Arrivati a fine 2019 è giunto QUEL momento dell’anno: il riepilogo di ciò che è stato pubblicato nei mesi precedenti. Bene, noi facciamo mea culpa, e durante questi ultimi 30 giorni daremo spazio a quei dischi che non siamo riusciti ad approfondire nel momento della loro uscita. Per rinfrescarvi un po’ la memoria, in vista delle abituali classifiche di questo periodo…

Ci risiamo, Willie Peyote (nome d’arte di Guglielmo Bruno) colpisce ancora, mantenendo sempre il suo “modus operandi” e come il migliore dei serial killer è sempre più preciso, cinico ed efficace. 

Uscito il 25 ottobre di quest’anno per Universal/Virgin Rercords, Iodegradabile è il quinto album ufficiale dell’artista ed ha riscosso fin da subito un notevole successo. L’album è stato anticipato dall’uscita del singolo La Tua Futura Ex Moglie nel mese di agosto. Il disco è un costante riferimento al “commerciale”. La tematica principale dell’album sta nell’effimerità della vita dell’uomo, vista come un qualsiasi prodotto da vasta gamma esposto al supermercatodalla scadenza fissata a priori, e dalla paura che di noi – così biodegradabili – non resti nulla che possa sconfiggere il passare del tempo

Mettendo a paragone tutti i precedenti album del Peyote, in Iodegradabile notiamo moltissime differenze, a partire dai temi. Non è un album che fa dell’amore la tematica principale, ebbene viene presentata una moderna riflessione sulla vita, valutandone l’effimerità, l’immoralità e l’inconsistenza generale, in parte causate dall’impatto dei social sulla società attuale. Tutto ciò espresso attraverso le invettive sociali tipiche anche del più datato album del rapper. Critiche che, soprattutto in questo disco, fanno riferimento alla politica attuale, mirando e colpendo le tematiche dei flussi migratori e del diverso, la politica salviniana quella dei pentastellati 

‘’Vorresti essere bene informato, no tu non vuoi mica la verità, vuoi solo essere rassicurato’’ 

Questo semplice verso preso da Mostro, una delle tracce più provocatorie del disco, è la denuncia ufficiale al qualunquismo, alla disinformazione da social e pseudo conoscenza generale postuma ad essi. 

Questa ultima fatica del rapper rappresenta una sfottente denuncia alla superficialità che circonda, in primis, Guglielmo. Superficialità che passa dagli amori (a breve termine), alla politica (ogni giorno privata delle moralità) ed infine anche per la vita stessa dell’uomo, breve e non valorizzata. La penna di Willie dunque, si riconferma il punto di forza dell’artista. I testi fungono da eccellente sberla morale per l’ascoltatorequasi incantato dalla superficialità esistenziale che lo circonda.  

Voto: 7.5 /10 

Ecco cos’è IODEGRADABILE, la vita vista dagli occhi, piacevolmente cinici, di un realista incallito! Willie fornisce la propria chiave di lettura della vita, rendendola paradossalmente uno di quei luoghi comuni che cerca di scardinare nei testi, ed in fondo, è questo lo stesso “modus operandi’’ utilizzato in ogni disco. Ciò che distingue Guglielmo da tutta la scena è la franchezza con la quale esprime concetti che tendono ad essere dei tabù.
Ma è stato un bene integrare lo stile di Peyote al pop da radio? 

Be’, secondo noi no. Con questo passaggio all’indie-pop la figura di Peyote, per come si era affermata con Sindrome Di Toret, si sta andando sempre di più a sbiadire, pur di rispettare dei canoni e rientrare in un’altra fascia di pubblico, quella nel mirino delle radio. 

Voto: 7/10 

Il sound di Iodegradabile non è innovativo (come i precedenti lavori) e acusticamente  parlando, non rappresenta neanche il miglior disco prodotto dalla collaborazione Willie Peyote-Frank Sativa. L’inclinazione funk degli artisti non è sparita, tranne per alcuni pezzi come Che Peccato, che cercano di mantenere a galla questo stile, si è affievolita per lasciare spazio a suoni tendenti al pop e ad un poco di punk rock, ma dato che questi suoni sono stati da sempre presenti nella discografia di Peyote, non stonano e vanno di pari passo, ottenendo così un sound variegato. 

Voto: 6,5/10 

Che fosse un disco che non sarebbe passato inosservato lo si era capito dalla sola uscita del singolo La Tua Futura Ex Moglie.
Purtroppo però, pur non essendo il miglior disco dell’artista dal punto di vista delle strumentali, per quanto riguarda i testi e i messaggi che vi sono dietro – la maggior parte ben espliciti – si è riusciti nuovamente a sbigottire l’ascoltatore e spesso con fare intenzionalmente aggressivo. Iodegradabile si afferma come uno dei più accessibili lavori dell’artista. Uno dei pochi dischi contenenti suoni popolari, con testi che riescono a non cadere nel banale e che cercano di svincolare i luoghi comuni, quasi imposti dall’attuale contesto sociale.