20051 è il titolo del suo progetto e il suo alias d’artista è FBYO.
Un Ep pubblicato per Goldeneye Records e le cui produzioni sono state curate da DJ Sheezah e Casper, dove l’artista classe ’92 esprime le proprie potenzialità attraverso le rime. Barre tanto crude, come la vita di periferia, quanto introspettive, rappresentanti di un animo sempre in evoluzione.

Gli abbiamo chiesto qualche dettaglio in più su questi sei inediti, disponibili su tutte le piattaforme digitali.

20051 Cover Ep

Il nome FBYO nasce da una storpiatura del mio nome, e (anche se all’inizio la gente faceva fatica a pronunciarlo come si deve) da un’esigenza di un nome corto, semplice e facile da ricordare. Io vengo dalle Jam, dai freestyle, da quel mondo “Old school” che adesso è andato un po’ perdendosi, e presentarsi in maniera chiara era una delle prerogative necessarie. 20051 nasce dal fatto che volevo descrivere come sono cresciute le persone come me, che vivono in paesi in paesi di provincia. Ho scelto questo titolo perché ancora oggi, nonostante il CAP sia cambiato da 10 anni, la gente fa ancora fatica a ricordare quello nuovo; quando le persone sono attaccate a qualcosa è difficile abituarsi al nuovo (anche se si tratta di una stronzata del genere). L’Ep, infine, nasceva da un’esigenza di voler sperimentare: nel mio progetto precedente, Hate Dispenser, avevo un approccio Old School che si riproponeva in tutte le tracce; qui, anche grazie alla fantasia e alla pazienza di Sheezah, non volevo riproporre un mood unico per tutte le tracce e volevo fare qualcosa che si adattasse a più situazioni.

In realtà non voglio uccidere nessuno, anzi, non credo di aver mai fatto nemmeno a botte in vita mia. Il paragone è dato dal fatto che il personaggio è si crudele, ma tratta tutti allo stesso modo, indiscriminatamente. Lorne Malvo è un personaggio che se ha un obbiettivo va e se lo prende, e se ne frega degli ostacoli che trova. In questo forse mi ci rivedo. Viviamo in mondo dove la violenza è spesso strumentalizzata, e dove si cerca ossessivamente una morale in ogni cosa, specie quando non serve. La serie tv è ambientata in un paese dove non succede quasi nulla, dove anche il più piccolo degli episodi può scombussolare la vita delle persone che ci abitano, e ci ho visto un sacco Limbiate, dove appena accade qualcosa tutti sanno tutto.

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#ANTISOCIAL è uno dei testi più vecchi che ho scritto, forse ha 5-6 anni, ma secondo me c’è un messaggio di fondo che vale ancora adesso. Per colpa di internet dobbiamo spesso avere a che fare con persone di cui la opinione conta meno di zero, e a me sinceramente di perdere tempo con elementi del genere non me ne frega un cazzo. La società in cui viviamo obbliga a scegliere accuratamente le persone di cui fidarsi, le cattive esperienze giocano spesso un ruolo fondamentale nelle nostre scelte, questo vale per me ma credo che valga anche per la maggior parte di tutti. La cosa che bisogna fare secondo me è appunto accumulare esperienza per poter capire chi merita la tua attenzione e chi no.

Non vado alle cene coi parenti, così nessuno può farmi questa domanda. O se proprio non ho scampo rispondo che i tempi sono cambiati, di solito funziona.

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Non mi sono vergognato per nulla a registrarla, anzi, è una visione ironica e divertente della situazione secondo me, e chiunque la ascolta si prende bene, che è la cosa più importante. Forse la ragazza che ha fatto l’ad-lib era un po’ titubante, ma era perché era la sua prima volta davanti a un microfono. L’idea mi è venuta dopo che Sheezah ha prodotto questo bel beat in stile West Coast e io non sapevo che cazzo scriverci sopra. Per le altre tracce ho sempre lavorato solo sulle basi, perché i testi li avevo già pronti (quando sei povero o non sei capace di auto-produrti puoi solo lavorare sui tuoi testi e sul tuo flow) e questo per me è stato un approccio nuovo. L’ispirazione mi è venuta dopo qualche giorno: fondamentalmente è una situazione che nella mia vita si è riproposta spesso, e nessuno ci aveva ancora fatto una canzone, così ho preso e l’ho scritta.

È vero, è stata una delle prime a cui ho lavorato e una delle ultime che ho chiuso, perché sapevo che c’era molto su cui lavorare. E sono molto soddisfatto del risultato. L’ho scritta perché spesso siamo vittime di noia o di situazioni già vissute, sia che si tratti di un ragazzo o di una ragazza. Sono quelle classiche situazioni in cui spesso ci si sente soli anche in mezzo a un mare di gente. Sebbene viviamo in un mondo che spesso ci costringe a chiuderci in noi stessi, questo è una sorta di invito “R’n’b” ad aprirsi e dare una chance alle persone che se lo meritano.

Vorrei fare almeno un altro videoclip di 20051, quale lo scoprirete presto. Per quanto riguarda i progetti ne ho pronti un bel po’, tutti con sonorità diverse, e sto già lavorando a qualcosa di nuovo sperando di trovare una direzione che mi permetta di fare un salto di qualità ulteriore come persona e come artista.