Chico, al secolo Manuel Munoz Contreras, è un giovanissimo artista dell’hinterland milanese nato da madre italiana e da padre cubano. Il 28 gennaio 2020, dopo essersi fatto conoscere al pubblico con i singoli Miami e Mika Kodeina, pubblica per La Grande Onda il suo primo album dall’ironico titolo AL BOOM. Originale combinazione di atmosfere urban, il disco è in bilico tra italiano e spagnolo, rap attuale e influenze latin e racconta la realtà musicale e non di un adolescente.

Proprio per comprendere come questi elementi si mescolino in un unico progetto, abbiamo chiesto all’artista di raccontarci la sua storia, cercando di raccoglierne i tratti per delineare il suo orizzonte artistico.

Innanzitutto, sono stra-preso bene che sia finalmente uscito un mio album, dopo anni a scrivere tantissimo, senza aver mai registrato molto. Sono veramente contento, perché è uno degli obiettivi principali a cui puntavo, quindi è stata una spinta già sapere di avere l’opportunità di realizzare un album di ottima qualità dal punto di vista di team mix e master. Ma comunque, la vera spinta iniziale è stata ed è la passione che ho per la musica.

Questa scelta è stata fatta perché avendo origini cubane, ho la fortuna di conoscere la lingua e la cultura cubana sin da quando ero piccolo. In più, in Italia non si è mai visto un italo cubano che fa trap in italiano e spagnolo, perciò mi son detto: “Perché non farlo?” E questa decisione è dettata sia dalla volontà di innovare la tradizione musicale caraibica, sia dal desiderio di raggiungere le nuove tendenze senza perdere la mia identità, che comunque andrà sempre un po’ a cambiare e a crescere.

Amo Milano, credo che sia un po’ la città di tutti. Nei testi cito molto la mia zona, Municipio 6, perché è tra le sue strade che ho iniziato a credere nel rap, facendo freestyle con tantissime persone, e grazie a determinate circostanze ho iniziato a fare le cose sempre più sul serio.

Anche in questo caso punto ad entrambe le cose, sia ad intrattenere un rapporto con i miei coetanei, sia a far conoscere la musica vicina alle mie radici. Penso sia anche un’opportunità per imparare qualcosina in modo alternativo e comunque costruttivo.

Diciamo che per me il piccolo schermo non è una priorità. Penso di più alla musica, ma sicuramente non direi mai di no, perché sono tutte opportunità e non vedrei per quale motivo non dovrei sfruttarle. Al di là di questo, rimarrò sempre focalizzato sul mio obiettivo principale, che è la musica.