Kety di Ketama 126 è la fine di un lungo percorso, la sua summa. Cosa c’è da aspettarsi in futuro?

Il personaggio di Ketama126 dal momento della sua comparsa, con quella doppietta di mixtape ormai culto che sono Ketama City e Oh madonna, è diventato un nome con il passare del tempo sempre più caldo, e in questo senso Rehab è stato il passo giusto al momento giusto.

Ketama è stato quel qualcuno che è riuscito a portare un mood “alla XXXtentacion” e “alla Lil Peep”, con il giusto approccio, e con la giusta credibilità. Questa credibilità è dettata sia da una sua indiscutibile capacità al microfono e sulla strumentale, ma anche da una profonda conoscenza di generi musicali differenti che riesce a mischiare con riferimenti e citazioni a personaggi e, in definitiva, a mondi distanti tra di loro: da Califano ai Led Zeppelin, dalla Bertè a Gucci Mane. 

Si poteva quindi mettere facilmente in conto che il suo talento non poteva passare inosservato a lungo, e che prima o poi sarebbe arrivato il grande salto verso una multinazionale, e quindi ecco che Kety ha firmato con Sony Music. E la domanda che gli appassionati del rapper si sono posti è: cosa cambierà nella sua musica? Sarà ammorbidita oppure rimarrà l’attitudine hardcore che l’ha caratterizzato fin ad ora? Rimarrà lo stesso Ketama di cui abbiamo goduto fino ad oggi? oppure il passaggio in major e un desiderio legittimo di allargare il proprio bacino di utenza lo porteranno a smussare gli angoli?

È evidente che ormai il passaggio in major è adesso molto meno demonizzato rispetto a qualche anno fa, ma conoscendo il modo di essere artista di Kety e la sua proposta musicale, non era affatto assicurato che non ci fosse alcun cambiamento. E la risposta è nella prima canzone, Denti D’oro:

“Bimbe, bimbe, il puto Kety è tornato
Ho messo il c*zzo nella bocca della verità e me l’ha succhiato
Lo stesso str*nzo con i denti cariati
Ora ti acceca se ride, 18 carati”

Quindi, no niente è cambiato. Il pericolo è scampato. E questo è il primo elemento di interesse, perché notare l’assenza di cambiamenti radicali dopo un passaggio fondamentale per un artista, è di per sé incoraggiante. 

Ma passando al lavoro in sé, in questo disco si possono ritrovare tutti gli elementi che hanno fatto diventare Kety uno degli astri nascenti della trap italiana, c’è l’emo trap, i riferimenti alla musica rock, allo stornello romano, il linguaggio scorretto, i fiumi di droga, le immagini esplicite, etc. Insomma c’è tutto il suo repertorio.

Il disco è inoltre arricchito da una maggiore consapevolezza e da una serie di featuring che effettivamente aggiungono valori al disco, a partire da Massimo Pericolo, Noyz Narcos e Speranza – che danno quella spinta ulteriore verso un universo più hardcore – fino a Franco 126, Fabri Fibra e il maestro Franco Califano – che seguono la sua componente più autoriale. Insomma anche la questione featuring è stata ben dosata, perché ognuno di questi artisti aumenta senza dubbio lo spessore del disco.

E quindi tutto bene? Non è detto, dipende da cosa uno si aspettava da questo lavoro.

Per chi ha seguito tutti i mutamenti e l’evoluzione dell’artista, e si aspettava un ulteriore cambiamento/passo in avanti nella storia di Ketama, questo disco non potrà che essere o una delusione o un semplice ripasso in attesa di qualcosa di nuovo perché in questo lavoro ci sono tutti gli elementi che hanno composto la carriera del rapper romano e da essi non ci si muove. Non si aggiunge e non si toglie niente rispetto a quello che già si conosceva dell’autore, i testi e le melodie sono senza dubbio perfezionate, c’è una maggiore attenzione complessiva ai dettagli. Tuttavia si nota una minore quadratura a livello concettuale, con un prodotto meno organico che risulta essere un buon compendio di tutto il percorso fatto, più che un indicatore di una nuova maturità artistica.

Se invece ci si aspettava qualcosa che fosse in continuità con quanto fatto fino ad ora, be c’è solo da essere contenti. Ketama è sempre lo stesso, e quello appena fatto è un ottimo passo in avanti rispetto sia alla sua carriera, sia rispetto al panorama della musica nazional popolare perché la scorrettezza al comando è un elemento decisamente diverso rispetto ad uno scenario mainstream che da almeno dieci anni vive di norma di icone politicamente corrette.

Kety è una conferma, un primo passo per una nuova fase della carriera di Ketama che da ora in avanti gioca in serie A, e dovrà destreggiarsi tra nuove sfide e un pubblico sempre più ampio. Solo il tempo ci dirà se quanto visto fino ad ora è stato solo un fuoco di paglia, o le prime avvisaglie di un incendio. 

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