Shenron è il nuovo EP del rapper romano Er Drago, nome d’arte di Sandro Roia, classe ’92, prodotto da YDFWN. Quante volte da bambini ci siamo messi davanti alla televisione affascinati dal mondo di Dragonball e sopratutto da quella maestosa figura quale il Grande Drago Shenron? I suoi poteri andavano oltre ogni umana concezione e risvegliavano in noi quell’ancestrale voglia di superare i nostri limiti. Ed è ciò che Er Drago ha voluto ricreare con questo EP: superare i propri limiti proponendo al pubblico un progetto di grande impatto. Shenron è però solo la punta di un iceberg talmente grande che vedrà il suo completamento in una serie di EP mensili a cominciare dal prossimo 2020.

Servirebbe un’intervista solo per questa domanda (rido). I motivi sono tanti e mi piacerebbe raccontarteli dettagliatamente, magari in un’altra occasione in cui posso dilungarmi in tutte quelle vicende e storie che mi hanno portato ad essere un drago.

Il titolo è un’idea di YDFWN, avevamo queste tre tracce e io mi stavo incartando cercando la soluzione migliore e lui dal nulla se ne esce: “SHENRON!”. Il drago Shenron per noi generazione dei ’90 rappresenta la realizzazione dei propri desideri, personalmente sono dieci anni che faccio musica e il mio sogno è quello poter vivere per sempre di questo.

Con Stefano (vero nome di YDFWN, n.d.r) ci siamo conosciuti tanti anni fa ad un contest a Pescara (due romani a Pescara fa ridere). All’inizio era solo amicizia musicale che col tempo si è trasformata in vera amicizia, soprattutto nell’ultimo anno in cui ci siamo ritrovati molto a livello d’intesa. Lui è un personaggio multitasking (beatmaker, rapper, grafico, videomaker, sound engineer e altre mille cose). Dopo questo progetto ne sentirete molte altre da questo duo.

Me lo vivo molto bene, sia quando si tratta di partecipare ad un contest, sia quando si tratta di esibirmi ad un live. Cerco sempre di lasciare qualcosa che rimanga dentro le persone ed ogni volta che questo accade automaticamente porto via con me qualcosa di quel posto. Ho girato molto quest’anno e l’obbiettivo è quello di proseguire nella stagione invernale passando in più città italiane possibili. Per esempio a novembre inaugurerò il tour con una data ad Amsterdam, immagina quanto possa essere carico.

Ho iniziato a fare le Saturday Rhymes così per gioco, precisamente a marzo 2019, stavo passando un brutto momento ed avevo bisogno di far uscire fuori un po’ del veleno che avevo dentro, sentivo che non bastava la scrittura, dovevo far arrivare il messaggio a più persone possibili. La cosa magica è stata l’alchimia che si è creata tra la necessità di farle e la voglia di ascoltarle da parte delle persone che mi seguono, è questo che ha dato vita al format. Quest’ultimo periodo mi ha divertito vedere gente copiarmi spudoratamente cambiando solamente il giorno, della serie: “fantasia portami via”. I beat li trovo tutti su Youtube e nella maggior parte dei casi sono “type beat”.

Ti spiego, in tutto questo tempo non avevo ancora pubblicato nulla su Spotify, a fine mese sarò fuori con il mio primo album ufficiale per cui questo EP ha la stessa funzione di un antipasto. In più era un mio modo per dire: “Ciao ragazzi da oggi esisto anche io su Spotify “. Tra l’altro colgo l’occasione per svelarti che dal 2020 ogni mese uscirà un Ep di 3 tracce (rido).