Arrivati a fine 2019 è giunto QUEL momento dell’anno: il riepilogo di ciò che è stato pubblicato nei mesi precedenti. Bene, noi facciamo mea culpa, e durante questi ultimi 30 giorni daremo spazio a quei dischi che non siamo riusciti ad approfondire nel momento della loro uscita. Per rinfrescarvi un po’ la memoria, in vista delle abituali classifiche di questo periodo…

Non potevamo quindi tralasciare MM Vol.3, pubblicato il primo febbraio 2019, per Tanta Roba Label ad opera di MadMan. Si tratta del terzo capitolo della serie di Mixtape che ha preso il via nel 2013 per la Harsh Times. In MM vol.3, come sempre d’altronde, troviamo i grandi nomi della scena italiana. Infatti a livello di produzioni, il rapper pugliese, si è fatto affiancare da 2nd Roof, Bijan Amir, Davide Ice, DJ 2P, Kang Brulèe, Ombra, PK, Rik Rox e Yung Snapp, molti dei quali avevano preso parte anche ai due precedenti volumi.
Il progetto è stato anticipato dall’uscita dei due singoli 7/8 Sour e Supernova nel quale è presente il featuring con Emis Killa, presente per la prima volta in questa serie di Mixtape, nonostante la conoscenza di lunga data. Performano in MM vol.3 anche Vale Lambo, Mostro, Priestess, Geolier, III Nacho, Lil Pin e Mattaman. Tanta roba racchiusa in 14 tracce, ben distinte e a sé stanti, ma necessariamente ponderate, dove, come in uno specchio rotto, troviamo tanti riflessi dello stesso artista, separati da una linea, ma contigui ed unici. Cosa lo ha guidato nella stesura di questo Mixtape? Follia, criterio o sentimento?

Parlare di tecnica è parlare di MadMan, inutile dirlo. I suoi incastri sono puliti, la metrica è ineccepibile, non c’è pausa che resti in sospeso. È un artista che fa del tempo il suo migliore amico, riuscendo più che spesso a sollevarsi al di sopra della base, separandosene quasi completamente.

Gioco a poker, riempio il mio pocket
Top rap di ‘ste basi, ci scrivo frasi di Baudelaire
Sopra al tavolo note, pokè salsa Chipotle.

Fuori Piove

A raffica volano parole, che MadMan incastra nemmeno fossero formine per bambini e forse sta in questo la sua bravura. Giocare con un dizionario mentale, che lo porta ad essere un abile paroliere, come pochi nel panorama attuale. Soprattutto perché in grado di incastrare vocaboli pur mantenendo il senso della frase, e quindi senza sfociare in un banalissimo testo stile rimario Google.

Loro sopra qualche trabiccolo/ Non vanno manco se li spingono/
Mignolo contro lo spigolo/ Flow velenoso maligno, Lucignolo.
Giro con 2P e Lucifero/ Parlo più o meno due lingue, bro/
Più qualche dialetto indigeno/ Sono il terrone il più grosso di tutti/
Ma proprio di tutti, fra’, Canavacciuolo Lo Cicero

Mignolo feat. Mostro.

Follia è non ritenerlo uno dei migliori nel panorama nazionale.

Voto: 8/10

L’idea viziata scaturita dai precedenti MM porta a figurarsi un terzo capitolo che fa da seguito lineare ai precedenti due. Niente di più sbagliato visto che, a livello di basi, MM vol.3 si astrae chiaramente dai precedenti. Nei precedenti lavori le basi sono tutte sullo stesso mood: sia nel vol.1 che nel vol.2, infatti, lo scopo primario è intrattenere l’artista lasciando al produttore libera scelta. Possiamo sentire nettamente come i vari producer si fossero messi in gioco dando sfogo alla loro vena artistica. Per assurdo, in MM vol 3, non è stata lasciata loro la stessa libertà, perché seppure i brani siano differenti, unici e particolari, a livello di beat, è facile capire come dietro ci sia uno strutturato ragionamento. MM vol.3 ha uno scopo, è il terzo tassello di un puzzle che finalmente inizia ad avere non solo i contorni delineati, ma anche la bozza di quello che vuole essere a grandi linee. Questa eterogeneità di produzioni non è dunque lasciata alla maestria dei vari autori che vi hanno preso parte, ma è ben diretta da MadMan, che – finalmente, almeno in questo progetto – sembra avere ben definito l’obiettivo della sua lungimiranza. Criterio.

Voto: 7/10

Le basi ci sono, la tecnica anche, ma MadMan? Il mixtape in sé non brilla per originalità, sono anni ormai infatti che vediamo la curva di qualità del rapper pugliese costante al vertice. Ed è un enorme problema questo, perché seppure resta il migliore in quanto a tecnica, non lascia entrare l’ascoltatore nella sua sfera emozionale. I testi sono convenzionali e a tratti ripetitivi.

Quattro, cinque, sei, 2P è il mio DJ.

Numeri, MM vol.3

ricorda incredibilmente:

Due come 2P, lui è il mio DJ, il tuo è chi?

Intro, MM vol.2 (2016)

Ma anche:

Nove, Dieci è sempre il voto.

