Il 10 Maggio 2019 Shekkero pubblica l’album Nostralgia, malincomia per l’etichetta Tritolo, mixato e masterizzato da Jack The Smoker. Realizzato in collaborazione con il produttore MoreMusic, si presenta come un concept album completamente fuori dagli schemi dell’attuale rap game. Perché, sebbene sia ricoperto da un velo di ironia, in Nostralgia, malincomia c’è molto di più. L’equilibrio tra persona e personaggio, che ritroviamo all’interno di questo progetto, è solo uno dei motivi che ci hanno spinti a contattare Shekkero e a farci raccontare in prima persona come nasce un progetto di questo calibro.

La premessa necessaria che risponde a tante domande riguardo questo disco nello specifico, e, secondo noi, riguardo la vita in generale, è che “è tutto scritto”, lo era e lo sarà.

Data la premessa, evidentemente doveva succedere che le nostre energie si unissero in un unico flusso. Dopo aver vinto il Tecniche Perfette, Mastafive mi ha indirizzato a Pierpaolo (MoreMusic, n.d.r) per lavorare a quello che sarebbe stato il mio primo disco, ignoravo che quella conoscenza (necessaria , inevitabile e naturale) mi avrebbe portato a condividere non solo la musica, ma anche dei pezzi di vita importanti quanto belli. Pezzo dopo pezzo (di musica e di vita) è diventato il nostro disco ad agevolare la sintonia, c’era la stessa mentalità causata da esperienze simili e quindi il bisogno comune di raccontare le stesse cose.

Penso che negli ultimi anni ho avuto diversi momenti di incanalazione di quell’energia. A volte era riversata tutta nel freestyle, altre completamente nella scrittura, altre in un limbo che ne affossava le capacità. Nell’ultimissimo contest, la Tritolo 2019, ho maturato un’attitudine che fosse la più naturale possibile, dove mi sentivo in un equilibrio completo. Ovviamente sono contesti diversi e le necessità di comunicazione e contenuto sono spesso lontane, per questo preferisco, almeno in questo momento, comporre piuttosto che fare battle.

In realtà è un concept album, il tema generale è “Piedi per terra e Accettazione” come specifichiamo in L’Amorte. Le tracce sono state scritte più o meno nel periodo che va dai miei 20 anni ai 23, parlo di quello che ho vissuto e del “trauma” che mi ha accompagnato in quel lasso temporale che, anche grazie al disco, è stato superato con successo. L’Accettazione. Abbiamo sempre fatto quello che ci veniva più naturale, le sfumature musicali e le vibrazioni che ci sono sono venute fuori variegate e spontanee come la vita.

Non sono state create in quell’ordine ma, unendo tutti i pezzi, alla fine, quello era il modo in cui andava affrontato il percorso che abbiamo fatto io e Pierpaolo. C’è un filo logico teso che parte dalla prima frase del disco all’ultima.

Una parte considerevole del disco è stata scritta durante il mio Erasmus a Nantes, in Francia. Ovviamente quella porzione di vita è stata cruciale per la mia maturazione personale e artistica, era inevitabile che finisse nel processo creativo, ne è parte integrante. E poi quanto è bello il francese!?

Se ne sentirò/sentiremo il bisogno sicuramente. Non saranno certamente collaborazioni studiate o a convenienza, sarà, come tutto, molto naturale e una necessità comune, tra me, Pierpaolo, e chi condividerà con noi quell’esigenza. So per certo che ci sono dei featuring che non sono ancora stati pensati ma sono praticamente già scritti.

Da un po’ di tempo, e in questo progetto nello specifico, sono io. Puoi chiamarmi Shekkero, Andrea, e si sta parlando della stessa cosa. Non c’è nessun personaggio costruito o concetti esaltati, è tutto esattamente come appare. Forse nel freestyle, anche per una visione esterna, il personaggio di Shekkero prevale ancora un po’ su Andrea, ma nel discografico questo esordio mi ha permesso di essere davvero me e probabilmente è stato questo il vero punto di forza. Parlo del quotidiano, mio e di tanti.

Indubbiamente chi sono è anche “da dove vengo”. Cassino è magica, una terra di mezzo tra la noia e il caos; i vantaggi di non essere una grande città sono la costruzione di uno stile che non sia influenzato da realtà pre-esistenti, il legame che si crea con il numero ristretto di persone che condividono una passione, quando iniziammo con il Rap non era così insidiato nella cultura di massa e in luoghi così limitati era veramente una nicchia locale a farlo. Quindi c’è l’handicap-vantaggio di dover necessariamente uscire dalla città in cerca di fortuna e, confrontandosi con scene più grandi, uno stile buono e non troppo stereotipato permette di essere la differenza. Bisogna essere intraprendenti, altrimenti Cassino (o realtà analoghe) possono inghiottirti, se ti lasci andare nemmeno te ne accorgi.

Fino all’ultimo ero indeciso sull’inserimento di un paio di tracce, ma ho pensato che per mostrare senza veli il percorso personale e artistico che avevamo fatto doveva restare tutto quello che era stato concepito… e poi Pierpaolo mi ha obbligato a tenerle, quindi era un “o la va o la spacca”. Alla fine proprio quelle sono state le più apprezzate del disco. Ora ci sentiamo già più maturi dopo questo progetto, abbiamo superato la fase dell’Accettazione, siamo allo stadio successivo e vogliamo raccontarne a tutti. Abbiamo già in mente concept, sonorità e forse il titolo per il prossimo disco strano.