Li incontro al dodicesimo piano della Warner, in piazza Repubblica. E mi sembra di vivere la ripresa di un film, quelli che hanno la fotografia in hd. Fuori c’è una luce incredibile, che filtra dalle vetrate. Dentro si parla in italiano, spagnolo, inglese. Piani alti. Ma sembra che tutti non sognino altro che l’estate. Ed è di estate che si parla. Raggiungo Fred sulla terrazza, fumiamo una sigaretta, guardiamo lo skyline di Milano. Insieme ad Ana Mena, ha sbancato le classifiche estive della scorsa estate, grazie a D’estate non vale, il singolo che ha raggiunto la certificazione Doppio Platino, e numero 1 della classifica di Spotify totalizzando oltre 42 milioni di streaming, e 93 milioni di visualizzazioni per il video.

Una volta ancora. Pronti a conquistare un’altra estate.

Fred: Ci proviamo dai, siamo presi bene e vogliamo fare ascoltare questa canzone a più gente possibile.

Quanto conta l’estate nella vita di un artista a livello di ispirazione.?

Ana: Il sole, il vino il mare…
Fred: In estate poi è la liberazione no? Secondo me d’inverno è dove si sta chiusi in studio…
Ana: Effettivamente, l’estate è libertà.
Fred: L’estate è quel momento dell’anno in cui quella parte più introversa di un artista viene messa da parte per divertirsi, fare le serate, suonare in giro la musica che hai prodotto durante tutto l’anno. Secondo me è un po’ questa l’estate.

Ana: Siamo molto amici, ci troviamo molto bene dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti, abbiamo una buona vibra dal minuto uno. E siamo molto affiatati, penso che anche il pubblico lo abbia percepito.
Fred: Sì, il fatto è che noi siamo molto affini. Le nostre collaborazioni sono molto spontanee, questa cosa arriva al pubblico che la percepisce come una cosa vera, non come una strategia costruita a tavolino. Io credo che da sempre questa attitudine, in fondo, paghi nella musica.

Cosa vuol dire per voi Una volta ancora?

Fred: In realtà ci piaceva un po’ il gioco di dire, io e Ana Mena una volta ancora dopo quello che è successo l’anno scorso. In più diciamo che Una Volta Ancora la ritrovi nel testo. Per me questa canzone è un passo avanti, a livello di musica.
E soprattutto una cosa diversa rispetto a quello che abbiamo fatto l’anno scorso. Non volevamo portare sempre la stessa canzone. Uno quando fa un progetto come questo, spesso tende a ripetere lo stesso stile per non rischiare più di tanto. Invece noi abbiamo voluto fare una canzone che fosse diversa ma che contemporaneamente, fosse più matura. E che potesse prendere un pubblico più vasto.

Forse questa è più estate, non nel senso di popolare, quanto…

Fred: è più feeling estivo sì. Infatti per me questa è una canzone molto importante, anche per Ana. Siamo molto emozionati e pronti per questa nuova avventura.

È difficile raccontare l’estate

Fred: Molto.

Per questo ti chiedo, quando ci avete lavorato?

Fred: Non si fanno mai d’estate le canzone estive. E poi non parti mai scrivendo un pezzo che sia una hit estiva. Tu scrivi cercando quel feeling, qualcosa che possa avere quel viaggio, ma poi devi comunque raccontare qualcosa. Io penso che, quando abbiamo fatto questa canzone, volevamo unire la roba un po’ zarra dell’estate mischiata con un po’ di romanticismo e un po’ di poesia che comunque nei miei testi e nelle mie canzoni è sempre abbastanza presente. Volevamo unire queste due cose.

Le canzoni estive non hanno mai un peso percepito di grande importanza, eppure, spesso, riescono a salvare l’estate di chi le ascolta. Voi che le fate, siete coscienti di questa cosa?

Fred: Noi speriamo che questa cosa succeda. La musica ti cambia sempre la prospettiva di come affronti le cose.
Ana: La forza della musica certo, è quello che facciamo ogni volta, lo facciamo con tutto il cuore.

Dove possiamo sentirvi live?

Fred: Oggi a Verona, poi seguiteci sui social, andremo un po’ in giro quest’estate.

I due sorridono. Sono davvero sereni. Bello. al dodicesimo piano si respira la semplicità del bar. Che non è una cosa semplice. Sarà merito della canzone, che ti fa venire voglia di dimenticare tutta la città e correre verso il mare. Una volta ancora.

Michele D’Amore

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