Numeri, MM vol.3

che riprende la celebre rima

Se avevo tre in aritmetica e al tema dieci con dedica

10/10, mi vedi ci credi? Sto ancora in piedi frà.

Intro (Scusate Il Ritardo) MM Mixtape Vol. 1 (2013)

Il progetto è una grande unione di sue rime, trite e ritrite che non fanno altro che riportare alla memoria progetti e collaborazioni a volte anche esterni alla sua discografia:

Ho passato i 27, sto male sempre/ Sono già alle strette/ Mi rimane fare il botto oppure un colpo alle tempie Giovane Werther.

Estratto da Denti macchiati, brano contenuto in Gipsy Prince de L’Elfo del 16 novembre 2018 che viene pubblicato poco prima di 24/7, nel quale troviamo una rima simile:

Mo non parlo di vene né di lamette (nah, nah)/ Sono grande, non faccio il giovane Werther.

Che per “assurdo” si ricollega a

Io sto in un corridoio che porta all’obitorio /Coi segni del rasoio e il numero di un consultorio.

Citazione estrapolata da Rainy Trip, presente in Escape from Heart (2010). Se poi si vuole passare a somiglianze meno evidenti, il ritornello di Numeri ricorda molto quello di YES presente in Scatola Nera, album pubblicato con l’amico Gemitaiz.

Sto pensando a fare i soldi, soldi/ Noi veniamo a fare i soldi, soldi..

YES, Scatola Nera feat. Gemitaiz (2019)

Numeri, numeri/ Con sta merda faccio i numeri, numeri

Numeri.

C’è però una frase che potrebbe insinuare una pulce nell’orecchio e che esula da tutti i testi.

No, frate’, non gioco a Fortnite

Presente in 24/7 che potrebbe far pensare ad un diss verso l’ex collega ed amico Canesecco, con il quale, soprattutto negli ultimi tempi dopo anni di silenzio, si è riacceso un antico dissapore. Ricordiamo infatti che Gemitaiz, MadMan e Canesecco erano tutti all’interno del collettivo romano Xtreme Team, con il quale il 15 ottobre 2011 esce HaterProof, primo progetto della coppia Gemitaiz-MadMan in collaborazione con Honiro/Harsh Times. Tuttavia ad oggi, tra i tre, non scorre buon sangue, infatti lo stesso Canesecco ha pubblicato Veleno 8, un singolo che senza mezzi termini schernisce Gemitaiz e MadMan, interrompendo la celebre tradizione che i due portano avanti dal 2009.

Voto: 5/10

La cover resta uguale alle precedenti; se nella prima troviamo il logo MM in bianco, e nella seconda lo stesso riempito con degli ingranaggi; nel terzo, a dar vita alla doppia M è una navicella spaziale. Ma cosa lega queste tre versioni dello stesso logo? Osservando MM mixtape, il vol.1 dunque, ci accorgiamo che quello che viene raffigurato è l’immagine di un suolo arido, solcato da diverse crepe. È il terreno sul quale arriva o dal quale parte MadMan? Considerando questa trilogia come un lavoro separato dagli altri album, potremmo identificarci un luogo di partenza, tuttavia ricordiamo che i tre mixtape sorgono a distanza di tre anni l’uno dall’altro, e che proprio tre anni prima di questo vol.1 MadMan pubblicava Escape from Heart; album che gioca con l’ambiguità di pronuncia di un titolo che può ricordare la parola “earth”, rendendolo interpretabile come “fuga dal cuore” o come “fuga dalla Terra”. Dunque ipotizzando che in MM vol.1 ci sia il suolo alieno, raggiunto con questa fuga, in MM vol.2 troviamo gli ingranaggi, i mezzi concreti e grezzi, che gli permetteranno di ritornare a casa. E forse non è un caso che MM vol.3, rappresentato da una navicella spaziale, faccia da seguito all’album Back Home, il quale raffigura l’artista in procinto di essere trasportato su suolo terrestre, tenendo anche presente che i due progetti sono stati pubblicati praticamente nella medesima data, ad un solo anno di distanza (2 febbraio 2018 e 1 febbraio 2019, ndr).

Si sarebbero potuti dare tutti voti alti, ma si è deciso di penalizzare questo lavoro, seppur buono per questo unico motivo. Manca il sentimento, manca il coinvolgimento necessario ad un ascoltatore per immedesimarsi un un labirinto di incastri e metriche magistrali. Come già detto, i lavori firmati dal rapper pugliese, sono all’eccellenza della tecnica italiana, sostenuti da ottime basi sapientemente sfruttate, sulle quali MadMan pattina senza nemmeno toccarle. Ma questa eccellenza è la stessa, identica, presente in Back Home, come nei precedenti due MM, o in Escape from Heart e in Scatola Nera. Insomma, che si prenda un lavoro contemporaneo come uno passato, non sono presenti differenze, non c’è crescita, non si notano punti di flesso. Esiste il livello a cui l’artista è e nel quale resta, ma a questo punto, a che pro ascoltare un progetto che è lo stampo perfetto dei precedenti, se non si trova al suo interno il convolgimento emotivo di chi lo crea?