Tha Supreme è sicuramente uno dei rapper più chiacchierati del momento. L’artista, Davide Mattei, classe 2001, cantante e produttore di Fiumicino, ha pubblicato lo scorso 15 Novembre il suo primo album ufficiale  23 6451 (“le basi” nell’alfabeto leet), che è diventato il secondo disco italiano più ascoltato in streaming in 24 ore. 

Attorno all’uscita dell’album si era creato molto hype, principalmente perchè i fan erano curiosi dopo aver sentito alcuni singoli, come 6itch e 5olo, ed i featuring con Marracash (Supreme – l’Ego), con Salmo (come nella produzione di Perdonami) e nel Machete Mixtape 4 con Yoshi, ma anche per gli eventi lancio organizzati dall’artista. Infatti nelle stazioni di Roma Termini e Milano Centrale sono state installate due statue di 5 metri raffiguranti l’avatar di Tha Supreme, circondate da video e poster promozionali. In queste due location il 14 Novembre è stato possibile per i fan ascoltare il disco in anteprima. Noi eravamo presenti, e dopo attenti e ripetuti ascolti in questi giorni ci siamo fatti un’idea:

I testi rispecchiano molto l’età dell’autore e più in generale le nuove generazioni di giovanissimi, caratterizzati da un linguaggio ed uno slang quasi estremi, con frasi troncate, tantissimi anglicismi presi in prestito dai rapper oltreoceano. Nell’insieme sono di difficile comprensione o comunque interpretabili – come blun7 a swishland che è diventata una ricerca quasi virale su google – motivo per cui i suoi lyrics sono cliccatissimi su siti come genius.com. Pur essendoci un senso nell’ordine delle tracce, una sorta di climax ascendente che culmina con i featuring, i contenuti ed i temi trattati risultano vuoti, spesso banali ed insoddisfacenti all’ascolto. Tra i temi principali toccati possiamo notare un costante contrasto con le persone finte (fake) che cercano di insediarsi nella sua vita, i primi amori e le ex, l’erba e l’abbandono della scuola.
Lyrics & Skills: 5

Che Tha Supreme abbia un suo stile ben delineato è innegabile, sia per quanto riguarda i beat esplosivi che, sopratutto, per gli espedienti vocali che utilizza, come l’esagerare l’estensione delle vocali, creando ritornelli molto musicali e orecchiabili, e l’uso massiccio dell’autotune.
L’album, composto da ben 20 canzoni, vede spesso testi con una vena di tristezza contrapposti a beat molto freschi e dinamici, che rendono nell’insieme le canzoni allegre e decisamente canticchiabili. Nonostante la maggior parte dei brani tratti temi leggeri, che si addicono a un 18enne, emerge chiamaramente un’urgenza comunicativa, Tha Supreme infatti si racconta in un vulcano di idee e di situazioni che si susseguono. Molto interessanti anche i featuring del disco, che coinvolgono una buona parte della scena rap attuale, come Nitro, Nayt, Lazza, Fabri Fibra, Marracash, Salmo, Dani Faiv, Gemitaiz, Madman e Mahmood, oltre che Mara Sattei, sorella dell’artista.

Style: 8

I beat di Tha supreme sono molto frenetici e ricchi di suoni diversi, hanno ritmi incalzanti, ben strutturati che mettono di buon umore e fanno muovere inevitabilmente la testa avanti e indietro. Ci sono poi delle eccezioni, come M8nstar e M12ano, decisamente più melodiche e armoniose delle altre canzoni. Come spoilerato dal titolo del disco, le basi, più dei testi che a volte sembrano un “contorno”, sono le vere protagoniste, innovative e sperimentali, riflettono la freschezza dei sui 18 anni ma mostrano un buono studio alle spalle.
Instrumentals: 7.5

Il disco, anche se un po’ troppo lungo e dispersivo, nell’insieme funziona bene ed ha saputo far parlare di sè, forse però creando delle aspettative troppo alte. Purtroppo l’album è penalizzato da alcuni testi davvero troppo leggeri, che restano in superficie e lasciano l’ascoltatore confuso.
Nonostante si colga la ricerca dell’originalità e dello stile in ogni pezzo, il lavoro risulta a tratti “piatto” e le tracce spesso sono troppo uniformi tra loro, con la monotonia che viene spezzata solo dalla presenza degli altri artisti.
Tha Supreme è sicuramente riuscito a crearsi un personaggio, anche attraverso l’uso del suo avatar, la tendenza al mistero e la strategia di marketing, ed ha coinvolto una grande fascia di pubblico, specialmente i teenagers, creando un disco di rottura nella scena hip hop italiana, ma ci viene spontaneo chiederci se questa rottura non sia in gran parte dettata dal fattore età. Tenendo in considerazione che è il suo primo album, comunque, il risultato è decisamente buono e ci lascia ben sperare per il futuro.

Concludendo, a noi piacerebbe conoscere di più la personalità dell’artista che, ad ora, si esprime decisamente meglio con i beat che con le parole.
Voto complessivo 7-