altro.

Ieri, sullo stesso sito, è comparso un countdown che sarebbe terminato oggi, ed effettivamente così è stato: fuori, finalmente, 3.15.20, il nuovo album di Childish Gambino, dopo ben quattro anni da quel capolavoro che è Awaken, my love!.

Se ormai siamo abituati agli artisti che rilasciano i loro progetti senza preavviso, o con modalità di promozione non ortodosse, il fu Donald Glover sposta ancora più in là l’asticella con una promozione completamente assente.

Nei giorni scorsi non ha annunciato nulla sui propri canali social e ora, con il disco ormai uscito, ha rimosso tutti i post dai propri account, trasformandoli in due lavagne completamente bianche. Completamente bianca è, d’altra parte, anche la copertina del disco, quasi come se ci fosse voglia di lasciare tutto lo spazio possibile alla musica, lasciando a zero la promozione e i visual.

Anche i titoli dei brani sono quantomai enigmatici. A parte Algorythm Time, gli altri sono tutti composte da quattro cifre separate da un punto. C’è un codice da risolvere?

L’unica certezza che ci rimane, a questo punto, è la musica. La linea seguita da Childish Gambino è più vicina all’ultimo album, lontana, quindi, dal rap delle prime fasi della sua carriera e dal suo singolo di maggior fama This is America. Siamo davanti a del funk corposo ma elegante, a volte minimale, in cui ogni cosa è al proprio posto. I riferimenti a Prince, per quanto riguarda l’uso della voce, e ai Funkadelic, per la produzione e l’uso dei sintetizzatori, sono evidenti. La mano di Childish Gambino, però, è quella capace di creare un’atmosfera precisa che va dall’inizio del disco fino alla fine. Tocca vette più decise – specie in Algorythm, il pezzo che più si discosta dagli altri – e momenti decisamente più eterei, che si alternano come nella colonna sonora di un film.

Oltre ai riferimenti rock e funk più classici, però, 3.15.20 è assolutamente attuale e suona come dovrebbe suonare un disco di questo genere nel 2020; è solo in certe sonorità che si riconosce un debito verso artisti del passato, non nelle strutture melodiche, nei tappeti musicali.

Childish Gambino Feels Like Summer video

Dall’album non erano stati estratti precedentemente singoli, o meglio, non con questi titoli. In effetti l’unico pezzo già edito è 42.26, che però era già conosciuto al pubblico come Feels Like Summer, singolo del 2018 presente anche nella colonna sonora del film Guava Island, con Rihanna e – of course – Donald Glover. I due featuring principali dell’album sono quello di 21 Savage in 12.38, che ospita anche Khadja Bonet, e di Ariana Grande in Time.

Se Donald Glover terrà fede a quanto detto in passato, 3.15.20 dovrebbe essere l’ultimo progetto del suo alter ego più famoso. Se siamo davvero davanti a un finale non è lecito saperlo, vista la scarsità d’informazioni che l’artista fa trapelare. Potremmo dire, però, che Childish Gambino ci avrà lasciati con un altro capolavoro.

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