A Roma, contrariamente a quanto si può pensare, sono pochi i posti che ti permettono di vedere live degli artisti senza dover necessariamente andare all’Olimpico o al Palazzetto dello sport. I Touch the Wood lo sanno bene ed hanno trasformato i venerdì sera al Goa in un’occasione che permette ai nuovi talenti della scena hip-hop romana di esibirsi in uno dei locali più storici della Capitale. The Future State, questo il nome dell’evento, è alla sua sesta edizione portando stavolta, al fianco di Marco G. & Mr Kite, tre nomi che stanno riscuotendo migliaia di views e streaming su YouTube, Spotify e Soundcloud. Stiamo parlando di: Radical, rapper e produttore italiano, originario di Roma, Security, rapper romano classe 2002 e Garage Gang, un duo formato da KiKO e Nerototale.

In realtà su TikTok ne ho 400mila.

Da dove arriva questo successo? Da dove hai iniziato?

In realtà faccio musica da un bel po’, avevo una band con dei miei amici quando avevo 15 anni (n.d.r. Leftovers), con la quale ho fatto tour in Italia e fuori, solo che dopo un po’ la magia della band è svanita e ho deciso di mettermi a fare musica da solo. All’inizio facevo tutto da solo, a cominciare dalla produzione delle basi, fino alla regia dei video. Ero abituato anche a fare freestyle, e ho voluto provare a registrare qualcosa… in italiano poi, cosa assurda perché io prima cantavo solo in inglese.

Perché quando suonavo, facevamo punk, ascoltavo i Blink, i Sum41, ma anche il bel metal tipo gli Slayer, e comunque sia erano tutte band che cantavano in inglese. Poi, scrivere in inglese, era anche un mio modo per distaccarmi dai testi; alla fine non è una lingua che senti sempre, e fai più fatica ad associare la parola al suo significato; non dovevo pensare molto a quello che dicevo, erano testi che venivano di getto.

Noi stiamo cercando di fare questo. Ci vedo una grande somiglianza tra chi si registra i pezzi in cameretta provando a vedere come suona e le band punk che suonavano in garage e magari facevano anche schifo… però c’era l’energia. Per me è sempre improvvisato a livello di testi; più penso a quello che devo scrivere più è sbagliato per me, mi deve venire tutto sul momento.

Faccio musica per fare live. Quando registro penso già a come sarà quando lo farò dal vivo, con me che mi butto tra la gente se il pezzo gasa, o se è un pezzo triste penso alla gente che me lo ricanta indietro. Per me è fondamentale pensare a come sarà suonare live quel brano, fa parte della fase di scrittura.

Visto che siamo all’inizio del nuovo decennio, se dovessi scegliere un album dei precedenti 10 anni che è fondamentale per te – non necessariamente rap- quale sceglieresti?

Sto rosicando perché mi è appena venuto in mente che Bastard di Tyler, The Creator, fa 11 anni, mi sarei portato quello! Forse uno di Young Lean.

Dio c’è di Achille Lauro, anzi forse Ragazzi madre. Perché a livello di storie e di tematiche siamo molto simili, e lui per me è uno delle maggiori influenze. Anche se l’ho scoperto molto dopo; all’inizio mi sono avvicinato al rap con il TruceKlan, i Co’Sang, e da lì ho iniziato a sentire tutti gli altri: Salmo, Fibra, per poi passare ad Achille. Ma penso che a Roma tutti abbiano iniziato con il Truce Klan.

Quello che ci gira intorno. Niente cazzate, tutto ciò che è realtà, mi ispiro a quello che vivo.
Mi capita molto più spesso chiudere una traccia con Gengar in studio, con lui che produce. Ho fatto quasi tutto con lui, per quanto posso aver fatto. Alla fine il mio primo drop ufficiale l’ho fatto ad ottobre con l’EP, se non consideri quelli su SoundCloud che era invece ad Aprile 2019.

In realtà ho scritto molto, ho sempre scritto, ma non avevo mai droppato nulla. Non ricordo esattamente quale sia stato il fatto scatenante; alla fine se una cosa ti va di farla, perché non approfittare?

Tra una cosa e un’altra siamo stati interrotti dall’arrivo della GarageGangg insieme a Ketama126 e Pretty Solero.

Deriva dal nostro approccio alla musica, che più che essere volto all’intrattenimento è spontaneo. Siamo un progetto che nasce da delle canzoni registrate con l’iphone in giro, quindi a livello creativo come per i video, facciamo le prime stron***e che ci vengono in mente.

GG: Si, si, era una cosa per cazzeggiare. Voleva essere una cosa ultra-ricreativa, poi da lì abbiamo voluto fare il disco Manifesto, proprio come fosse un manifesto della musica veloce, fatta col cellulare. Alla fine è un album fatto male al quale non abbiamo dato importanza, sono 23 tracce, di cui molte fanno proprio schifo.

Ketama: la mia preferita è 6IX9INE.

GG: Eh, quella dovremmo portarla live!

Perché quando fai le cose spontaneamente è così. C’è un momento in cui facciamo qualcosa che ci piace e basta: sono alti e bassi. Adesso ad esempio ci stiamo tenendo sempre sul filo della spontaneità, ma con dei pezzi più ragionati; non è più un freestyle. Sarà il primo scritto bene; se consideri che Veltroni l’abbiamo scritta su muretto del Rashõmon.

Principalmente ci affidiamo a Aegeminus; loro sono un duo composto da Cristian Bedini e ZARATHUSTRA. Per il resto, come abbiamo detto prima facciamo tutto con il cellulare.

Invece per quanto riguarda le collaborazioni? Con chi sarebbe quella da sogno?

GG: Morgan e Ketama…
Ketama: Io dico Pretty Solero, Ketama, Morgan e Grignani, tutti in una traccia!

Se doveste scegliere un album pubblicato negli ultimi dieci anni, quale scegliereste?

Ketama: Il mio!
GG: Ovvio! altrimenti… Stranger di Yung Lean (quasi all’unisono).