Il trascorrere del tempo e i cambiamenti che questo porta con sé hanno un inevitabile impatto sulla nostra società. A questo processo non si è mai potuta sottrarre quell’arte che forse più di tutte rispecchia il contesto sociale in cui ci troviamo immersi, ovvero la musica. Non solo nei tipi di suoni e di conseguenza di generi, ma anche e soprattutto nella forma in cui ne fruiamo, questa ha mostrato che la mutevolezza fa parte del suo biglietto da visita. La più grande trasformazione di cui è stata e continua ad essere protagonista è la “smaterializzazione”, un processo che, a partire dagli ultimi anni del ‘900, ha portato alla progressiva separazione dei contenuti dai supporti.

A permettere tutto questo è stato l’avvento del digitale che ha reso necessario aggiungere l’aggettivo “liquida” accanto alla parola “musica”. Le produzioni musicali, una volta svincolate dall’oggetto materiale che li ha sempre accompagnati, hanno assunto infatti la capacità di essere condivise e riprodotte con maggiore fluidità.
Ciò, da un lato, ha dato vita ad un forte entusiasmo dovuto all’aumento della varietà di brani disponibili e delle situazioni in cui ascoltarli. Dall’altro, tuttavia, ha suscitato non poco malcontento da parte di chi percepisce l’intero fenomeno come una perdita di sacralità nel rito dell’ascolto. Come mettere d’accordo, quindi, chi si è ormai abituato all’utilizzo di piattaforme digitali, chi è nato già nel loro segno e chi invece non ne vuole sapere di smettere di collezionare compact disc?

La risposta è i-DISC, una nuova modalità di utilizzo e di interazione con il prodotto musicale, che unisce il fascino del supporto fisico con il comfort dell’ascolto in digitale.

In un’epoca in cui la musica è passata dall’essere legata al possesso di un oggetto fisico al consumo di un servizio, i- DISC si presenta come soluzione per far fronte alla progressiva scomparsa del compact disc e per stare al passo con l’evoluzione tecnologica. Infatti, coniugando fisico e digitale, questo prodotto accontenta sia chi non vuole rinunciare alle modalità di ascolto tradizionali, sia chi è nato nella cosiddetta era “phigital”, un contesto in cui il digitale è ormai completamente integrato e l’esperienza fisica è quasi tutta da scoprire.
Soddisfare gli interessi di entrambe le parti non è tuttavia l’unico obiettivo di i-DISC. Questo, infatti, vuole porre rimedio alla mancanza di affezione da parte dei millennials nei confronti dei supporti fisici, cercando di far vivere loro un’esperienza vicina a quella delle precedenti generazioni che hanno avuto a che fare con i vinili, poi con le musicassette e infine con i compact disc. Un altro traguardo che questa novità del mercato musicale desidera raggiungere è quello di risolvere il problema di avere a che fare con modelli di autovetture e di pc che non dispongono più di lettori per i compact disc.

Per far fronte a tutte queste esigenze pratiche e per essere utilizzato sia dai nostalgici del supporto collezionabile che da coloro che preferiscono la praticità di un contenuto fluido, i-DISC si configura come un prodotto che non richiede particolari abilità informatiche, comodo e trasportabile. È racchiuso in una confezione simile a quella di un 45 giri e contiene un booklet informativo corredato da immagini che ricorda quello che accompagna i compact disc.
Lo si può ascoltare in due modi. Il primo prevede l’utilizzo di una scheda contenente un dispositivo di memoria solida adattabile a qualsiasi ingresso USB. Il secondo, invece, consiste nell’inquadrare un QR code con un qualsiasi smartphone per l’ascolto in digitale.

È importante sottolineare che I-DISC non permette soltanto di risolvere questioni pratiche e mettere d’accordo poli opposti di ascoltatori, ma offra anche un nuovo servizio. Si tratta della possibilità di interagire con il mondo dell’artista in maniera diversa rispetto a quanto avviene attraverso i social network. Il tutto, infatti, si svolge grazie alla scansione del QR code che fa accedere ad una piattaforma social dedicata, la quale, essendo riservata solo a chi ha comprato l’album ed è quindi davvero interessato all’artista, difficilmente verrà popolata da haters. Come si può evincere da ciò, il codice dell’i-Disc è utilizzabile da una sola persona e ogni copia è unica. Alcune edizioni speciali del dispositivo saranno pensate per i collezionisti, altre firmate e con la possibilità di accedere a particolari contenuti, ed ulteriori edizioni saranno dedicate agli audiofili. Si può quindi comprendere la volontà di soddisfare una fetta quanto più ampia possibile di consumatori, anche se il reale impatto di questa innovazione resta tutto da scoprire.