Non è un semplice tormentone, Massimo Pericolo rappresenta diversi concetti in un solo ragazzo: partito dal nulla e arrivato sulla bocca di tutti, facendosi forza da solo.

Il 2019 è fin’ora nato nel segno di Massimo Pericolo, che – per chi ancora non lo conoscesse – è il rapper più in ascesa del momento che nel giro di quattro mesi e un disco alle spalle uscito lo scorso aprile si è preso il cuore di numerosi ascoltatori e colleghi. Si perché è riuscito sin da subito a colpire l’ascoltatore con qualcosa di diverso, ma non tanto nella forma che risulta essere un classico rap, quanto nel contenuto poiché un artista del genere, in Italia, mancava da troppo tempo.

Da quanto precisamente non saprei, a me personalmente non può non ricordare il primo Achille Lauro, quello di Barabba e Achille Idol – Immortale, che aveva conquistato l’attenzione più profonda di un certo Marracash e che aveva, come Massimo Pericolo, qualcosa di vero e reale da raccontare e da comunicare. Un personaggio, anzi, una persona – perché fino ad ora questi due termini coincidono – che non lascia spazio a cliché e banalità, ma che piuttosto resta attaccato, nonostante il successo immediato, ai propri principi e alle proprie idee. Quasi non sembra gradire il successo, come se non volesse subire le conseguenze del successo ma volesse solo ottenere i risultati prefissati. Lo urlava già alla fine del singolo che lo ha fatto esplodere, 7 Miliardi, una traccia tanto diretta e spinta quanto sentita, e l’ultimo verso ribalta l’intera canzone contrapponendosi a tutto il resto delle frasi.

“voglio solo una vita decente”

Così, ecco come un ragazzo è riuscito a prendere in mano la propria vita partendo da un foglio e una penna. Questo è il rap, e nel nostro Paese si stava perdendo tale concetto, facendo troppo spazio al “dopo”, rappresentato dagli argomenti tanto decantati durante gli ultimi due anni dagli idoli dei ragazzi.

L’esperienza di Massimo Pericolo a Real Talk

La performance di Massimo Pericolo a Real Talk è solo l’ennesima ciliegina sulla torta di un’annata incredibile per il giovane ragazzo di Brebbia. Sostenuto e supportato da praticamente tutta la scena – partendo da Salmo che l’ha chiamato per Machete Mixtape 4, passando per Fibra che ci collabora assieme, terminando con Marracash che spoilera il featuring presente nel suo attesissimo nuovo album.

Da Bosca e Kuma è partito con una strofa che a detta sua è stata scritta ai suoi inizi, quando ha inventato il nome Massimo Pericolo. Un testo super gangsta che tende all’esasperazione del concetto di street credibility, il risultato è un testo ricco iperboli ma che, setacciandolo, lascia il giusto equilibrio tra carica e rabbia. Che poi è quello che probabilmente vuole trasmettere. La seconda e la terza parte sono meno estreme, senza però tralasciare il suo immaginario che ormai conosciamo tutti e che ha incantato numerosi ascoltatori del genere. Diretto, crudo, real e “violento”.

Con questo progetto si è confermato il talento che tutti acclamano da mesi, la novità che molti aspettavano dopo un appiattimento generale della scena rap che in effetti si era abbastanza adagiata sugli allori con l’esplosione della “nuova scuola” (sto parlando di Sfera & co.).

“Vane” è un fulmine a ciel sereno, è il break even point della scena rap, è la nuova giovane promessa. Ora, come tutti i talenti, deve soltanto stare attento a non bruciare troppo velocemente ma trovare il suo equilibrio che lo renderà stabile all’interno della scena.

La scrittura come via per la salvezza

Durante le guerre mondiali i soldati usavano la scrittura per ovviare alle condizioni disumane nella quali versavano, diari e lettere alle persone care sono state una sorta di medicina per rimanere umani e non impazzire. Col tempo è stato assodato che scrivere è una forma di terapia per diverse cose e anche per Massimo Pericolo è stata fondamentale.

Lui stesso ha dichiarato che durante i suoi arresti domiciliari non aveva da fare nulla per tutto il giorno e questo può davvero portare all’esaurimento: provate a pensare di essere prigionieri in casa propria, non è facile. Così ha trovato la soluzione al problema e ha cominciato a scrivere svariati testi, questo ha sicuramente reso meno dura la sua esperienza e non solo, infatti lo ha portato verso la salvezza.

Grazie al potere della scrittura il rapper di Brebbia ha trovato una redenzione, una nuova vita che l’ha portato dove si trova ora. A Massimo Pericolo sembra non importargli del successo, pare davvero avere una necessità vera e propria nel fare musica e questo lo rende vero e empatico, due caratteristiche fondamentali per qualsiasi artista. Non solo, grazie a questi due aspetti è riuscito a conquistare il rispetto dell’intera scena nel giro di pochissimo tempo, ci sono rapper che non ce la fanno in una carriera.

Scialla Semper

Il fatto di chiamare il primo proprio album col nominativo dell’indagine che l’ha processato e condannato prima al carcere e poi ai domiciliari è simbolicamente molto interessante. Dare una connotazione positiva a ciò che è stato il suo periodo (probabilmente) peggiore, come se fosse un punto di partenza della nuova vita.

Il disco scorre bene fra tracce aggressive – come 7 Miliardi, Soldati o Amici – altre più introspettive e/o calme ad esempio Sabbie D’oro e Ansia e infine un paio molto sui generis che staccano totalmente dal classico rap per dare spazio a un po’ di sana sperimentazione, sto parlando di Cocco che ripete le stesse due quartine per tutto il tempo (riuscendo però a non stancare l’orecchio) e di Ramen Girl che invece rappresenta il momento chill, la parentesi più scherzosa dell’EP. Infine va fatta una menzione d’onore per quella che è – almeno per chi scrive – la migliore dell’album, sto parlando della title track: Scialla Semper. Quest’ultima è uno story telling che rasenta la perfezione dal momento che riesce a descrivere perfettamente momenti e sensazioni riguardo il suo arresto a tutto ciò che ne è conseguito, il tutto senza tralasciare niente sotto i profilo tecnico o musicale.

La completezza del progetto è visibile agli occhi di chiunque, infatti il riscontro è stato più che positivo per un emergente. Ai live riesce a convincere di tappa in tappa ogni pubblico, portando la sua grinta e il suo mondo su svariati palchi in tutta Italia quest’estate. Dunque Scialla Semper rappresenta la nuova partenza per il protagonista in questione, che ora dovrà essere capace di indirizzare la sua carriera verso la longevità che caratterizza le pietre miliari di questo genere.

L’episodio di Real Talk è solo l’ultima dimostrazione delle capacità di Massimo Pericolo: un abbinamento sempre ottimale tra buona tecnica, carisma e sentimento che rende ogni suo verso una sorpresa. Nonostante il successo ottenuto, durante la sua esibizione traspare ancora una volta la sua immancabile umiltà e genuinità che lo caratterizza dall’inizio e possiamo solo sperare che il successo non cambi troppo la personalità di un ragazzo che sta riportando il concetto di rap verso una dimensione più pura e cristallina. 

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Foto di Giulia Bersani

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